| GENNAIO
si tira dietro se' la neve di dicembre
e ci mena per mano nella via dell'anno novo
l'ultimo sordone sul sasso innevato
saluta con un guizzo la zirla infreddolita
piccole giornate imbiancate camminano lente
e nella notte brinata il locco si stringe nelle penne
c'e' sempre un tordo malinconico
che stenta tra i rami del lanio con gli ultimi frutti......
e' gennaio.
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FEBBRAIO
Guardo fuori,piove....
L'anima sogna il tepore di un camino,
L'allegro gioco di fiamme,
Scintille come occhi nel buio
Sale lento il fumo verso il celo
conto le gocce sul vetro....
e mi accorgo che..... Febbraio e' arrivato.
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MARZO
Marzo arriva col suo sacco di luce nuova
L'ultima neve di un inverno troppo lungo
Svanisce sotto al suo calore
Il cacciatore guarda invano
Gli stormi di uccelli
che tornano al nido natio
anche il cervo trova erba
la' dove prima era neve
il grido del falco si scaglia
nel cielo terso della fresca mattina
rugiada sembra ornare i primi bucaneve
di piccoli brillanti dorati.....
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Sotto il cielo d'aprile
Sotto il cielo limpido d'aprile
Il cacciator non c'ha niente da fare-
Si mette carta e penna dentro al sacco
E s' incammina lento dentro al parco-
Seduto sulla roccia a ricordare
Di quando ancora si potea* cacciare-
Mai bei ricordi sembrano svanire
Quando un bel daino sta per comparire-
Allora il cacciator si arma in fretta
Di carta e penna e non di una doppietta-
Con fretta e precisione lo immortala
Per poi posarlo a sera su una tela-
Il cacciator che niente avea* da fare
A disegnato il daino con amore-
Nei suoi ricordi c'e' ancora quel che c'era
Ma contento è di quel che avra' stasera-.
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