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Anche questo è caccia
di Fabio Costalunga
Gornje
Jesero (Slovenia)
20
maggio 2002
-
- Stasera
torniamo sul lago !! Cosi mi dice Vinco al ritorno dal lavoro dopo che
gli ho raccontato l’esito dell’uscita mattutina in compagnia di
Ivan .
- Con quella
di stasera è la terza volta che ci inoltriamo nel lago o meglio nella
palude che è compresa in parte nel territorio di competenza della
“familia” di Vinco. Siamo alla ricerca di un maestoso maschio di
capriolo avvistato due giorni fa a lunga distanza da lui e Roberto,
l’amico con il quale anche quest’anno trascorro quattro giornate
di caccia qui in Slovenia. Lui ha gia’ abbattuto il suo trofeo
sabato e adesso è alla ricerca di un maschietto di prima classe
magari scadente.
- Di questa
stagione il lago e solamente un immenso pianoro attraversato da un
lento canale naturale circondato da canneto piu o meno fitto e da
qualche alberello. Il tutto è circondato da colline boscate di pino e
faggio che scendono gradatamente verso il piano. La parte perimetrale
della palude è un prato lussureggiante grazie all’acqua sempre
presente appena sotto le radici, si estende in larghezza fino a
100/150 metri fino ad incontrare il canneto nel quale molto spesso i
caprioli e specialmente cervi vanno
a infrattarsi al sicuro anche durante il giorno per pascolare non so
che tipo di vegetale.
- E’
appunto in questa zona di transito che noi cercheremo il nostro
animale.
- La sera
prima ci eravamo appostati all’estremita’ di un promontorio
boscoso che si protende sul lago e che forma ai suoi lati due ampie
insenature una delle quali all’estremo opposto è percorsa da un
piccolo fosso, con qualche cespuglio lungo le rive ,che si inoltra
fino al canneto per poi congiungersi con il canale principale.
- Avevamo
avvistato 5 o 6 animali , tra cui una cerva che si inoltrava
rapidamente nel canneto , ma tutte femmine o maschietti di prima
classe. Solo nell' ultimo quarto d'ora di luce è comparso un maschio
che sembrava buono , abbiamo anche tentato l'avvicinamento ma poi è
scomparso inghiottito un po’ dal canneto , un po’ dalle tenebre
che stavano rapidamente avanzando e dalla pioggia che scrosciando da
un paio d’ore ci aveva letteralmente inzuppato.
- Questa sera
invece, io e Vinco abbiamo deciso di appostarci proprio lungo questo
fosso nascosti dietro un grosso cespuglio. Considerando che nell’eventualita’
del tiro non avrei appoggi, io da parte mia mi sono procurato un
bastone lungo un metro e mezzo che potra’ tornarmi utile.
- Alle 19 o
poco piu’ dopo aver lasciato l’auto
sulla stradina che percorre il bosco a mezza costa e aver
costeggiato in silenzio l’insenatura di destra siamo sul posto.
- Il tempo è
bello dopo la pioggia caduta tutta la notte e fino a meta’
mattinata. La giornata è stata variabile con un alternarsi di sole e
nuvole. Ora il sole si sta abbassando e la temperatura comincia a
farsi fresca: tutto ottimo per l’uscita serale dei caprioli.
- Sbinocoliamo
io davanti e Vinco indietro ma dopo una mezz’ora è tutto
tranquillo. Non mi illudo e penso che tutta la serata potrebbe passare
cosi’. Ad un tratto
Vinco trasalendo mi fa: ”eccolo proprio vicino dove eravamo ieri
sera!!”.
- Mi giro con
il binocolo ma subito non vedo niente, poi distinguo la sagoma di
un’animale.
- “Ma è
una femmina !!” dico poi guardando meglio scorgo un trofeo che
arriva circa all’altezza delle orecchie. ”NO, no è un maschietto
dell’anno”. Distiamo circa 400 metri , e si trova a poche decine
di metri da dove eravamo appostati la sera prima!
- Ho appena
spento la scarica di adrenalina che mi aveva provocato l’annuncio di
Vinco quando lui ancora piu’ agitato esclama: ”NO, no la’,
duecento metri dietro!!!”
- Punto di
nuovo il binocolo e dopo un po’ lo vedo anch’io!! E’ immobile e
maestoso proprio nel mezzo dell’insenatura che si estende a sinistra
di dove eravamo ieri e sta puntando fisso il maschietto visto poco
prima.
- Stiamo
pensando a cosa fare. Se tentiamo di avvicinarci il maschietto
fuggendo fara’ sicuramente fuggire anche il nostro trofeo.
- Fortunatamente
dopo un po il maschietto, forse un po intimorito, si inoltra
lentamente verso il canneto e un po alla volta scompare.
- “Proviamo
ad avvicinarci” dice Vinco e cosi abbandoniamo l’appostamento.
Trafelati facciamo un largo giro prima costeggiando il bosco e poi
attraversando la palude fino ad arrivare all’estremita’ del
promontorio boscoso.
- Vinco
davanti e io dietro cominciamo a sporgerci seminascosti da bassi
arbusti.
- “C’è
ancora eccolo la “ mi dice Vinco
e mentre io un po contento della notizia ma anche un po
preoccupato dell’adrenalina che sento salire tolgo la carabina dalla
spalla e mi accuccio alla sua destra.
