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Piombino, WWF e ANLC

| 7 luglio 2016 | 1 Comment

 

Da qualche tempo non avevamo il piacere di imbatterci nell’articolone a tutta pagina nel quale il sig. Politi Paolo Maria, indiscusso e indiscutibile guru del WWF locale , tuona col il solito ditino alzato contro la caccia e chi la amministra. A Piombino , finalmente, il Promontorio sarà protetto e la smetta il Sig, Sindaco di lisciare il pelo ai cacciatori: dimostri di avere coraggio e chiuda la caccia. Ecco in sintesi il sunto del Politi-pensiero.

Ma al Nostro interlocutore sfugge , ed è un vizietto che ha da anni, il senso di quella cosuccia che molto sommessamente si chiama “democrazia”: sarebbe quella cosa secondo la quale in un consesso sociale importante e complesso, chi è regolarmente eletto secondo i dettami della Repubblica e non secondo i desiderata del WWF, prende decisioni cercando di contemperare i diversi interessi sociali facendosi carico del bene comune. Il Sindaco ha dimostrato, in questo caso, di sapere cosa vuol dire amministrare e ha cercato una sintesi tra i vari portatori di interesse rispetto all’area del promontorio: si cercherà di regolamentarne la fruizione , rispettando la vulnerabilità dell’area, attraverso un tavolo che raccolga le giuste istanze delle parti interessate, turisti, escursionisti, boscaioli, bird-watcher, ed anche , udite udite, persino dei cacciatori.

Ma si sa, tutto questo viene visto e definito dal Sig, Politi e dal WWf come una bieca commistione di interessi politico-venatori; si perché nel Dna della tanto osannata Associazione locale è sempre ben vivo e resistente il postulato del “noi abbiamo ragione a prescindere”, e chi non sta con noi è per forza un inquinatore, un cementificatore, un turpe portatore di interessi venatori, quand’anche un distruttore di natura e di habitat. Quella che è una tradizione locale e popolare , che affonda le sue radici all’alba dello scorso secolo e che si rinnova di anno in anno nella costante migrazione dei colombacci, viene definita dal sig. Politi, con l ‘arroganza che lo contraddistingue “un’ atavica alleanza calcificata che tiene in ostaggio i politici locali”. Non lo sfiora minimamente il fatto che invece la gestione del promontorio piombinese, anche e soprattutto da parte del mondo venatorio più illuminato, abbia consentito negli anni di conservare pressochè intatto l’immenso patrimonio naturalistico e che i politici locali l’abbiano capito e per questo abbiano sempre cercato il confronto con i cacciatori.

I capanni di caccia, definiti in maniera sprezzante, non servono ad aumentare la pressione venatoria ma a razionalizzarla, nel rispetto delle normative regionali; se si aumenta il loro numero (il Politi lo sa bene ma deve per forza fare demagogia di bassa lega) si eliminano i cacciatori vaganti che non sono assoggettabili a nessun controllo e si rendono più responsabilizzati coloro che invece cacciano da una postazione fissa. Ottimo quindi l’intervento del Sindaco, teso ad una corretta gestione e fruibilità del promontorio, attraverso il coinvolgimento anche dell’ associazionismo venatorio; fuorviante l’invito del Wwf ad avere “più coraggio”, invito subdolo che ha l’unico scopo di vietare la caccia sul Promontorio.

Ci consenta, sig. Politi , di invitarla a stare tranquillo continuando a coltivare i suoi “desiderata” più o meno inconfessabili: la caccia sul promontorio , quella caccia che noi amiamo, che rispettiamo, che fa parte dei nostri usi, dei nostri costumi, e delle nostre tradizioni piombinesi, egregio sig. Politi, le sopravviverà.

Associazione Nazionale Libera Caccia

Circolo di Piombino

 

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Category: AAVV, ANLC, Toscana, WWF

Comments (1)

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  1. Vasco Feligetti scrive:

    Ecco dopo una “tiratina di orecchi” le associazioni venatorie che difendono anche i capanni di Piombino.
    Il vostro compito è questo, difendere la caccia con impegno e senza interesse, lasciate perdere i fatti degli altri lavorate per il bene di tutti che i risultati arrivano prima o poi.
    Bravi.

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