Racconti: Cappuccetto verde

| 13 febbraio 2014 | 7 Comments

Cinquegrana PasqualeCappuccetto verde

C’era una volta una bimba buona, così buona che tutti gli volevano bene, specialmente i lupi, tanto che una volta gli fecero un cappuccio di foglie verdi e glielo regalarono, e gli stava così bene che non volle indossare mai più altro.
La chiamarono sempre cappuccetto verde.
Un giorno la mamma la chiamo e gli disse: Vieni, Cappuccetto verde, prendi questo pentolone di minestrone fatto con tantissime belle verdure, e questa padellona di friarilelli, (broccoletti) e portali ai lupi nel bosco, che sicuramente avranno tanta fame, e fai attenzione di non farli cadere, altrimenti poveretti cosa mangeranno? Stai tranquilla mamma, le rispose, farò tutto bene.
Quand’ebbe caricato tutto sul carretto si avvio facendo ben attenzione a non finire con le ruote in qualche buca presente lungo la strada, per evitare di far cadere il tutto. Ma i lupi come si sa abitano nel bosco ben fuori il villaggio, per cui ci sarebbe voluta una buona mezz’ora di viaggio.
Poco prima di giungere ai margini del bosco, incontrò il cacciatore, ma non sapeva che era una bestia tanto cattiva, e non ne ebbe paura. Buongiorno cappuccetto verde, gli disse.
Grazie e buongiorno a te cacciatore.
Dove vai con questo pentolone e questa padellona piene di tante belle cose? Dai lupi che sono affamati, rispose lei.
Oh! esclamò il cacciatore, ne saranno ben contenti, e dove ti aspettano per per ricevere tanto ben di Dio? Nella radura in mezzo al bosco disse cappuccetto verde.
Nel mentre il cacciatore pensava; se la lego e l’appendo ad un albero, potrò mangiare solo questo, se invece la mando dalla nonna, che ha tante tenere pecorelle, insieme ai friarielli, mangerei anche qualche buon cosciotto arrostito, poi con calma avrò tutto il tempo per andare a sparare i lupi, così come mi è stato commissionato dalla nonna della bambina.
Cappuccetto Verde, visto che la tua nonnina abita anche lei nel bosco, sicuramente avrà raccolto tanti frutti di bosco freschi e saporiti per farne marmellata, perché non passi da lei per fartene dare un po’ da portare ai tuoi amici lupi? E la salutò, convinto com’era che sarebbe certamente passata dalla nonna.
Cappuccetto verde ci penso su un attimo e decise di accettare il suggerimento.
Era presto, una leggera deviazione non avrebbe comportato grossi problemi, e poi lo faceva per il bene dei suoi cari lupi, certamente avrebbero apprezzato. Giunta dalla nonna, nel salutarla le diede un bacio, ma notato che era scura in volto le chiese: nonnina perché sei cosi arrabbiata? e la nonna; perché i lupi mi hanno ucciso 39 pecore, così ora ho ingaggiato il cacciatore che li ucciderà tutti.
O nonnina perché l’hai fatto, ora bisognerà fermare il cacciatore, prima che commetti un’ingiustizia, non sono stati i lupi a uccidere le tue pecore, sono stati i cinghiali, lo hanno detto alcuni esperti studiosi della fauna, ho letto l’articolo di un piccolo giornale che era pubblicato su Facebook.

Nel frattempo il cacciatore, che aveva seguito cappuccetto verde senza farsi vedere, nell’udire l’accorato appello della piccola, e temendo di perdere il lauto pasto e il compenso usci fuori, legate e rinchiuse la nonna e cappuccetto verde nello sgabuzzino, si avventò sulle cibarie. Nel frattempo che una pecora rosolava sul fuoco, si riempì il pancione prima con tutto il minestrone, per poi dare fondo alla padellona di friarielli che accompagnavano un ottimo arrosto di pecora, il tutto annaffiato dall’ottimo vino trovato nella cantina della nonna.
Satollo, pensa di fare un riposino prima di mettersi in caccia dei lupi.
Di li a poco, arrivo un lupo, il quale stava accompagnando la “pecorella smarrita” che voleva ritornare all’ovile, non vedendo nessuno si insospettì, e avvicinandosi all’uscio senti degli strani mugolii, entrò e liberò la nonna e cappuccetto rosso, i quali chiamarono subito i gendarmi, che giunti sul posto, portarono il cacciatore a dormire in una comoda prigione, ingiungendogli di non sparare mai più ai lupi. e come in tutte le storie che si rispettano, vissero tutti felici e contenti, un po’ meno la nonna e le pecorelle, le quali, queste ultime, continuavano ad essere gustosamente sgranocchiate dai cinghiali, i quali erano i più felici di tutti.

