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STORNO Chi
non lo conosce? È uno dei volatili piu’ diffusi , (specie incredibilmente
protetta, tanto da essere persino ridicolo). Diffuso in Europa,
Asia, America settentrionale, Africa, Australia,Nuova zelanda ,specie
gregaria non teme l’uomo anzi ne sfrutta la vicinanza come il passero
abitando parchi,citta’,case. Lungo 21 cm per un
peso di 80 grammi Ha piumaggio nero con punteggiature castane sul dorso e
bianche sul petto,i maschi si differenziano per punteggiature rosso scuro
e sfumature violacee sempre sul dorso,il becco e’ nero in autunno
inverno e giallo in primavera. A meta’ marzo
comincia l’estro amoroso e si puo’ sentire un po’ovunque il canto
dello storno da una cima d’albero,da un antenna televisiva, si ode un
insieme di stridi,versacci gracchiamenti
tremendamente sgradevoli. Verso la fine di
marzo quindi iniziano la costruzione del nido che consiste in un ammasso
rozzo d’erba secca, foglie rami, lo posiziona ovunque anche se sembra
prediligere i tetti delle abitazioni ove compie notevoli devastazioni, lo
storno infatti e’ uccello molto forte riesce a spostare e rompere le
tegole con facilita. Depone 5-6
uova di colore azzurognolo per tre volte l’anno, la femmina cova per
12-13 giorni mentre il maschio sosta nelle vicinanze e canta in
continuazione, dopo la schiusa i piccolo sono accuditi dai genitori per
circa una ventina ,e’ la femmina che si sobbarca l’onere del
mantenimento,il maschio solo raramente si preoccupa della cura,i piccoli
di storno sono di una voracita’ spaventosa ,osservando attentamente un
nido l’anno scorso ho potuto contare 90 viaggi in un ora per portare il
cibo . I giovani sono di
colore grigio , mutano il piumaggio a settembre inoltrato, quando
abbandonano il nido formano dei nuclei numerosissimi visibili soprattutto
a sera quando si radunano in zone alberate per trascorrere la notte, il
branco in volo compie evoluzioni,con cambiamenti repentini di
direzione,impennate veloci e molto eleganti. La migrazione
inizia ai primi di settembre quando le popolazioni piu’ nordiche si
spostano a sud. La migrazione dello
storno e’ pero’ molto lenta ,poiche’ non teme il freddo l’unica
sua preoccupazione e’ procurarsi il cibo,lo sanno bene i contadini delle
mie parti che si trovano i vigneti “spellati “ da un giorno
all’altro pensate alla voracita’ dell’ individuo moltiplicato per le
migliaia di unita’ che formano gruppo verso fine agosto e vi renderete
facilmente conto di cosa resta dopo il loro passaggio. La caccia vagante
da pochi risultati essendo lo storno un animale sospettoso risulta molto
difficile avvicinarsi ai branchi in pastura soprattutto a stagione
inoltrata. Buoni risultati si
ottengono a sera conoscendo i luoghi ove si recano a dormire,bisogna stare
ben nascosti ed attendere l’arrivo in pianta,lo storno poi tende a
raggrupparsi sui rami ed e’ facile colpirne piu’ d’uno ad ogni
colpo.Da noi in pianura la nebbia aiuta non poco,e’ appunto in quei
giorni che si riesce ad avvicinare i selvatici con facilita’. La caccia da
appostamento E’ IL MASSIMO, la
consiglio a tutti perche’ lo storno e’ un curatore tremendo del gioco,
e la loro gregarieta’ garantisce il divertimento Iniziamo con
l’appostamento che mira a tirare allo storno in pianta: per questa caccia
servono quattro storni imbracati da usare come zimbelli,due di questi si
usano come lo zimbello delle allodole(sambol) e gli altri a
“tocchetta” la tocchetta per la caccia allo storno consiste in un palo
alto tre quattro metri conficcato nel terreno lateralmente alle piante di
buttata,questo palo ha alla sommita’ un posatoio fatto da un bastone
trasversale dove viene legato lo storno con una corda poco lunga fissata
ad un moschettone in modo che lo storno nei suoi continui movimenti non si
ingarbugli, all’ estremita’ opposta da dove lo storno e’ fissato
viene posizionato un abbeveratoio ed una mangiatoia messe in modo tale da
