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La storia di Blek, il cane che ci ha scelto!!!
Ero ancora bambino e mio zio Giorgio, fratello di papa’, venne ad abitare in casa nostra a Roma per seguire il corso di laurea in giurisprudenza.
Ogni tanto la domenica, quando appunto non studiava, lo vedevo vestirsi da caccia, prendere il fucile, le cartucce e partire con gli amici per qualche bella battuta!
E poi, al ritorno, mi sedevo nella sua stanza e lo guardavo incuriosito sfilarsi gli stivali sporchi di fango e spogliarsi, anche con un po’ di ammirazione, sentendo l’odore tipico della polvere da sparo attaccata al fucile e quello acre della cacciatora intrisa del sangue delle prede e di sudore!
E lui mi raccontava di tiri di stoccata, dei cani degli amici, di starne , lepri e fagiani a caccia a Lupinari in Toscana, o di caprioli e cinghiali delle sue cacciate a Castel Porziano.
Quanto mi sarebbe piaciuto andare qualche volta con lui! Ma ero “piccolo” !
Poi d’estate si ritornava in Calabria, e si passavano un paio di mesi sulla Sila, a Lorica, sul lago, nella casa del nonno, dove finalmente sentivo di ritornare alle mie origini!
Si insomma mi sentivo parte integrante di quel luogo.
E li venivano tutti gli zii ed i cugini! E li mio zio veniva anche lui con i suoi pointers, figli di grandi campioni!
Si faceva la caccia alla quaglia in distese enormi di ristoppia di grano e di “grano germano”, quel rustico grano che cresce in quei terreni antichi che si trovano anche a 1.500 metri d’altezza.
Avevo quasi dieci anni e mio zio piu’ volte mi chiese di accompagnarlo a caccia! Ormai ero “grande” e mi dava l’onore di portare la cartucciera ed il lacciolo per le prede.
Un giorno di quell’agosto del 1963, in località “Croce della Magara” mio zio prese una decina di quaglie in meno di un’ora!
L’Automobile, una 1100 Fiat blu notte, era parcheggiata sotto l’ombra di un grandissimo pino “laricio”, ai bordi di questa distesa dorata!
Avevamo camminato tanto, ed i due pointers, Ned e Nella, fratello e sorella, di una cucciolata del mitico campione mondiale Gaio Lucaniae, erano stati magnifici.
Ritornati alla macchina, zio mi disse di aspettare li qualche minuto perche’ aveva intenzione di arrivare ad una spalletta particolarmente interessante per vedere se qualche quaglia si era “arruspata” in quel posto!
Io mi avvicinai alla macchina, aprii lo sportello e poi togliendomi il carniere e la cartucciera aprii il cofano per conservare il tutto.
Ero molto stanco ed assetato, quindi presi la borraccia e, senza chiudere il cofano, mi sedetti nella macchina, cercando di seguire con lo sguardo l’azione di caccia di mio zio, che compariva e spariva, a seconda delle pieghe del terreno, cinquecento metri piu’ in alto.
Lo vidi girare a desta ed a sinistra, in lungo ed in largo, senza però trovare nulla. Poi sentii un paio di colpi , e poi altri due.
Poi dopo un po’ lo vidi scendere da una stradina laterale e venire verso la macchina tenendo in mano due quaglie ed..una lepre che evidentemente aveva trovato rifugio in qualche avvallamento naturale nella ristoppia.
Allora scesi dalla macchina per andare incontro a mio zio ed ai cani, ai quali avrei versato un po’ di acqua in una ciotola che mio zio portava sempre con se nel bagagliaio dell’auto!
Grande sorpresa fu che quando mi avvicinai al bagagliaio dentro c’era “rannicchiato” un grande cane nero ! Una specie di terribile “cerbero” che mi ringhiava ferocemente se solo mi avvicinavo! Insomma quel cane era saltato dentro il cofano dell’auto e si era sistemato, ringhiando e mostrando tutti i denti se solo mi avvicinavo!
Arrivo’ mio zio e gli raccontai cosa era accaduto… Ed anche lui dopo qualche tentativo di far scendere l’intruso…dovette “torto collo” rassegnarsi!
