Sardegna: una brutta storia che deve far riflettere

| 28 ottobre 2013 | 17 Comments

Vi segnalo il racconto di una brutta avventura capitata all’amico Roberto Sanna, il quale mi ha pregato di pubblicare la sua storia, con la speranza che ci faccia riflettere sul comportamento di alcuni individui che, anche se muniti di poto d’arma, niente hanno a che fare con i Cacciatori.
Buona lettura.

Marco Pisanu
Cpa – Sardegna

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cacciatore tramontoCiao Marco
Ciao a tutti gli amici cacciatori
approfitto di questa comunicazione per sensibilizzare ulteriormente i comportamenti durante l’esercizio venatorio.
Perché?, Direte, come ti sei alzato stamattina? Hai dormito male?
Niente di tutto questo, vi racconto un piccolo episodio accadutomi e poi ci ragionate su: Abito nelle campagne del comune di Codrongianos. Domenica scorsa venivo svegliato alle 7,00 di mattina dall’abbaiare intenso dei miei cani, dopo essermi alzato e affacciato dal terrazzo prospiciente un bosco di mia proprietà distante 80 metri circa dalla mia abitazione mi sono accorto che era in corso una battuta la cinghiale. Fuoco acceso per chiudere la cima del monte, le voci per chiudere la parte destra, voci dentro il bosco e cani in quantità con campanellino che faceva una bella musica.
Ho pensato :-ma non saranno matti:-.
I cani continuavano ad abbaiare insistentemente in una zona dove tengo le galline a 50 metri dalla casa, e sinceramente ho pensato ad un cane della battuta. Mi vestivo velocemente e andavo a controllare. Non era un cane, o meglio non era un cane a quattro zampe, era un specie di bipede strano, occhi molto vispi che sprizzavano intelligenza e simpatia, giacca verde e pantaloni marrone merda. Ovviamente mi sono incazzato non poco, pensate che mio figlio di 8 anni gira in bicicletta proprio in quei punti.
Il bipede mi guarda e molto alterato mi dice che non essendo un fondo chiuso lui li può stare, ovviamente gli faccio notare la vicinanza della casa, ma imperterrito continua, anzi scarrella mette la cartuccia di traverso (vedo che è a pallettoni) e mi dice: Fai il cazzo che vuoi io qua ci sto quando voglio:- Mentre ero intento nella filosofica chiacchierata, vedo spuntare (sempre dentro il mio terreno) un’altra forma di bipede, più aggressivo, direi folkloristico che tra un cazzo e l’altro e un girami le balle e l’altro mi intimava di tornarmene a casa, anzi scarrelava il suo bel calibro 12 mostrandomi 3 belle Fiocchi a pallettoni.
Chiudete gli occhi e pensate a quello che voi avreste fatto, io non l’ho fatto, ho mantenuto la calma, e gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri. :- Vai chiama chi cazzo vuoi ma vattene:- Mi hanno risposto, ma una volta incamminato verso la porta di casa notavo che si stavano defilando :- E no così non va bene, prima fate gli stravaganti e poi ve ne andate, rimanete se avete ragione che problema c’è? Gli ho detto. Ma chiaramente non si sono fermati..
Sono stati individuati e riconosciuto poco dopo dalla forestale, vicino alle loro auto.
Il giorno dopo in procura a Sassari sembrava che l’incidente fosse capitato agli agenti di turno tanto erano incazzati dopo aver letto la denuncia e questo mi ha fatto pensare tanto, al fatto che anche io sono un cacciatore, mi sono sentito in difetto davanti a coloro che tutelano la civil condotta. Perché ho provato queste sensazioni? Perché abbiamo un’arma in mano e questo ci porta ad essere in una posizione di inferiorità e non di superiorità., il fucile si deve praticamente nascondere quando si dialoga con una persona, si deve assumere
un atteggiamento remissivo fatto di tanti “mi scusi”.
Molte persone hanno terrore delle armi, per noi sono come una racchetta da tennis o una canna da pesca, dobbiamo fare in modo che l’eventuale interlocutore percepisca questo, nessuno teme una canna da pesca.
Secondo me a chiunque che non mostri tali atteggiamenti non dovrebbe essere permesso il rilascio del porto d’armi. Sono riusciti a far passare a me e alla mia famiglia una bella domenica di merda, mia moglie sentiva voci dappertutto, panico e sensazione di costrizione tanto da non far uscire fuori il bambino.
La caccia è un divertimento, uno sport, se diventa angoscia per gli altri e se stessi (sicuramente questi individui non se la passeranno bene) non è ne l’uno ne l’altro e allora diamo ragione a tutti coloro che si battono per l’abolizione, ve lo dico perché in quel momento io ero uno di loro, pieno di risentimento, per qualcosa che non è così, che non deve essere così.
Caro Marco e tanti altri, vedo che fate un lavoro intenso per difendere i diritti dei cacciatori cercando argomentazioni valide per contrastare le associazione ambientaliste, ma poi chi difende voi dai loro attacchi sempre più spesso motivati da azioni come questa che ormai si verificano sempre più spesso nelle nostre campagne?
Riflettete amici cacciatori, parliamone fra noi, nei circoli, nei bar, nei luoghi di lavoro, fate tesoro di questo racconto, solo in questo modo si isolano coloro che della caccia ne fanno un uso che ci squalifica, altrimenti avranno ragione coloro che stanno portando l’opinione pubblica a decidere per una chiusura totale.

