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TORDO SASSELLO Di
poco
inferiore al bottaccio come dimensioni (lunghezza totale 21-22 cm, peso 65
gr. Circa) ha costumi nettamente diversi dal medesimo. Si
distingue per il sopracciglio giallastro molto accentuato, ha tinte piu’
marcate bruno olivastre sul dorso e penne ascellari del sottoala color
arancio, il petto è color biancastro tendente al ruggine. Uccello
dei paesi nordici, diffuso sin in Islanda, Scandinavia ed in tutta la Siberia,
nonché in gran parte dell’asia.il sassello non nidifica in Italia,
salvo rare coppie segnalate nella parte piu’ a nord del nostro paese. La
nidificazione
del sassello avviene in maniera pressochè identica di quella del
bottaccio,con l’unica differenza che il nido fabbricato con muschi ed
erbe è di dimensioni leggermente inferiori. Le
uova
vanno da quattro a sei ed hanno guscio azzurro-verdognolo con macchie
rossicce, le cova per quindici giorni ed i piccoli abbandonano il nido
dopo una ventina. Neel’arco
della stagione riproduttiva si hanno due covate,particolare molto
significativo,sia gli adulti che i giovani d’annata si uniscono in
branchi che potremmo definire”famigliari”per affrontare la migrazione. Uccello
di doppio passo, compie lunghe migrazioni per svernare nei paesi del sud
europa, dai dati d’inanellamento si desume che i sasselli catturati in
italia giungono da nord est, particolarmente dalla finlandia (circa il
35%) ed il rimanente dai paesi nord europei quali Inghilterra,Germania. Durante
il
passo invernale, frequenta zone alberate ma pascola in campi aperti,è
uccello meno arbusticolo del tordo, ama posarsi sulle punte dei rami
piu’ alti, dove domina il territorio circostante, ha abitudini molto
gregarie, migra in branchi numerosi, dove tutti i soggetti si comportano
allo stesso modo, a differenza del bottaccio che potremmo definire piu’prudente,
timido, silenzioso piu’ portato a nascondersi, il sassello è piu’
rumoroso, zirla in continuazione durante il volo per tenersi in contatto
con i congeneri e paga a caro prezzo la sua gregarieta’ che lo porta a
curare molto i richiami.il soggetto isolato è piu’ portato a
nascondersi nel mezzo degli alberi, piu’ raramente del bottaccio si posa
per terra. Il
passo in Italia
coincide
con il terminare della migrazione del bottaccio, inizia verso il venti
d’ottobre e si protrae per circa un mese, le date sono puramente
indicative inquanto il sassello non è soggetto da passo regolare, ed un
po’ come la cesena si contraddistingue per annate caratterizzate da
invasioni ed annate ove la sua presenza è praticamente nulla. Molto
dipende dalle condizioni metereologiche, certi anni si ricordano massicci
arrivi di sasselli ai primi giorni di dicembre e questo è dovuto a
repentini cambiamenti climatici che impongono partenze immediate. Raggiunge
difficilmente la parte meridionale del nostro paese, amando il bosco
d’alto fusto,non gradisce la macchia mediterranea. Il
sassello, migra come il bottaccio durante la notte, è frequente nelle
notti di passo udire il suo “zii-zii” sibilo prolungato ripetuto a
brevi intervalli.dopo le prime ore del mattino la migrazione si ferma. La
caccia al
sassello si pratica esclusivamente da appostamento,solo un pazzo potrebbe
tentare di insidiare il nostro in forma vagante, puo’ capitare di tirare
ad un soggetto che casualmente ci sorvoli, ma sara’ sempre un caso
piu’ unico che raro, il perché è presto detto,soggetto
sospettosissimo,si posa sulla cima delle piante e scorge il cacciatore in
lontananza,abbandonando subito il rifugio per rimettersi molto
lontano,spesse volte l’illuso cacciatore vagante non riesce neppure a
vederli,li sente zirlare ed andare lontano a posarsi (non come il
bottaccio che si rimette nelle immediate vicinanze.). Caccia
da capanno quindi e con soggetti validi, a differenza di quanto detto per
tordi e cesene,nel caso del sassello ben difficilmente un soggetto
presiccio si rivela utle per attirare i congeneri, come invece succede nel
bottaccio ove il canto seve ad attirare i volatili nelle vicinanze ed i
presicci ad indurli alla posa in pianta per prendere sasselli ci vogliono
soggetti cantori, soggetti chiusati e quasi sempre individui alla seconda
o terza chiusa,il sassello infatti spesse volte non dimostra tutte le sue
qualita' dopo la prima , del suo canto non si puo’ dir molto, è una
