|
Giovanni Tallino
La Potente carabina a leva Marlin
calibro .450

La ditta armiera statunitense Marlin ha recentemente introdotto una
nuova carabina, la Model 1895 M, che spara la cartuccia calibro .450
Marlin. Questa cartuccia non è altro che la vecchia .45-70, però con una
“belt” (fascia) alla base del bossolo che impedisce il caricamento di
questa ben più potente cartuccia nelle armi costruite per la .45-70.
In America ci sono centinaia di migliaia di vecchie carabine e fucili,
alcuni addirittura secolari, di calibro .45-70. Questa cartuccia era
originariamente una cartuccia a polvere nera e a bassa pressione. Perciò
le ditte che oggi producono munizioni di questo calibro devono per forza
caricarle in maniera “anemica” per timore che vengano usate in armi
vecchie o antiche che potrebbero esplodere con consequenze catastrofiche.
Un cacciatore che possiede una .45-70 moderna in grado di sopportare
pressioni ben più alte ma che non carica o ricarica le proprie cartucce a
palla deve così rassegnarsi a dover sparare cariche alquanto deboli che
non sfruttano appieno il potenziale balistico della loro arma. In pratica,
sparare delle cartucce di calibro .45-70 comprate dall’armiere è quasi
come tirare sassi. La grossa pallottola è lenta, ha una traettoria molto
curva, e già a cento metri dalla bocca ha perso quota e fiato.
La nuova .450 è il rimedio escogitato dalla Marlin per ringiovanire la
.45-70. Insieme alla ditta di munizioni Hornady, ha preso la vecchia
.45-70, ha aggiunto una fascia tipo “magnum” al bossolo, ed ha
accoppiato un proiettile di 350 grani con una carica massima di polvere
senza fumo che lancia tale proiettile a 2100 piedi al secondo dalla bocca
della nuova carabina. È una carica possente che consentisce tiri molto più
lunghi ed abbatte all’istante (naturalmente se il tiro è ben piazzato)
animali “duri” come orsi e cinghiali, passandoli da parte a parte e
lasciando un grosso foro all’uscita.
Naturalmente chi già possiede un’arma moderna di calibro .45-70 e sa
come caricare le proprie cartucce per ottenere le stesse prestazioni
balistiche della .450 non ha bisogno di questa nuova carabina. Ma la .450
Marlin è probabilmente la migliore arma che un “cinghialaio” Italiano
che non ha il tempo o la voglia di caricare le proprie cartucce possa
desiderare. La Marlin 1895M è una delizia! È corta e maneggevole con una
canna di 18 pollici e mezzo, ha una capacità di cinque cartucce (una in
canna e quattro nel serbatoio), e grazie ad una serie di perforazioni
della canna appena prima della bocca non s’impenna allo sparo perchè
questi piccoli fori rilasciano getti di gas che, come retrorazzi,
neutralizzano la tendenza all’impennata. Perciò quest’arma si presta
particolarmente al tiro di stoccata, e se un secondo colpo è necessario
l’azione dei fori di compensazione lo renderà molto più facile.
La Marlin ha due sicure, un bottone che arresta il movimento in avanti del
cane esterno, e una posizione intermedia di sicurezza del cane stesso,
rendendo relativamente privo di pericolo il porto dell’arma con una
cartuccia in canna durante la caccia. Se un bersaglio si dovesse
improvvisamente presentare, si può armare il cane e togliere la sicura in
meno di un secondo. Io preferisco tenere il cane completamente armato con
la sicura innestata, dal momento che questo tipo di sicura è il più
attendibile che esista.
Il sistema di punteria è del solito semplice tipo che si incontra su
carabine a leva di qualsiasi marca: una tacca di mira dall’alzo
regolabile, e un mirino protetto da un tunnel. Appena uscita dal cartone
d’imballo, la mia Marlin ha immediatamente ricevuto un “trapianto.”
Ho punzonato via la tacca di mira dalla canna, e ho invece montato un
sistema di punteria “Williams” sul castello (che viene dalla fabbrica
già predisposto di
fori per il montaggio di tale punteria o di cannocchiale). Questo tipo di
punteria è a diottra, come quello del Garand o della maggior parte dei
fucili militari moderni. Per il tiro di stoccata è meglio rimuovere
l’inserto con il foro più piccolo e usare il foro grande in cui
l’inserto è avvitato. Quando uno ha gli anni che ho io, la tacca di
mira convenzionale diventa molto difficile da usare perchè l’occhio che
mira non può più mettersi a fuoco contemporaneamente su mirini e
bersaglio, mentre con una diottra uno istintivamente “centra” il
mirino nel foro e l’occhio deve mettersi a fuoco soltanto sul mirino
(molto più distante dal viso del tiratore di una tacca di mira e perciò
ben visibile all’occhio presbite) e sul bersaglio.
