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CESENA
(TURDUS
PILARIS)
(Cacciabile)
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- E’ il piu’grosso dei turdidi cacciabili,uccello che preannuncia
i grandi freddi,costituisce le ultime prede del capannista.
- Lungo 27 cm
dal peso di circa 115 grammi è è uccello dell’estremo nord europeo
scandinavia,siberia e dell’asia.
- Uccello
prettamente arboricolo,predilige alberi d’alto fusto, ghiottissima
di bacche di vischio,biancospino, ginepro,spesso comunque cala a terra
nella ricerca di larve vermi e chiocciole ,molto ghiotta pure di mele
e cachi ,è spesso in zone ricche di questi frutti , che la cesena si
attarda durante la migrazione invernale formando sovente branchi
numerosissimi.
- Ha la
testa, le parti superiori del collo ed il groppone grigio cenere, il
dorso rossastro e la coda tendente al nero,come pure striscie nere
sulla testa e sul collo,gola e petto giallo fulvo con punteggiature
nere,addome e sottocoda bianchi.
- Il nido,
simile nella fattura a quello del tordo ma di dimensioni leggermente
maggiori è a forma di tazza, costruita con fango, rivestita da erbe
secche e foderato di piume e muschio.
- Viene
collocato sia su alberi(sovente betulle) situato piuttosto in basso ma
non oltre un metro dal suolo, tal volta, là dove vi è mancanza
totale di vegetazione a causa della latitudine addirittura in terra.
- Le
uova deposte
variano da quattro a sei, con guscio color verde a macchie rossicce,
l’incubazione ha la durata di 13-14 giorni i piccoli sono accuditi
da entrambi i genitori e lasciano il nido dopo una ventina di giorni,
il periodo di nidificazione va da maggio a giugno .
- La
cesena
abbandona prestissimo le zone invernali di stanziamento ,non appena la
temperatura diviene meno rigida risale verso il nord europa, va
comunque sottolineato che la cesena
arriva al limite della zona alpina durante la migrazione e solo
in condizioni climatiche eccezzionali supera la catena appenninica
dell’Emilia Romagna nella sua migrazione, qualche piccola
popolazione arriva pure oltre ma si tratta di fatti relativamente
eccezionali,dovuti alla concomitanza di inverni particolarmente
rigidi.
- La
migrazione invernale comincia nei primi giorni di novembre e si
protrae sino alla seconda meta’ di dicembre, le prime avvisaglie di
passo si notano durante la migrazione del “sassello”ma la cesena
arriva (o dovrebbe arrivare ) dopo la fine del passo dello stesso.
- Si è detto
dovrebbe perché la cesena non è uccello dalla migrazione regolare
come potrebbe essere il tordo o il fringuello ma le sue migrazioni
sono contraddistinte da annate di vere e poprie invasioni e di annate
dove la sua presenza è a dir poco scarsa.
- La cesena
giunge percorrendo la via di migrazione centro europea, raramente
pero’ come detto si spinge sino alle regioni meridionali , quando
questo accade è perché il tempo nelle regioni settentrionali è
particolarmente inclemente.
- È
un turdide
che per comportamento poco assomiglia al tordo, predilige le zone
aperte, ama posarsi nella parte alta degli alberi,anzi addirittura
predilige gli alberi alti e con le cime spoglie (cosa che ad esempio
il bottaccio non fa), si sposta in branchetti ed ama i secconi, quando
il branco si trova in pastura,alcuni soggetti rimangono “di
vedetta” pronti a dare l’allarme in caso di pericolo.
- Il
suo verso si
puo’ tradurre in un “cè-cè-cè-cè” emesso velocemente sia
durante il volo che in pastura, molto spesso tale verso è
intervallato da uno “qui-qui” molto acuto, quest’ultimo
è il top per i soggetti da utillizzare come richiami, le
cesene in gabbia infatti intavolano con i congeneri selvatici vere e
proprie “discussioni”, con i propri simili, che prima di visitare l’appostamento
si soffermano sulle cime di altre piante poco lontano.