- È ancora
li dove era prima ,forse è avanzato un po ma è tranquillo e non ci
ha sentiti. Lo abbiamo a circa 140 metri e ci offre il fianco.
Abbassando la testa per brucare ha raccolto con il trofeo dagli steli
di erba secca: sembra ancora piu’ maestoso.
- Mi preparo
al tiro sedendomi sopra il tallone destro e appoggiandomi al
provvidenziale bastone che mi sono portato dietro.
- “Mira con
calma, non c’è fretta “ mi sussurra Vinco.
- Tolgo la
sicura lo inquadro con l’ottica e inserisco lo stecher. Dal quel
momento come tutte le altre volte entro come in un’altra
dimensione tanto che anche i ricordi diventano confusi.
- Mi ricordo
che metto il reticolo sulla spalla dell’animale, cerco di
immobilizzarmi e regolare il respiro, l’appoggio non è molto fermo
in quanto risente del movimento del polso ma non ho altro.
- Ad un
tratto senza motivo l’animale parte al piccolo trotto per dirigersi
verso il canneto distante poche decine di metri: attimo di panico!!!!
- Sento Vinco
emettere un fischio: si blocca all’istante, metto velocemente il
reticolo in posizione e boom!!!
- “Bravo
,bravo ,bene, lovski blagor !!!”esulta Vinco. Vedo il maschietto di
prima fuggire di corsa verso il bosco e ,alle mie spalle in lontananza
ne sento un’altro abbaiare.
- Non sono
riuscito a vedere la reazione al colpo, ero troppo instabile.
Guardiamo entrambi in direzione anche con i binocoli ma non scorgiamo
niente.
- Mi rialzo
in piedi , riarmo l’arma e rimetto la sicura . Vinco mi spiega che
ha sentito distintamente anche il “poof” che ha fatto la palla
nell’impatto sulla pelle dell’animale.
- Aspettiamo
un attimo e proprio mentre la
tensione nervosa mi sta abbandonando e sto abbozzando un sorriso di
soddisfazione vedo il becco che sta tentando di rialzarsi.
- Si trascina
per qualche metro mentre d’istinto punto di nuovo la carabina poi
cade di nuovo.
- Anche Vinco
per un attimo impugna la sua che aveva in spalla poi entrambi torniamo
ai binocoli. Lo vediamo sdraiato ma con la testa alta che si guarda in
giro ,sembra un uccello pronto a frullare!!
- “Aspettiamo,
forse l’hai colpito un po’ dietro” mi dice Vinco e anch’io
penso sia la cosa migliore.
- Rimaniamo
cosi per circa quindici minuti.Il capriolo è sempre li’. Ogni tanto
si rialza si trascina per qualche minuto poi ricade ma tenendo sempre
la testa alta e lo sguardo vigile.
- Sto
soffrendo anch’io per lui. Tutti gli animali meritano una morte
veloce e possibilmente indolore ma questo in particolare, anche perché
la sofferenza gliel’ho procurata io!!
- Mi
rammarico un po per il tiro ma cerco di convincermi che non potevo
fare di meglio. Ma dove diavolo ho sparato???
- Scrutando
la parte del corpo che riesco a scorgere non vedo nessun segno.
- Confido
questi pensieri a Vinco e lui con il suo italiano un po stentato mi
tranquillizza: “No problema, questo è caccia!!”
- Vediamo che
a volte reclina la testa indietro come per addomentarsi cosi Vinco
decide di avvicinarsi da solo.
- Sfruttando
la copertura di un arbusto isolato arriva a una trentina di metri.
- Per due o
tre volte il capriolo si risolleva, vedo Vinco che prende la mira per
finirlo ma poi dopo pochi secondi ricade.
- È gia’
passata una buona mezzora dal tiro e l’impazienza comincia a
prendere il sopravvento.
- Mi avvio e
piano piano raggiungoVinco.
- È li che
ci guarda ma ogni tanto lascia scivolare la testa indietro.Tiragli
anche se è a terra dico ma Vinco mi spiega che l’impatto della
palla sul terreno farebbe un disastro. Bisognerebbe colpire il collo
ma ha paura di colpire la testa e rovinare il trofeo.
- Dopo
qualche minuto si decide: prende la mira e spara. L’animale non fa
neanche una piega e io che guardavo con il binocolo dico :
“mancato!!!”. Mi verrebbe quasi da ridere se la situazione non
fosse cosi’ drammatica!
- A questo
punto mi decido e anche se sconsigliato da Vinco mi avvicino.
- Vedo che
l’animale è sempre piu’ spento e sono disposto a provare il
famoso colpo “all’inchino” con il mio coltello a lama fissa pur
di mettere fine a questa sofferenza!!
- Quando sono
a pochi metri vedo che ha reclinato definitivamente il collo e sta
leggermente scalciando con gli arti posteriori. Appena il tempo di
accarezzarlo e vedo che l’ultimo fiato di vita lo abbandona.
- Si avvicina
anche Vinco e insieme verifichiamo il tiro: il colpo è entrato alto
alla fine delle costole ed è uscito leggermente piu’ avanti.
Notiamo che il colpo di Vinco ha scalfito di striscio la base del
collo. Probabilmente non ha calcolati i centimetri di distanza tra
canna e ottica. Il trofeo è bello alto ,grosso e regolare: ne sono
entusiasta!
- Appena il
tempo di pulirlo e scattare qualche foto che la notte ci avvolge.
- Anche
questo è la caccia!!!
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- Fabio
Costalunga
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