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A quarant’anni non pensavo proprio di sentir risvegliare l’atavica passione che aveva caratterizzato tutta la mia famiglia. Mio nonno, guardiacaccia di Italo Balbo, mio padre, l’altro nonno, grandissimo cacciatore di beccacce, mio zio che della caccia ne aveva quasi fatto un lavoro. Tutti tranne io, che alle macchie e ai boschi avevo preferito l’affascinante mondo del mare e la pesca subacquea in tutti i suoi aspetti.
Tutto nasce da un invito in un riservino dalle parti di Arezzo.
"Venga architetto, devo abbattere alcuni caprioli dall’altana... le assicuro che si divertirà." La curiosità fu pari una alla spasmodica attesa del giorno fissato per la battuta. Dall’altana, ben mimetizzata, aspettammo invano un paio d’ore fino a quando, passata l’ora, dovemmo mestamente scendere senza aver sparato.
Ma la cosa montava dentro (tutti i cacciatori sanno cosa sia) e a distanza di due mesi, il 28 novembre ero alla mia prima posta.
Essendo un novizio totale tutti, nella squadra di Sticciano dove mi avevano accolto, mi prendevano con le molle: ogni volta che andavamo alla posta tutti a farmi diecimila raccomandazioni:
"spara da qui a qui…. Attento lì ci sono dei sassi… se ti esce da lì fallo passare e sparagli
dietro" ecc…. ma quella più simpatica era: "stai attento, se dovesse arrivare il cignale non te la fare sotto.. al massimo ti passa vicino, ma non ti
attacca."
I miei trascorsi subacquei comunque mi davano una certa sicurezza perchè avere a che fare con cernie o ricciole in parecchi metri di profondità dove l’animale spesso deve essere affrontato corpo a corpo sapevo che mi avrebbe aiutato.
Trascorsero molte battute dove tra canizze, fucilate, catture e padelle gli unici cinghiali che avevo visto erano sempre morti stecchiti.
Una mattinata infernale di metà dicembre con un vento gelido che piegava gli alberi e che pareva si fosse scatenato con tutta la sua forza, con tutti i cacciatori che si lamentavano perché in quelle condizioni non si sarebbe sentito arrivare nemmeno un elefante, figuriamoci un cinghiale.
La mia posta è proprio di fronte ad un trottoio dritto e lungo una decina di metri, oltre ad un altro bucaiolo sulla sinistra.. il mio vicino di posta, come al solito, si avvicina per le raccomandazioni di rito e mi dice:
"fai attenzione a questo trottoio perché è un punto dove tutti gli anni qualcuno ammazza il
cinghiale".
Inizia la battuta ed immediatamente si sentono i cani abbaiare a fermo:
"li hanno trovati… sono una decina". L’abbaiare dei cani è a fatica percepito tra il rumore assordante degli alberi schiacciati dal vento fortissimo e gelido.
Una canizza si avvicina, la sento abbastanza distintamente… mi preparo mettendomi in ginocchio per poter vedere bene l’ingresso del trottoio; all’improvviso sbuca una volpe che tranquillamente sfila davanti ai due bucaioli proseguendo verso la posta successiva.. Altra canizza e altra attesa con il cuore a mille.. stavolta sento distintamente troncare dentro la macchia..
"ecco ci siamo"… uno stupendo daino infila il trottoio e mi viene incontro; ho il fucile imbracciato, lo alzo spaventando l’animale che si infila come un treno nella boscaglia… niente da fare neanche stavolta.
Passano i minuti e tutto tace. Mentre mangio qualcosa seduto su una sedia di fortuna ecco all’improvviso due porcastroni infilano il trottoio… la mia sorpresa coincide con la loro fuga precipitosa nella macchia.
"sono proprio un coglione" mi dico e sfilo il fucile che avevo in spalla.
Passa ancora del tempo ed in lontananza si sente distintamente il tipico latrare dei cani all’inseguimento dell’animale… mi preparo con il fucile imbracciato e mentre controllo freneticamente le due zone assegnatemi ecco all’improvviso sbucare nello stradello una sagoma nera con denti enormi che punta nella mia direzione… d’istinto alzo il fucile e gli metto il mirino addosso, aspetto un paio di secondi e gli scarico il fucile contro. Tre colpi, il primo a circa sette metri e gli altre due in rapida successione. L’animale mi cade davanti a circa un metro. Lo guardo sbattere per qualche secondo negli ultimi istanti di vita.
Cavolo!!! Il mio primo cinghiale e che cinghiale… oltre settanta chili e con le difese lunghe quasi venti centimetri.
La fatica di portarlo alla strada è pari alla soddisfazione e i complimenti di tutta la squadra mi fanno apprezzare ancora di più l’indimenticabile momento.
- Roberto da Follonica
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