permettere al volatile di cibarsi ma non di ingarbugliarsi(sarebbe piu’
semplice farvi un disegno) a questo palo viene fissata la classica corda
azionabile dal capanno per far compiere all’ animale i movimenti al
momento opportuno. I due pali quello
del sambol e quello della tocchetta devono essere posizionati uno a
sinistra delle piante e l’altro a destra,logicamente il sambol da
l’impressione di uccelli in pastura mentre la tocchetta
richiama il classico storno posato nelle vicinanze (come succede
sempre ). Fondamentali inoltre
i richiami : devono essere molti e tutti presicci, infatti a meno che non
ci si dedichi esclusivamente alla caccia dello storno gli esemplari
chiusati sono da sconsigliare nelle caccie composte, perchè
i continui versacci degli animali in amore non sono molto graditi
ad altri tipo il tordo o il
sassello, quindi dicevamo quattro o cinque storni in gabbia, dalle nostre
parti pero’vi era l’abitudine di portare al capanno un gabbione con
diversi storni i quali cibandosi litigavano in continuazione emettendo
versi tipici degli storni in pastura e molto “creduti “ dai congeneri
in transito. Il capanno deve
essere ben mimetizzato e posto sulle rotte di migrazione o spostamento
degli storni,posizionato vicino a piante alte tipo i pioppi e distaccate
da boschetti o rive,se si indende cacciare in prevalenza
storni,bisogna scegliere una pianta sola massimo due e non eccessivamente
alte e’ d’obbligo ricordare che il nostro tende sempre a posarsi sulla
sommita’,sarebbe per questo importantissimo poter sistemare sulla cima
un seccone a rami molto uniti onde poter tirare a piu’ esemplari alla
volta,lambiente circostante inoltre dovrebbe essere pulito (l’ideale
e’ il classico piantone solitario in mezzo al campo) per dar modo agli
storni di scorgere tutto il gioco. Chi vuol cacciare
lo storno a volo deve munirsi di
sagome impagliate o in plastica di storni e pavoncelle,due o tre corvi(o
cornacchie)impagliate,una giostra a 8/10 storni o una giostra con
pavoncelle,e fondamentali gli zimbelli sia di storni che pavoncelle, dalle
nostre parti nessuno pratica la caccia esclusiva a questo animale
quindi si integra il gioco utilizzato al momento, mi spiego meglio se
voglio(posso) tirare agli storni dal gioco delle allodole integro
quest’ultimo con tre quattro richiami vivi,posiziono la giostra e gli
storni impagliati in un angolo che risulti non fastidioso per le allodole,
di solito all’estrema sinistra o destra del medesimo quasi alle spalle,
gli storni in gabbia che richiamano qualsiasi uccello ma che quando
scorgono i congeneri emettono versi riconoscibili mi avviseranno
dell’arrivo dei selvatici senza per questo infastidirmi la tesa per
allodole. Sarebbe utilissimo
ai fini del carniere poter posizionare un seccone alto tre metri non
troppo vicino alla giostra, con i richiami nelle immediate vicinanze, gli
storni si poserebbero immediatamente, dico sarebbe perche’quando si
cacciano allodole da capanno anche
la piu’ piccola pianta e’ sconsigliabile in quanto non
gli permette di giocare liberamente, io ho smesso da tempo (da
quando hanno vietato la pispola) di usare secconi a volo. Nel caso invece si
voglia cacciare lo storno dal gioco delle pavoncelle,non ho altro da fare
che posizionare a terra due o tre richiami e sistemare qualche storno
impagliato tra le sagome della medesima, l’amico crede talmente a questo
“gioco” che persino la
giostra sarebbe superflua come vede la pavoncella di zimbello e la
“girandola” apre le ali, plana lo storno che cura il gioco e’ molto
bello a vedersi. Logicamente se il
lettore volesse cacciare esclusivamente lo storno la posizione della
giostra deve essere centrale e l’impianto va messo in modo tale da
costringere i volatili a giungere al capanno controvento (regola
fondamentale per tutte le caccie di prato) quindi le sagome devono essere
girate becco al vento,di
questo ne parlerò con maggior cura quando tratteremo la pavoncella.
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