Il cinghiale di Marino
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Questa è la storia realmente accaduta al sottoscritto una decina di anni fa durante una battuta di caccia al cinghiale. Era una fredda mattina della vigilia di natale, e approfittando della mancanza di neve, decidemmo di svolgere una battuta al nella zona alta della Serra. Il terreno fortemente gelato ci impediva di capire se le orme trovate il mattino dai tracciatori, fossero fresche della notte o vecchie di giorni, decidemmo comunque di tentare. Sistemati alla meglio, i postaioli sulla via dei forestieri, lasciammo andare i cani molto più in basso, a quei tempi, i caprioli erano ancora radi e si poteva ancora lasciare andare i cani anche se non si era sulle tracce. Intanto il freddo si era fatto insopportabile, e i postaioli dovevano muoversi in continuazione per non restare congelati. Era ormai mezzogiorno, quando l'abbaiare di alcuni cani, mi fece capire, che i cinghiali erano finalmente stati trovati. La canizza si dirige proprio verso la Via dei forestieri dove si trovano la maggior parte dei postaioli due colpi eccheggiano sotto la volta del bosco di faggi, in cuor mio spero che i colpi siano andati a segno, ma il proseguire della canizza al di fuori della linea delle poste, mi fa capire che i cinghiali sono usciti dalla battuta tirandosi dietro i cani che in poco tempo scompaiono lontani, verso il Cimone. Raggingo la zona dove ho udito gli spari e vi trovo già anche gli altri cagnai che stanno parlando con uno sconsolatissimo Bertone, il quale spiega che i cinghiali erano almeno una ventina. Controlliamo il punto dove sono stati diretti i due colpi, e troviamo i due proiettili conficcati in alcuni faggi a una altezza di almeno un metro e mezzo da terra, penso che l'emozione ha giocato un brutto scherzo all'amico Bertone. Il tempo passa e i cani non si sentono più da almeno mezzora, una parte di postaioli ha mollato e quelli che restano sono tutti intirizziti dal freddo. A un tratto, appena percettibile, poi più sicura la voce di un cane ci fa rizzare le orecchie. E' Rambo, un segugio del Jura aquistato da poco da Giorgio e affidato al sottoscritto. Rambo, sta rientrando nella battuta, e sta spingendo dentro anche un enorme verro, lo sento chiaramente sfrascare a un centinaio di metri e gettandosi in basso, va in direzione di Marino che fortunatamente non ha abbandonato la posta, un solo colpo, ...bene forse ci siamo!! Macchè il cane continua a seguire l'animale. Di corsa raggiungo l'amico, e lo trovo rosso paonazzo,(da quel giorno, verrà soprannominato "Rosso antico) che sta sbattendo per terra il berretto, a fatica riesce a spiegarmi dove ha sparato, vado a controllare e evidenti tracce di sangue sulle ginestre, mi fanno capire che il colpo non è andato a vuoto, ma intanto Rambo ha abbandonato e mi viene incontro. Incoraggio il cane che dopo poco, riparte sulle tracce del sangue, passati alcuni minuti, lo sento abbaiare a fermo dentro la piccola ma fittissima pineta delle Borre, nel frattempo mi raggiungono Sergio Ermanno e Giorgio, dico loro di chiamare anche gli altri e in poco tempo circondiamo la pineta, dalla voce di Rambo, si capisce che il cinghiale lo carica in continuazione costringendolo a fughe precipitose. Intanto, si sta avvicinando rapidamente la sera, Rambo abbandona e viene a cercarmi, leggo nei suoi occhi intelligenti una richiesta di aiuto. Mi consiglio con gli altri e decidiamo che io, dovrò entrare nel fitto per stanare l'animale ferito. L'adrenalina accumulata, mi impedisce di pensare quanto ciò possa essere pericoloso, procedo lentamente, scostando il fitto sottobosco con la canna del fucile, intorno a me il silenzio più assoluto capisco che il cinghiale mi sta aspettando immobile nell'ombra, pronto a sferrare l'ultimo attacco. Poi fortunatamente Rambo ricomincia ad abbaiare a fermo facendomi capire in che posizione si trova l'animale, e d'improvviso lo vedo,l'irsuto demonio, la testa abbassata pronto a scattare, è talmente vicino che il rumore della fucilata si spegne contro la sua spalla e tutto torna silenzio. Lo sento scalciare a pochi metri da me e il digrignare di Rambo che lo sta addentando mi fanno capire che è finita. Gli amici attorno alla pineta, festeggiano rumorosamente anche sparando colpi in aria, e tutti si complimentano....con Marino. Ma va bene così. Fraulini Elia |