Saluti
Roberto Sanna

 

 

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COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

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Category: Racconti, Sardegna

Comments (17)

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  1. Renzo scrive:

    Da commentare c’è ben poco ,purtroppo. La società è come il regno animale .il più maleducato e prepotente regna indisturbato . Da cacciatore ,ti dirò : non avrei nemmeno fatto una parola in più,specialmente dopo aver visto l’arroganza, e soprattutto le cartucce a pallettoni ( non per paura intendiamoci )  , giravo i tacchi e dietrofront. Subito dopo bastava chiamare il 112. Certi comportamenti lo meritano eccome .  oww oww oww

  2. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    Marco mi rivolgo a te in quanto ti reputo una persona attenta e corretta. Purtroppo da cacciatore sardo devo dire che questo fatto è (parere personale) la punta dell’Iceberg e il comportamento tenuto dal Sig. Roberto Sanna è da ammirare!!!
    Sta di fatto che ogni anno circa 10.000 cinghiali (dati non certificati) sarebbero abbattuti fuori dai periodi e/o con munizionamento non consentito. I fattori sono tanti tra cui la mancanza di personale atto ai controlli.
    Domenica 3 Novembre anche in Sardegna avrà inizio la stagione ufficiale di caccia grossa. Riflettiamo sul fatto che negli anni scorsi (l’anno scorso) vi sono stati se non erro 9 incidenti mortali di cui 1 a un minore di anni 14…. Meditiamo perchè secondo il mio punto di vista, anche per l’attenzione mediatica che fu data a queste disgrazie,  se malauguratamente dovessero verificarsi altri incidenti dovuti a imprudenza, negligenza e imperizia (perdipiù facendo utilizzo del munizionamento spezzato) potremmo (sempre secondo me)  essere vicini a decisioni drastiche a cura dei Prefetti delle 4 Province Sarde o addirittura magari dal Ministero dell’Interno.
    In Sardegna bisogna maturare in tante cose:
    -Responsabilizzare i capo caccia che DEVONO frequentare un corso di sicurezza e controllare la regolarità della documentazione in possesso ad ogni cacciatore facente parte di quella squadra (porto d’armi, versamenti e assicurazione);
    -Eliminare la possibilità che durante la battuta possa essere “PORTATO” munizionamento spezzato con la facoltà per i battitori di utilizzare cartucce a salve
    Creare un registro delle compagnie di caccia grossa che deve essere depositato in ogni comune.
    Darsi un tempo di 5 (cinque) anni affinchè si arrivi ad utilizzare per la caccia agli ungulati solo armi a canna rigata.
    Senza dimenticare poi che per un neofita che si avvicina alla caccia o al tiro sportivo, le procedure per acquisire il “maneggio armi” sono troppo blande. Per legge, visto che oggi il militare (purtroppo) non è più obbligatorio, imporrei a livello nazionale di creare corsi, da frequentarsi obbligatoriamente, di almeno un mese per acquisire il maneggio armi. 
    Marco tu cosa ne pensi?
     
