IL CACCIATORE, PALADINO DELLAMBIENTE
Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti.
Anna Maria Bernini, vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato
Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario di Forza Italia alla Camera e coordinatrice lombarda
Marco Donati, Deputato Pd, membro della Commissione Attivit Produttive, Commercio e Turismo alla Camera dei Deputati
Luciano Rossi, Senatore Alternativa Popolare Centristi per lEuropa NCD
Stefano Borghesi, Deputato Lega Nord
Lintero evento disponibile online sulla fanpage ufficiale della Fondazione UNA Onlus al seguente link: https://www.facebook.com/FondazioneUNAOnlus/
Ricordiamo in alcuni semplici punti obiettivi e iniziative della Fondazione
Gli obiettivi di Fondazione U.N.A. Uomo, Natura, Ambiente.
La contrapposizione fra il mondo ambientalista e quello venatorio ormai anacronistica e dannosa per la natura. Nel pieno rispetto dei propri ruoli possibile trovare punti di incontro a livello progettuale e scientifico, operando congiuntamente per la salvaguardia dellambiente e la tutela della biodiversit .
Questo lobiettivo della Fondazione U.N.A. (Uomo, Natura, Ambiente) Onlus che dal 2015 opera per creare una sinergia tra questi diversi mondi (ambientalista, agricolo e venatorio) che agiscono insieme per una gestione condivisa e proficua della natura.
La missione e i valori di U.N.A. sono stati riconosciuti dal Ministero dellAmbiente con il quale la Fondazione ha stipulato un protocollo dintesa nel 2016.
La gestione del territorio
In questo contesto la figura del cacciatore stata rivista, sostituendo lo stereotipo del predatore selvaggio con limmagine ben pi¹ inerente alla realt di paladino del territorio, garante della biodiversit , rispettoso delle regole dettate dalla comunit scientifica e oppositore del bracconaggio.
Una figura che agisce tutto lanno e non solo nei pochi mesi della stagione venatoria.
Una sentinella dei boschi, delle montagne, un attento osservatore dei mutamenti e dei rischi della natura (incendi, inondazioni, smottamenti, etc…) che segnala preventivamente eventuali problematiche alle autorit competenti.
Il cacciatore svolge unazione costante, in quanto labitante naturale di quei sistemi che sono spesso in stato di abbandono, come la montagna.
Lo svolgimento dellattivit venatoria va quindi di pari passo con la tutela dellambiente e la gestione del territorio, condivisa con altri importanti stakeholder nazionali.
Infatti, solo il reciproco spogliarsi del ruolo autoreferenziale di protettore esclusivo della natura pu davvero rappresentare la chiave di volta nella collaborazione proficua tra ambientalisti, agricoltori e cacciatori. Una sinergia che sta gi generando progetti concreti sul territorio.
Da parco-museo a parco-attivo
Il cacciatore svolge anche un altro importante ruolo, allinterno dei parchi, la cui gestione stata ripensata in chiave moderna. I parchi erano spesso visti come entit statiche, immobili e immutabili, paragonabili ai musei. Tale visione era totalmente errata perch© non considerava i fattori di squilibrio interni ed esterni che rischiavano di minare i vari ecosistemi. I parchi, invece, vanno ora immaginati come luoghi dove consentire lo sviluppo e la riproduzione di specie animali ritenute in pericolo, ma anche di formazione, informazione della popolazione e di prelievi di animali per la salvaguardia delle specie.
fondamentale quindi, che mondo venatorio e ambientalista lavorino insieme alle istituzioni dei parchi, anche nellambito delle modifiche normative alla legge 394 in corso in Parlamento. Una corretta gestione delle aree protette consente il passaggio da parco-museo a parco-attivo. Ci significa una gestione pi¹ dinamica e proficua allinterno della quale anche il prelievo venatorio rientra tra gli elementi di salvaguardia della biodiversit .
Anche su questa importante collaborazione con il mondo dei parchi impegnata la Fondazione UNA, che lo scorso luglio ha realizzato un concreto salto di qualit sottoscrivendo un protocollo di intesa con il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise finalizzato a realizzare iniziative per la tutela dellorso bruno marsicano (in attuazione del Piano dAzione per la tutela dello stesso PATOM).
Il rapporto con il mondo agricolo e con la comunit scientifica
La gestione condivisa del territorio e delle sue risorse anche al centro del rapporto tra Fondazione UNA e Coldiretti che, attraverso lOsservatorio nazionale sulla Criminalit nellAgricoltura e sul Sistema Agroalimentare presieduto da Giancarlo Caselli, stanno collaborando su un progetto che ha lobiettivo di valorizzare la filiera agroalimentare e le risorse produttive territoriali, creando norme e leggi che garantiscano la trasparenza, la legalit e la tracciabilit della selvaggina.
Inoltre, il legame tra una corretta attivit venatoria e la creazione di un nuovo sviluppo economico sancito da importanti pubblicazioni scientifiche e da studi di spessore come quello del Prof. Bernardino Ragni, teorico della Wildlife Economy, un nuovo pensiero bio-economico incentrato sulla gestione sostenibile e intelligente delle risorse faunistiche e ambientali italiane.
Un altro grave problema che deve essere risolto attraverso la concertazione quello dei danni prodotti da specie invasive che rappresentano un pericolo per la sicurezza umana, lecosistema ambientale e leconomia agricola, come quella dei cinghiali.