Cinquegrana Pasquale

 

 

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Category: Racconti

Comments (7)

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  1. Renzo scrive:

    Esistono in commercio fototrappole, droni a otto eliche con telecamera, possibilità infinite e documentaristi validissimi; finche non vedrò in video o foto , naturalmente non elaborata al pc, un cinghiale che attacca una pecora e la sbrana crederò solo alla favola dell’amico Pasquale . Così come non credo siano stati Lupi, bensì, se di attacco animale si tratta, di branchi di cani affamati e ben più pericolosi. Abbandonati da chi per moda e comandamento televisivo strisciante e dalla folta criniera rossa e amico dei fratelli animali umani, convince chi non aveva ancora pensato a quello ,di occuparsi del “”cagnolino “” ; salvo poi accorgersi di avere un impegno troppo grande, compreso quello di raccogliere civilmente le feci dell’animale dalla pubblica via .Pasquale, complimenti per la fantasia . Ciao  

  2. Smucina scrive:

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
    Signor Pasquale mi permetta, Lei,a dir poco, é un GRANDE (up) (up) (up)

  3. Pasquale (Nato cacciatore) scrive:

    Ciao Renzo, grazie, detto da te è gratificante. Ritornando alla favola premesso che se ai lupi si presenti l’occasione, non si tirano indietro ad attaccare qualche pecora, credo molto che ci sia lo zampino di, come diceva già SpringerONE sull’articolo in proposito, anche di cani lasciati troppi liberi di fare i propri comodi, e cani certamente rinselvatichiti. Detto questo, non potevo tirare tutti nel calderone, sarebbe diventato un quazzabuglio difficile da amministrare, in compenso, volevo rimarcare la grande sciocchezza, di additare i cinghiali come possibili responsabili di attacchi con stragi di pecore.       

  4. Giacomo scrive:

    Signor Pasquale mi permetta : ma che fine ha fatto il partito dei cacciatori CA. :-D   :wink:   Salutiamo

    • Pasquale (Nato cacciatore) scrive:

      Caro signor Giacomo, a mio parere dovreste chiedervelo tutti voi cacciatori, e stai pur certo che non ci vorrà ancora molto, che passera a tutti o quasi la voglia di ridere. 
      :mrgreen: :mrgreen:  (:-p) (:-p)  :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: 
      Ciao ciaoo!
       
       
       
       

      • Giacomo scrive:

        Caro Pasquale, sai benissimo che noi cacciatori campani ridiamo per non piangere perche il temporale per noi è già arrivato. tanto ci abbiamo fatto l’abitudine, tutto passa e tutto se ne va, il guaio è di chi si fida sempre delle chiacchiere. :twisted:   Salutiaaamo   

        • Pasquale (Nato cacciatore) scrive:

          Buonasera Giacomo. So bene che a te non manca mai la voglia di “sfrocoliare” e se io nel risponderti ho usato  (:-p)  (:-p) non era rivolto al fatto che mi prendevi con leggera ironia in giro, ma solo ed esclusivamente al presunto fallimento di Caccia Ambiente. Hanno fallito e continueranno a fallire i cacciatori, non le varie ed eventuali iniziative volte a tentare di risollevare le sorti della caccia. Prima di parlare fallimento bisognerebbe dargli modo con il sostegno, di farli agire, e poi dopo si potrebbero tirare le somme, ma tutto ciò non è mai successo e mai succederà, perché? perché ci saranno sempre tanti a vedere il marcio in tutto, forse perché la caccia e da sempre che va aventi nel marcio e si sta estinguendo nel marcio? Di grazia dove sarebbe la novità?
          (:i)   (:i)   (:i)   

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