     

    • Marco Efisio Pisanu scrive:

      Ciao Pietro, innanzitutto grazie per la considerazione, per il resto di dico solo che condivido al 100 % quello che hai scritto.
      A presto
      marco 

  3. Springer scrive:

    Che dire…Purtroppo in questi termini…o in termini piu’ blandi… di episodi simili ce ne sarebbero da raccontare parecchi. E’ questione di ” cultura ” ( sia personale che venatoria ) . Chi non ha rispetto per il prossimo commette simili gesti. Chi interpreta la Caccia solo come predazione commette simili fatti. E questo pur in possesso di porto d’armi e versamenti vari , quindi legalmente un cacciatore , non voglio accostarlo all’essere un cacciatore .
    A volte penso che molti di noi sono troppo troppo lontani da come dovrebbe essere interpretata , oggi piu’ che mai , la Caccia e l’essere cacciatore. Questo e’ sconsolante per me , oltre che assestare un duro colpo all’immagine , sia di una che dell’altro , all’interno della societa’.

    • Marco Efisio Pisanu scrive:

      Caro Springer, sta anche a noi cercare di cambiare le cose, anche prendendo semplicemente le distanze da certi individui, avendo il coraggio di denunciare e di dissociarsi.
      L’oppinione pubblica deve sapere che i Cacciaoti, quelli con la C maiuscola sono fatti diversamente. 
      Saluti
      Mep 

  4. Giacomo scrive:

    solo in questo modo si isolano coloro che della caccia ne fanno un uso che ci squalifica, altrimenti avranno ragione coloro che stanno portando l’opinione pubblica a decidere per una chiusura totale.
    ———————————————————————————-
    Mettere in risalto questi esempi di maleducazione venatoria ed in special modo da un cacciatore con tutto il rispetto per la persona, io credo che sia come darsi un calcio nei OO. Se stiamo al punto (di questi tempi) di dover raccomandare  su un sito di caccia che fortunatamente o sfortunatamente viene letto da migliaia di persone oltre che da tantissimi cacciatori, che non ci si apposta a dieci metri da una casa, a me sembra uguale al parroco che raccomanda a milioni di persone che non bisogna bestemmiare, cose che si insegnano ai bambini al categhismo. Così come noi cacciatori ad un esame per prendere la licenza di caccia sappiamo già dalle prime nozioni. Voglio dire : per me e vero che bisogna raccomandare la prudenza ma questo è un esempio di un comportamento delinquenziale del singolo che niente ha a che vedere con la caccia, e che secondo il mio modesto parere per nostra cautela se ne poteva fare anche a meno di sbandierare, con l’annesso poi (e l’ho copiato) di dare ragione a chi ci è contro, in modo da rincarare la dose così che qualcuno gioisca per colpa di qualche delinquente. :-?   Salutiaamo   

    • Ezio scrive:

      Caro Giacomo, noi cacciatori da sempre e come sempre siamo in grado di fare autocritica per migliorarci. Anche troppa, a volte.  Siamo persone per bene e quando qualcuno di noi si comporta male, siamo in prima linea a esecrare quel comportamento. E questo ci fa onore!! Non come le anime candide dei nostri nemici che sono sempre pronti a vedere la pagliuzza nell’occhio del loro prossimo e fanno tranquillamente a meno di parlare delle travi che hanno nei loro, di occhietti.