Facemmo sistemare i due pointers nell’auto, tra i piedi miei, e rientrammo in citta’ con l’intendo di andare da un amico veterinario per tentare, con qualche suo sapiente stratagemma, di liberare il cofano dal cane, che temevamo tra l’altro potesse anche essere malato!
L’amico veterinario cerco’ in ogni modo di convincere il cane a scendere, ma quello non solo non sentiva ragione, ma era diventato quasi cattivo ; per ben due volte il veterinario rischio’ di essere addentato dal cane.
Ci disse che comunque a parere suo il cane stava benissimo e che a prima vista poteva trattarsi di un incrocio tra un pointer ed un bracco ; nero con qualche leggerissima , quasi invisibile screziatura grigio/bianca. Era comunque un bel cane anche se…testardo e…. di carattere!
Visto che il veterinario non era riuscito a nulla, a mio zio venne in mente che se qualche persona aveva smarrito il cane, probabilmente aveva anche fatto una denuncia… e così andammo in commissariato per domandare se qualche persona cercava quel cane e, con l’occasione, tentare di scaricare quel problema a qualche poliziotto coraggioso.
Grande fu la delusione quando il commissario confermo’ che nessuno cercava quel cane e che, soprattutto, mio zio ora era
anche responsabile e custode dello stesso…
Insomma il cane quella sera rimase nel cofano, all’interno del garage di mio zio che, aveva la speranza che durante la notte il cane fosse sceso dal cofano per bere o mangiare qualche cosa che gli avevamo preparato dentro una scodella.
La mattina seguente, con grande curiosità zio ed io scendemmo in garage e fu grande la sorpresa che il cane era nel cofano ma in compenso aveva mangiato tutto il cibo lasciato la sera prima.
E cosi’ anche il giorno dopo, quando zio decise di tornare a caccia, mantenendo quel dannato cane “ospite” del cofano dell’auto!
Partimmo presto e ci recammo in Sila, in una località chiamata “Quaresima” dove ci avevano segnalato tante quaglie.
Prima di lasciare la macchina zio libero’ i due pointers, che avevamo sistemato nell’abitacolo dell’auto visto che il cofano era…occupato dal nostro “ospite” ; poi ando’ ad aprire il cofano del portabagagli!
Con somma sorpresa il cane nero salto’ subito giu’ con un gran balzo e, senza dare confidenza a nessuno, inizio’ a cacciare nella ristoppia…. per conto suo.
Ed ancora piu’ grande la sorpresa fu che dopo pochi istanti era statutariamente in ferma! Con i due pointers in consenso!
Fremeva forte e la testa puntata nel vuoto indicava da dove l’effluvio del selvatico lo aveva colpito!
Mio zio con il fucile si avvicino’ e volarono due quaglie insieme, grasse e rumorose come due starne.
Mio zio fece la coppiola ed il cane, con balzi poderosi, le prese ambedue delicatamente tra i denti e ritorno’ da mio zio, poggiandole ai suoi piedi.
Che strano cane! Fu Ma fu l’inizio di un amore reciproco!
Da quel giorno divenne inseparabile compagno di avventure stupende di mio zio, cacciando quaglie d’estate e beccacce d’inverno, diventando uno specialista dell’arciera!
L’unica stranezza era che non sopportava altri cani in caccia con lui!
Era molto aggressivo e piu’ di una volta ho visto cani da pastore soccombere e scappare via !!!
Insomma ci aveva scelti lui…e fu il migliore in assoluto dei cani da caccia che mio zio ebbe…
Blak, così lo chiamammo, visse molti anni da quando lui ci scelse quel caldissimo agosto del 1963, non fece cuccioli e mai scoprimmo da dove veniva…o di chi era stato ! E soprattutto mi tenne a battesimo nei primi tiri al volo sotto punta, quelli fatti senza licenza con il permesso di mio zio.
Ci lascio’ un freddo mattino di Dicembre, cadendo dalla terrazza di casa di mia nonna, e mai piu’ mio zio ha avuto cani così bravi ed appassionati come Blak, il cane nero che ci aveva scelti.
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