Al poligono, la mia .450 mi ha sorpreso. Non sono mai stato un
appassionato dei fucili a leva. Il mio fucile preferito da caccia grossa
è stato per molti anni una carabina Ruger 77 di calibro .338 magnum
“bolt action” (a otturatore manuale), ed ero convinto che le carabine
a leva non fossero molto precise. Ho piazzato il bersaglio a venti metri e
dopo un paio di colpi avevo la diottra regolata in maniera approssimativa
per colpire nella vicinanza del centro o almeno per non mancare l’intero
bersaglio a cento metri. Poi ho spostato il bersaglio a cento metri dalla
panca, e con santa pazienza ho piazzato il treppiede e i sacchetti di
sabbia sulla panca, sistemato la carabina su di essi e, ben sistemato
sulla sedia ed impugnando la carabina in maniera dovuta, ho sparato un
altro colpo. Il grosso buco della .450 era facile da vedere con il
binocolo. Era a circa dieci pollici a sinistra del centro, e quattro
pollici in alto. Un ritocco alla punteria, e il prossimo foro era quasi
perfetto ma un pò troppo a destra. Un altro mezzo giro di vite, e centro!
Questo era il momento della verità: la precisione di un fucile a palla si
misura con la rosata. Non avendo molta fiducia in una carabina a leva, mi
sarei dichiarato soddisfatto con una rosata di quattro o cinque pollici.
Bang! Un altro centro, con il foro che toccava quello del colpo
precedente. Bang! Ancora un altro centro, con il foro a soli due
centimetri dagli altri due. Bang! Un centimetro dai primi due fori! A
questo punto non c’era più bisogno di sprecare cartucce. La rosata era
di un pollice e mezzo, una prestazione incredibile! E sono sicuro che se i
miei occhi attempati avessero avuto l’aiuto di un cannocchiale montato
sulla .450, la rosata sarebbe stata anche più piccola.
Il mio prossimo progetto con la .450 `e il caricamento di una nuova
pallottola di piombo indurito ricoperto di molibdeno prodotta da Bull-X,
Inc. Ho scelto una palla di
405 grani di peso che cercherò di spingere fino a una velocità di 2000
piedi al secondo. Questa è una carica possente, di poco inferiore in
potenza alla .458 magnum e perfettamente capace di abbattere un bufalo
cafro o addirittura un elefante.
È vero che non ci sono bufali cafri ed elefanti qui a Kodiak, ma io sono
sempre stato un maniaco della “supercarica” che però cerco sempre di
ottenere gradualmente, con prudenza e giudizio, e usando tutti i trucchi
del mestiere e accorgimenti a mia disposizione. La Marlin 1895M .450 ha un
bossolo più spesso di quello della vecchia .45-70, ed ha ricevuto un
trattamento termico speciale. Per tali ragioni, dovrebbe essere capace di
sopportare pressioni più alte di quelle consigliate per il modello 1895G
(Guide gun) e per gli altri modelli Marlin di calibro .45-70.
Non appena questo progetto sarà completato, informerò i gentili lettori
de “Il Cacciatore” dei risultati ottenuti.
Grazie alla sua potenza, la sua precisione, e la sua maneggevolezza, la
.450 è l’arma ideale per la caccia vagante nella macchia fitta e per
tiri d’imbraccio. Qui a Kodiak, dove la macchia è veramente fitta e la
maggior parte dei cervi che ho ucciso erano a meno di settanta metri, la
.450 forse soppianterà la mia .338 magnum, pesante e dalla canna di 24
pollici che s’impiglia in tutti i rami. E le cinque pallottolone pesanti
della .450 mi daranno un gran senso di fiducia quando, mentre seguo le
orme di un cervo, mi addentro nella foresta che è anche la dimora del
grande orso bruno di Kodiak.
In Italia anche se gli orsi sono sfortunatamente soltanto allo zoo o nei
parchi nazionali, la Marlin .450 sarebbe l’arma ideale per la caccia di
grossa selvaggina in battuta, specialmente nella macchia fitta dove non
c’`e tempo di mirare a lungo e dove si tira ad animali incalzati dai
cani e non troppo lontani dalle poste. Sono sicuro che se questo nuovo
fucile non è ancora arrivato in Italia, vi arriverà presto. Negli Stati
Uniti sta vendendo come i panini di McDonald’s, e chissà quanti cervi,
orsi ed alci sono già stati uccisi durante la passata stagione di caccia
da questo nuovo successo della vecchia industria armiera Marlin.
Indietro
|
|