- Come detto
la sua gregarietà è notevolissima, e se anche la migrazione avviene
in branchi non numerosissimi (salvo rari casi, che coincidono con le
annate delle cosidette “invasioni”) una volta stanziatisi per
trascorrere l’inverno,formano stuoli numerosissimi che dopo avere
pagato dazio agli appostamenti divengono furbi al punto tale da non
credere piu'’ai richiami, da noi infatti ad inverno inoltrato per
insidiare le cesene
pasturone, si suole sostituire ed alternare
i soggetti in gabbia.
- Un
consiglio
che mi sento di dare al capannista, durante il periodo di passo è
quello di non essere precipitosi nel tiro al selvatico, usualmente le
cesene si spostano come detto in branchi e spesso la prima che si
mette in pianta è la cosiddetta “spia”, se si ha la certezza che
ve ne siano altre, vuoi per avere visto lo stormo arrivare, vuoi per
averle viste posarsi in lontananza
è opportuno aspettare ,novanta su cento il resto dello stormo
è in arrivo e si posera’ vicino alla prima, affrettare il tiro
quindi potrebbe comportare la perdita di molti soggetti, logicamente
tutto cio’ non è legge soprattutto in inverno inoltrato quando gli
uccelli curano poco o nulla i richiami è opportuno
“accontentarsi” del soggetto che si apposta singolarmente e non
indugiare nel tiro.
- La
caccia
alla cesena in forma vagante è impensabile data la sua gregarietà e
sospettosità, per cui si insidia esclusivamente da appostamento fisso
con richiami vivi salvo
in inverno inoltrato quando individuati i luoghi di pastura si
costruiscono capanni temporanei nelle immediate vicinanze avendo cura
di mascherarli benissimo.
- I richiami
sono fondamentali e debbono essere in discreto numero, dieci dodici
soggetti, alcuni cacciatori non usano mettere in chiusa le cesene
sostenendo che il richiamo di un soggetto chiusatio sia
controproducente, personalmente ho cacciato le cesene sempre con un
gran numero di soggetti chiusati e diversi giovani non riscontrando
nessun problema, anzi a mio modesto parere date le temperature rigide
alle quali sono sottoposti i richiami durante l’uso, la chiusa
permette di ridurre il rischio che gli stessi a causa del freddo
eccessivo, si mutino anticipatamente divenendo inservibili.
- Anche
per la cesena risulta difficile riconoscere il maschio dalla femmina
ma nella fattispecie non è un problema poiché il maschio non ha un
vero e proprio canto d’amore come gli altri turdidi ; l’importanza
del richiamo sta’ nel continuo dialogare fra soggetti, il richiamo
sarà ottimo se udendo i propri simili, muterà di tono accelerando il
verso e non appena saranno vicini emetterà il “qui-qui”, il
soggetto che alla vista dello stormo di congeneri prossimi ad
appostarsi continua a richiamarli è addirittura prezioso.
- Nessun
problema nel rifornirsi di richiami, le cesene infatti si riproducono
con relativa facilità in cattività e non nostrano difficoltà ad
appastellarsi.
- La cesena
non è selvatico della prima ora, a volte durante il periodo di passo
si notano spesso transitare a branchi nel bel mezzo del giorno, gli
stessi comunque iniziano a muoversi almeno un ora dopo l’alba.
- Nella
caccia
alle cesene risulta fondamentale il seccone appositamente messo in
cima alle piante,risulta essere il punto d’appoggio preferito del
branco che sovente se di primo passo e se l’appostamento dispone di
richiami eccelsi torna
piu’ volte a posarsi nonostante le numerose fucilate.
- Il tiro
nonostante la mole risulta sempre difficile vuoi per l’altezza delle
piante e dei secconi sulle cime dei quali la cesena ama posarsi, vuoi
per l’emozione che da al capannista un branco di cesene, si
consiglia quindi fucile calibro dodici con buona strozzatura e
cartucce 34 grammi piombo minimo 10 (dati questi che logicamente
possono variare a secondo della dislocazione delle piante,della loro
altezza insomma del capanno).
Tancredi
Corrado
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