La convivenza tra cacciatori, agricoltori e ambientalisti dunque concretamente realizzabile in quanto portatrice di un nuovo modo di intendere il rapporto con la natura, in grado di valorizzarla anche attraverso la creazione di nuove opportunit economiche.
1) Esempi progettuali di Fondazione UNA: Selvatici e buoni
Tra gli argomenti su cui fortemente impegnata UNA evidenziamo anche quello legato alla valorizzazione della carne di selvaggina: alimento dalle elevate qualit organolettiche, di gusto, carne di animali che hanno vissuto in libert , che si sono nutriti solo di ci che offre la natura, povera di grassi, priva di colesterolo, la carne realmente bio.
Alimento che in Italia non produce reddito e lavoro a causa dellassenza di una filiera tracciata della carne. Il percorso del prodotto, dal bosco alla tavola, deve essere invece monitorato minuziosamente attraverso il lavoro costante di professionisti del settore, in modo tale che la carne sia sottoposta a tutte le procedure sanitarie e legali indispensabili per produrre nuovo valore economico ai territori.
UNA opera in questambito attraverso il progetto Selvatici e Buoni, curato dallUniversit di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dellUniversit di Milano e la Societ Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, che gi in corso nel territorio bergamasco e si estender nei prossimi mesi in altre zone dItalia.
2) I danni prodotti dalla fauna selvatica
Un altro grave problema che deve essere risolto quello dei danni prodotti dai cinghiali che rappresentano un pericolo per la sicurezza umana, lecosistema ambientale e leconomia agricola. Le cronache sono piene infatti di notizie incentrate su mandrie di ungulati che vagano indisturbate per le strade delle citt (molteplici gli avvistamenti negli ultimi mesi a Roma) causando incidenti stradali, creando disagio ai cittadini e nelle campagne coltivate producendo ingenti danni allagricoltura. evidente quindi come esista un forte legame tra controllo venatorio, tutela del patrimonio naturale e valorizzazione delleconomia agricola, che non deve essere pi¹ messo in discussione.
3) Il cacciatore
Quante volte sentiamo che i cacciatori, al pari dei fungaioli e di tutti coloro che prediligono passare il proprio tempo libero allaria aperta, sono di ausilio alle forze dellOrdine nel ricercare persone scomparse e per fornire indicazioni preziose circa lorografia del territorio?
Vogliamo poi ricordare limportanza del cacciatore nellavvistare precocemente eventuali incendi?
La caccia si svolge nellarco di pochi mesi e il resto dellanno? Il resto dellanno il cacciatore frequenta comunque la natura: per una semplice passeggiata, per lattivit di censimento, per riaprire sentieri, creare postazioni, far correre i cani o solo per respirare aria buona.
Un giusto prelievo di animali, reso possibile dal miglioramento ambientale, permette ad una moltitudine di specie di usufruire del cambiamento, popolando nuovamente luoghi abbandonati. Cos per le zone umide (con il mantenimento del corretto livello delle acque e delle specie vegetali che offrono protezione ai nidificanti), cos per le montagne e per gli innumerevoli scorci paesaggistici. Parimenti, un cacciatore non tollera un ambiente sporco e/o abbandonato; il degrado che disturba la vista contribuisce inoltre a sterilizzare il territorio, oltre che a richiamare specie animali inconsuete, in posti inconsueti (es. cinghiali).
4) Il bracconaggio
Per essere concreti sullargomento bracconaggio, facciamo parlare i fatti.
Laccordo tra il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise e la Fondazione UNA una dimostrazione pratica di come alle parole seguono le azioni. Il bracconiere un bracconiere, punto e basta; la commistione fra la definizione cacciatore e bracconiere ingiusta e pericolosa. Non si tratta di una riqualificazione verbale, ma soltanto della giusta attribuzione lessicale; cacciatore colui che caccia, nel pieno rispetto delle regole vigenti.
Il resto da ascrivere ad una violazione del codice, passibile delle punizioni previste. N© pi¹, n© meno di altre violazioni. Se un tempo (passato) il bracconaggio trovava una parziale giustificazione nella povert e nellesigenza alimentare, oggi giorno una moderna coscienza ambientale deve essere in grado di relegare il bracconiere nella sfera illegale che gli compete, esaltando nel contempo la figura e il ruolo del cacciatore, titolare dellesercizio della caccia.
IL CACCIATORE, PALADINO DELL’AMBIENTE
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fondamentale quindi, che mondo venatorio e ambientalista lavorino insieme alle istituzioni dei parchi, anche nellambito delle modifiche normative alla legge 394 in corso in Parlamento. Una corretta gestione delle aree protette consente il passaggio da parco-museo a parco-attivo. Ci significa una gestione pi¹ dinamica e proficua allinterno della quale anche il prelievo venatorio rientra tra gli elementi di salvaguardia della biodiversit .
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Parole sante ! Allora gi da domani andate al Senato e dite a quelli che devono approvare la legge sui parchi che la prima cosa da fare togliere le aree contigue e poi tutto il resto. ? (n) Salutiamo
scusate se vado fuori argomento ma e di dovere:da poco nato il movimento politico 5 pil che comprende la caccia e tutto il mondo rurale.per info e adesione visitate il sito http://www.movimento5pil.it