Invito al ...Cinghiale

Angiolino era un cacciatore talmente appassionato di caccia alla beccaccia che aveva praticamente passato tutte le sue annate venatorie alla ricerca di questo stupendo scolopacide nei boschi di tutta la regione.

Grande conoscitore dei boschi dell'altopiano silano, in Calabria, aveva una "gamba" veramente unica, che gli consentiva di raggiungere agevolmente luoghi ameni, dove altri cacciatori, per quanto esperti ed animati da tutte le migliori intenzioni, arrivavano a fatica e praticamente "a pezzi"; ciò gli consentiva di fare carnieri eccezionali di "Regine". .

Fatto sta che la sua fama di grande beccacciaio varco' i confini della regione ed arrivò ad alcuni cacciatori fiorentini frequentatori di certi "salotti bene" della caccia dove si parla piu' di quantita' di selvaggina che di qualita' della cacciata, e che magari sono anche capaci di sparare un fagiano a terra pur di fare carniere.

E proprio per le notizie di "quantita'" che alcune orecchie, pronte a cogliere ogni possibile opportunita' , captarono odore di carniere e si misero alla ricerca di Angiolino.

E siccome il nostro uomo sull'altopiano silano era conosciuto da tutti, fu facilissimo per loro raggiungere la zona in cui cacciava, conoscerlo e farsi portare a caccia, con la scusa di voler provare un cane che il nostro amico voleva cedere.

Angiolo fu letteralmente "sequestrato" dal uno dei componenti il gruppo che, persona di una certa eta' che solo per lo sforzo e la fatica di stare dietro a quel diavolo di un cacciatore, praticamente non riusci' a sparare neanche una beccaccia.

Quando l'anziano signore riparti', francamente un po' deluso soprattutto per quelle memorie "fuorvianti" che avevano lasciato nella sua mente ricordi di altri cacciatori che avevano raccontato di carnieri piu' che eccezionali, per ricambiare la grande cortesia di Angiolo gli venne in mente di invitarlo ad una cacciarella al cinghiale che si sarebbe organizzata di li a qualche settimana in Val di Cecina, in Toscana.

Angiolino rimase un po' perplesso per l'invito in quanto lui non era mai andato al cinghiale e, per dirla tutta, all'inizio non fu cosi' entusiasta di quell'invito.

Ma poi un po' per la naturale curiosita' di provare un' altro tipo di caccia, un po' per l'insistenza dell'ospite che una sera, davanti al fuoco, sotto gli effetti di qualche bicchiere di rosso in piu' , con occhi avidi e porcini gli aveva rappresentato alcune scene della caccia al cinghiale, mimando la "bestia" lottare con il cagnuolo ed aprirsi un varco con le "difese" tra gli spini per sfuggire al colpo del fucile, anch'esso mimato con l'indice e l'avambraccio ripiegato a guisa di "cecchino" ( Angiolo in quella occasione capi' che o nelle vene del fiorentino doveva scorrer un po' di sangue napoletano, o la "sceneggiata"… non era una esclusiva partenopea …) si fece convincere e ringrazio' per l'invito che sarebbe stato confermato qualche settimana piu' avanti.

Certamente i racconti del toscano sulla caccia al cinghiale avevano stimolato la fantasia del nostro amico, tanto che ogni tanto, quando era rilassato, ripensava a quei racconti, e quasi gli veniva una gran voglia andare alla cacciarella al cinghiale.

Passo' piu' di un mese ed un giorno arrivo' l'invito alla battuta che si sarebbe svolta in Toscana, in un luogo piuttosto difficile da raggiungere, nell'entroterra volterrano, ad oltre 800 chilometri dalla casa di Angiolo.

Il toscano dette al nostro amico le coordinate per raggiungere il paesino dove, invece di dargli un appuntamento per la sera prima facendogli gli onori di casa, gli diede un appuntamento direttamente per il mattino alle 5 in piazza.

Angiolo, pur avendo viaggiato molto, ci rimase un po' male, convinto che la caccia era anche un modo di stare un po' insieme, di vivere la vigilia di una cacciarella in compagnia di altri amici cacciatori.

Cerco' comunque di organizzarsi e, fidando sulle indicazioni di altri amici, riusci' a raggiungere la localita' dell'appuntamento la sera prima a tarda ora, quando tutte le luci erano spente e la gente gia' dormiva nelle case.

A questo punto cerco' un "agriturismo" indicatogli dal Toscano e, quando ando' a suonare (erano da poco passata la mezzanotte, una voce assonnata al citofono disse di andar via in quanto troppo tardi per accedere alle stanze.

Angiolo rientro' in macchina : aveva fatto da solo oltre 800 km ed era esausto.

Si trasferi' nella piazza del paese dove non c'era anima viva per poter chiedere qualche informazione e posteggio' l'auto vicino all'aiuola di un giardino, pensando a questo punto di dover trascorrere la notte in quelle condizioni.

Iniziava in quel momento a piovere e Angiolo, che per la fretta di raggiungere il paesino non aveva neanche cenato, stava ormai pensando che forse era meglio riprendere la strada del ritorno e cercare un luogo piu' ospitale ed un albergo.

Dopo un po' vide dei fari di una auto fendere la notte e dirigersi verso la sua auto. 
L'auto che gli si affianco' per chiedere una informazione:era una auto di cacciatori .

Angiolo con sorpresa scopri' che era l'auto di due amici cacciatori evidentemente invitati anche loro alla battuta .

Non gli sembro' vero di riabbracciare dei cari amici !!! 

Infatti quest'ultimi lo portarono con loro in un alberghetto un po' fuori il paese, dove Angiolino, aggiunta una branda nella loro stanza, trovò una ottima sistemazione per la notte.

L'indomani mattina , prima dell'alba, Angiolino era gia' pronto per la battuta, ma non ando' all'appuntamento con il toscano, e si diresse con gli amici direttamente alla casina di caccia dove aveva luogo il rito della assegnazione delle poste.

Il toscano, incavolatissimo per il fatto di non aver trovato angiolino all'appuntamento, lo trattò dall'alto in basso e con aria di sufficienza, evidentemente dimenticando la cortesia, l'amicizia e la grande disponibilita' riservatagli sui monti della Sila !

Alla sera Angiolino riprese la via del ritorno con un po' di amarezza nel cuore e con alle spalle una nuova esperienza di vita : mai piu' confidenza a cacciatori "stranieri" soprattutto se troppo interessati ai tuoi territori di caccia!!!

Florindo Antoniozzi