sorta di “pliu-pliu” emesso in crescendo sino a tonalita’ molto
alte, il cacciatore imparerà quali sono i versi migliori per attirare i
consimili,si sappia che alcuni toni e suoni se emessi dal richiamo
risultano essere micidiali, è quando il soggetto canta in questo modo che
da capanno si assiste alla “calamita”: un volo di sasselli si posa sul
seccone ed improvvisamente il richiamo cambia tonalita, il suo verso si
ode a stento o si tramuta in un “coc-zzzzz-coc”, dopo lo sparo, come i
sasselli tentano d’involarsi lui parte come un folle,alza la voce
all’inverosimile “pli-pliu-pliu-grgrgr-ui-pliu” e tutto il branco
ritorna a posarsi, spesse volte quando si possiede un mostro di richiamo
come questo,i soggetti selvatici appostati, dopo lo sparo cambiano
solamente ramo, ma qui stiamo parlando di diavoli che un allevatore dopo
una vita conta sulle dita di una mano. Quindi
quattro cinque soggetti chiusati che verseggino in continuazione a capanno
sono sufficienti, è bene comunque possederne in discreto numero, poiche
le condizioni climatiche del periodo d’utilizzo,i freddi intensi, le
nebbie umide portano spesso nei richiami a mute anticipate o cadute
d’estro ed in questo caso è bene sostituire il richiamo che oltre a
divenire inutile (non canta) rischia anche di lasciarci “le penne”. I
presicci ben si abituano alla prigionia,anzi sono forse piu’ tranquilli
dei bottacci. Come detto la loro utilita’ è limitata a quei soggetti
che oltre a zirlare chioccano, bisogna pero’ approvvigionarsene in
numero discreto poiche’ la percentuale di riuscita dopo la chiusa è
molto bassa, anche nel sassello è impossibile riconoscere i sessi e come
si sa’ le femmine a primavera non cantano e vengono liberate, dei maschi
selezionati si deve preventivare come detto un anno di quarantena dove cioè
il soggetto potrebbe cantare poco,o troncare in continuazione il canto a
metà,insomma bisogna attendere la seconda chiusa per dare un valore al
soggetto va da se quindi che i presicci devono essere reperiti in
quantita’. Un
consiglio che mi sento di dare a colui che volesse insidiare il sassello
con richiami presicci o comunque non in verso è LASCIA PERDERE. Un
appostamento
situato in zona buona per bottacci, non è detto che sia altrettanto per
sasselli e cesene,anzi spesse volte non lo è per niente, la zona e le
piante stesse sono completamente diverse:relativamente basse e folte per
il bottaccio, alte e con i secconi per il sassello. Nel
dubbio pero’ se doveste scegliere tra un appostamento ottimo per tordi
ed uno ottimo per sasselli, indipendentemente dalla passione mi sento di
consigliarvi la scelta di quest’ultimo, in quanto trovare una zona
d’affilo buona per sasselli è molto piu’ difficile che non per
bottacci, ricordatevi che il bottaccio migra in modo esteso,e nei giorni
di passo la sua presenza è certa, il sassello invece ammesso che passi lo
fa seguendo zone d’affilo piu’ definite e non si scosta facilmente da
queste. In poche parole,qualche bottaccio lo mettete sempre in carniere. Riassumiamo
brevemente alcune differenze comportamentali fra bottaccio e sassello: Il
tordo è uccello di macchia, del folto,di mezza pianta, il sassello è
invece uccello di cima,addirittura da seccone. Il
bottaccio,non ama il sole,si cela sempre nelle zone ombrose ed umide,il
sassello fa l’esatto contraio. Il
bottaccio non ama le temperature rigide,il sassello si. Il
sassello migra e si sposta anche ad altezze notevoli,il bottaccio quasi
mai. Il
sassello è uccello gregario,si sposta in branchi numerosi,il bottaccio al
massimo in voletti composti da cinque sei individui. Il
sassello zirla durande il volo in modo udibile anche a distanza,il
bottaccio molto meno. Il
bottaccio pastura e si posa spesso a terra,il sasselo quasi mai. Il
sassello arriva solo raramente alle prime luci dell’alba e quando questo
avviene trattasi di soggetto isolato,il bottaccio come detto a suo tempo
ama l’alba. Queste
sono solo alcune differenze, ma si potrebbe continuare per molto, il tutto
per far solo parzialmente intuire quanto sia affascinante il mondo del
migratorista, stiamo parlando di due volatili della stessa famiglia, della
stessa razza, dello stesso ordine e ci troviamo difronte a soggetti con
comportamenti opposti.
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