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IL
VERDONE Il verdone e’ molto noto,essendo uno dei volatili che meglio si adatta alla prigionia,spesso infatti viene utilizzato dagli ibridatori per formare coppia con la canarina, lungo 15 cm del peso di circa 24 gr E diffuso in
Europa, Asia, Africa da noi e’ stazionario e nidificante,in autunno i
nostri contingenti vengono rafforzati dai migratori in rotta dal nord
europa. Il maschio
ha piumaggio color verde scuro,groppone giallastro ventre e petto verde
chiaro le timoniere sono marginate di giallo. La femmina ha colori
neno intensi,livrea bruna con leggerissime sfumature giallastre. In volo si
riconosce facilmente per il giallo delle timoniere, per le tacche alari e
per il caratteristico “guu”frequenta zone cespugliate,boschi,frutteti,parchi
mostra predilezione per le piante di cipresso,pino abete dove costruisce
anche il proprio nido. E’ un granivoro amante dei semi di canapa,ravizzone e niger e non disdegna frutti selvatici. Le coppie si formano a fine aprile,il comportamento amoroso e’ molto simile al
fringuello:sulla cima di piante d’alto fusto,emette il suo canto
delimitando il territorio,il nido di fili d’erba, muschio, foglie e’
costruito su alberi(molto raramente nei cespugli) ben mimetizzato. Vengono
deposte cinque uova bianco-bluastre,per tre covate a stagione; particolare
molto curioso: la femmina non abbandona mai il nido per i 14 giorni della
cova è il maschio che provvede a portarle il nutrimento. I giovani lasciano il nido dopo circa
quindici giorni e tendono ad imbrancarsi formando folti stuoli che si
frazioneranno poi in tardo autunno. La caccia: in forma vagante non un
granche’ redditizia andava
praticata lungo i campi di girasole o canapa e lungo le stoppie, e’molto
facile localizzarli poiche’anche mentre si cibano lanciano il
caratteristico verso canoro. A settembre,e’ molto facile giungere a tiro
poiche’ sono ancora abbastanza confidenti,mentre nel tardo autunno
divengono molto sospettosi e come vedono l’uomo s’allontanano in
fretta anche se mai simultaneamente :c’e’ sempre qualche ritardatario
e il suo indugio ci consentiva di arrivare a tiro,appena albeggia lasciano
il bosco per raggiungere le zone aperte in cerca di cibo ed e’ allora
che emettono un verso e riesce relativamente
facile localizzarli,nella tarda mattinata si trovano nei campi
nelle zone ove sono semi selvatici e,poco prima del tramonto rientrano a
branchi nel bosco. Da capanno era un divertimento
unico,l’amarot (il verdone in Bresciano) e’ un uccello molto
confidente ,crede al richiamo e indugia sulla buttata,ai tempi
avevamo sempre tre, quattro verdoni chiusati che cantavano da poco
dopo l’alba sino al tramonto. Ottenere un ottimo verdone chiusato non
e’ molto facile,taluni esemplari durante la chiusa imparano versi di
altri uccelli e divengono inservibili, altri alternano al canto pause
lunghissime e non sono validi. Le gabbie con i tre verdoni venivano poste
a distanza l’una dall’altra in modo da non vedersi fra di loro proprio
cosi’ i verdoni continuano a richiamarsi a vicenda. I presici invece
sono inservibili. I migratori,credono al richiamo e non esitano a buttarsi,posatisi rimangono in pianta a lungo,tendendo a raggrupparsi,molto utile ai fini del carniere era posizionare un secco (di quelli che si usano o usavano anche per sasselli,cesene, prispoloni, storni) con i rami molto serrati, in cima alla pianta di buttata i volatili vi si posavano senza indugio e quasi sempre raggruppati. Nel tardo autunno invece verso meta’ novembre quando i verdoni rimasti hanno la tendenza a fermarsi a distanza dall’appostamento a dialogare con i richiami era molto utile “imbracare” un paio di verdoni(o fringuelli)femmine da usarsi come zimbelli,metodo questo risolutivo per far avvicinare i “furbi” congeneri. Piombo 11max 1° se le piante ed i secconi imponevano tiri sui 30/35 mt.
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