      • Giacomo scrive:

        Sono d’accordo con te caro Ezio, ma quello che più è parso negativo al sottoscritto di tutta la storia è stata la frase che ho incollata, con tutto il rispetto dei punti di vista altrui si intende, ma di quello se ne poteva fare a meno. Se i nemici sono furbi cerchiamo di esserlo anche noi. Salutiamo

  5. Giovanni59 scrive:

    Li vediamo la mattina presto attorno al bancone del bar dove si “dissetano” con birre e caffè corretti, vinelli e qualche mirto così da essere pronti all’azione. Di solito parcheggiano malissimo, fanno gruppo e…….NON si spostano quando tentiamo molto educatamente di farci strada; alcuni con i fucili (senza custodia) in spalla, altri vestiti alla rambo con anfibi e coltellacci al fianco, noi “poveri” migratoristi ci sentiamo piccoli piccoli di fronte a cotanta dimostrazione di potenza, ma siamo l’eccezzione che fa la regola. A volte mentre tentiamo di levare qualche beccaccia o tirare ai colombi, ci capita di essere improvvisamente circondati da poste  battitori e cagnacci al seguito che senza dir nulla ci hanno delegato nel posto sbagliato al momento sbagliato, ritirata strategica allora e cambio totale di zona. Però su una cosa sono divertenti, e cioè quando prima dell’apertura al cinghiale tentano di sparare ai colombacci…da morire dal ridere. Ps, abbia pazienza sig Roberto..so ragazzi….

    • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

      Giovanni59, qui non si sparla dei cinghialai che sono meglio o peggio dei migratoristi. Tutte le cacce hanno parti diritti. Si è invece evidenziato un comportamento altamente fuori legge di alcuni individui che si sono presi delle libertà che oltre ad essere fuori dalla normativa sulla caccia, ledevano l’altrui libertà (in questo caso del sig. Roberto Sanna). Se tutti i cacciatori armati di buon senso (il 99,9 % della categoria penso e spero) evidenziassero alle Forze dell’Ordine questi NUMEROSI episodi che per sentito dire e per vanto di alcuni altri, avverrebbero in alcune parti della Sardegna, anche durante TUTTO L’ANNO, oggi ne gioverebbe l’immagine della categoria che spesso è mortificata dall’errato comportamento di pochi.
      Concordo col punto di vista di Ezio sul post in risposta a Giacomo.
      La Sardegna per certi versi deve maturare molto in materia venatoria….ad iniziare dall’utilizzo del munizionamento spezzato (pallettoni) per la caccia al cinghiale, pur essendo risaputo che tale munizionamento è vietato (aggiungo io che non vi è nessun tipo di selvaggina cacciabile che ne giustifichi l’uso), nel 60% dei cacciatori Sardi,  (probabilmente mi sto tenendo basso) tale munizionamento è indissolubilmente legato alla caccia al cinghiale per vari assurdi motivi: tipo “non rovina la carne”; in alcuni posti se non usi i pallettoni, di cinghiali non ne ammazzi; è meno pericolo della palla; ecc. ecc.
      Come si risolve tutto ciò? In mancanza di coscienza e volontà di adeguarsi alla Legge si restringe il campo delle possibilità obbligando, in Sardegna, per la caccia a tutti gli ungulati, l’uso delle sole armi a canna rigata, dando un laso di tempo per uniformarsi (5 Anni), impedendo nel frattempo il porto del munizionamento spezzato durante la caccia in battuta.
      Si è già visto infatti che i controlli da parte della Forestale e delle altre FF.OO. sono pochi e spesso difficoltosi per molte ragioni.
      Spero che qualcuno si ponga il problema e lo risolva al più presto.

