era il 1979...

           .....era l'autunno del 1979 quando ebbi la mia prima occasione di caccia.mi trovavo al bar da Tullio come tutte le sere a giocare al" bigliardino" e tra una birra ed uno sfottino e chi perdeva usciva
si cercava di passare il tempo. Io,all'epoca non perdevo neppure una battuta di caccia, sia che fosse stata alla beccaccia sia al tordo o la faticosissima caccia al cinghiale.
Partivo la mattina assieme a mio fratello che all'epoca non si muoveva se non c'era il fido Gualtiero
Grande amico compagno di lavoro e di tante altre avventure (vedi i tornei di briscola vinti a decine
Si diceva- c'e' Flavio e Gualtiero stasera sarà dura-)Assieme a noi venivano anche i fratelli di Gualtiero , Giuseppe e Roberto ...e fu proprio Roberto quella sera ad entrare dalla porta del bar ordinò un "ponce al mandarino"e mi disse,con l'aria del gatto che si e' mangiato il topo - Guglie' vatti a preparà che si va su'- io continuai a giocare (stavo vincendo e l'altra coppia non era da buttare,erano i famosi "valvolina e noe') e senza dargli peso gli chiesi:-dove cazzo voi andà, sono le undici e domattina c'e' da andà sull'alpe presto che il mi fratello vol fregà il posto a pittino-
Lui mi guardo con la faccia con cui mi guardava sempre tra lo scettico e lo schifato e mi disse:- un no voglia di discorsi vatti a preparà che all'undici e mezzo si va su- va be'dissi tra me diedi partita vinta ,feci incazzare il mio compagno di gioco il compianto vince' detto cannabugia e mi avviai verso casa.Appena fui pronto monto in macchina con Roberto e noto due fucili quindi mi venne spontaneo chiedergli cosa ci facesse con due fucili mi rispose:- il tronchetto del venti e' per te-
Non ci volevo credere al mattino dopo sarei andato a caccia con il fucile vero io che quando volava un uccello facevo finta di sparargli con l'ombrello.Non stavo più nella pelle - ma davvero - gli chiedevo - è per me il fucile?-lui rideva e continuava a insistere che era d'accordo con mio fratello.
Arrivammo sull'alpe verso l'una e io pensavo di andare direttamente nel capanno invece mi disse che si dormiva dal Neri . il neri era un'ometto che ci aveva affittato un vecchio casello dove dormivano i pastori fino alla fine degli anni 60.-ok- dissi un po' deluso -ma io domattina dove mi metto?- -te vai ne'piscinacchiori e io vado ne cerrotti- Non stavo piu' nella pelle e gli dissi-sara' meglio anda' a piglia'l'posto?un vorrei di trovacci qualcuno -mi diede la solita occhiata e mi disse che avrebbe dormito fin verso le tre e che poi saremmo partiti...E chi riusci' a dormire il tempo non passava mai ma alla fine Robe' si decise ad alzarsi e si parti.....
Arrivati al mio capanno mi fece tutte le raccomandazioni del caso e si avvio' verso il suo posto era buio e il tempo non passava ma finalmente schiaro' l'alba.Non ci si vedeva ancora bene che i tordi e imerli mi saltavano sull'aspetto ed io appena riuscivo a vederli comincia a sparare feci di li a poco una quindicina di tiri ma quando andai sotto a vedere trovai solamente due merli ed tre tordi nel frattempo arrivo' Robe'che aveva fatto appena due tiri,convinto che avessi fatto una strage comincio' ad urlare - o culo rotto ti parea che un gli toccasse a lu' il meglio posto?quanti tiri hai fatto?-quindici- risposi sconsolato-ma n'ho trovati solo cinque-scoppio' allora in una sonora risata e comincio' a sfottermi -o padella -era il suo modo di dire che ero una schiappa-vedrai quando lo dico a qugl'altri no che un te la fanno la carica -
E vabe' pensai mi sono divertito lo stesso.quello per me fu il piu' bel giorno di caccia della mia vita.

Guglielmo Vincenti


Indietro