  6. Argo scrive:

    A parte il fatto che non ho, ne mai ho avuto intenzione di giustificare comportamenti illeciti da parte di chichessia sopratutto di chi delinque venatoriamente,  ma in questo racconto ci sono alcuni punti che cozzano pesantemente con la realtà.
    Lasciamo perdere l’uso disinvolto dei c@zzi, le circostanze di luogo e di tempo, ma vorrei capire come ha fatto a riconoscere il tipo di munizionamento e la marca delle cartucce al buio ? E il colore dei pantaloni con aggiunta di m…. sempre al buio? 
    Non è che ci abbiamo ricamato un po troppo sopra per caso ????

  7. Alessandro federighi scrive:

    Concordo con Pietro al 90% escluso imposizione rigata x un discorso di classi economiche…………..ricordo che è fatto obbligo a tutte le compagnie di caccia grossa ,l”informazione al CFVA di competenza,della sede atta all”eviscrazione capi e relativo smaltimento(3.000 euro ammenda)…………le pattuglie fanno ivi controllo e se beccati con spoglie palletonate,denunciare autore e resto compagnia x concorso(visto che si dividono spoglie di animale bracconato)…………………e poi vediamo se continuano a chiudere gli occhi se un compagno usa i pallettoni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!saluti

  8. Roberto Sanna scrive:

    Ciao a tutti 
    vi ringrazio per le parole di soliderietà che ho letto.
    Scusatemi ma approffitto di questo forum per rispondere al sig. Argo che vedo anche qui attivo nel criticare e commentare in maniera negativa ciò che di negativo ha solo il comportamento di certa gentaglia.
    Alle 7 era ancora buio anzi buio pesto, ma tra alzarmi, capire cosa stava accadendo, discutere con mia moglie, vestirmi e uscire, si sono fatte le 7,30.
    La telefonata dalla centrale operativa per farsi indicare il luogo l’ho ricevuta alle 8,15, in tutto la chiaccherata è durata circa 15 minuti, come dice qualcuno troppo tempo, ma credetemi essere trattato in quel modo a casa propria è veramente incredibile, ci si sente sottoposti ad una violenza inaudita. Nel racconto l’ho fatta breve e l’ho romanzata perché era come se la stessi raccontando al bar con gli amici, poi mi è stato chiesto di pubblicarla per i motivi che sapete. Ora che tu caro Argo segua il racconto in tutti i siti andando ogni volta a puntualizzare determinate circostanze, ebbene non è corretto, se qualcosa non ti è chiaro chiama l’amico Marco fatti dare il mio numero di telefono, vieni pure a trovarmi (un buon caffè te lo posso sempre offrire) così ti faccio vedere cosa e come è accaduto l’episodio che se ti può interessare non è stato il primo ma mai di così inaudita violenza. Se poi continui a screditare il sottoscritto dicendo che parla male dei colleghi cacciatori allora vuol dire che ti dovrò associare a simil gentaglia.
    Spero di averti chiarito 
    saluto tutti gli amici cacciatori
    Roberto Sanna

  9. *Antonio scrive:

    CACCIATORI SI NASCE…NON SI DIVENTA E NON CI SI INVENTA.
    A mio parere,  Roberto ha commesso un errore di valutazione fondamentale, in quanto la caccia non è, non può e non deve assolutamente essere considerata un divertimento ne’ tantomeno uno sport. 
    Gente che la mattina pensa di uscire di casa solo per lo “sfizio” di uccidere un animale,  come mero trofeo fine a se stesso, non ha nulla a che fare con la caccia, quindi, in quel caso, le forze dell’ordine andavano chiamate soprattutto per difendere i principi che difatti appartengono proprio a noi cacciatori. 
    Tra l’altro, la cosa ancor più assurda è che i nostri nemici ben conoscono l’esistenza di questa gentaglia che non rappresenta niente e nessuno, purtroppo, questi avvenimenti li “usano” proprio per continuare a distruggere  la caccia ed i cacciatori…quelli veri. Dall’isola d’Ischia, *Cacciatore a vita 
      

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