- Caccia e IL capanno
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- La caccia da capanno, cosi come esercitata da noi Bresciani è un divertimento assoluto ,passione talmente forte che ha saputo resistere a tutte le restrizioni passate ,dalla convenzione di Parigi, a quella di Berna,le direttive comunitarie decreti del presidente del consiglio dei ministri…..ed infine la maledetta 157/92
legge dei giorni nostri che ha gravato il capannista gia bersagliato dalla enorme e spesso ingiustificata limitazione delle speci ,dei tempi e dei metodi.
Della SCELTA DELLA FORMA DI CACCIA che lo ha costretto a cacciare esclusivamente in quella unica forma, oltre che non vedersi concedere ulteriori permessi per appostamenti fissi qualora tale numero superasse il numero degli appostamenti esistenti alla data di entrata in vigore di questa famigerata legge.
Che dire, il capannista, ha visto sgretolarsi di anno in anno la propria caccia, viviamo in una società “civile “ che piange un uccello e non versa una lacrima per le mille iniquità che colpiscono l’uomo….ma questo è un altro discorso e so bene che può essere capito solo da chi ha nel cuore la nostra passione, unica speranza che le nuove generazioni riescano a tenerla viva , andandone fieri e tramandandola ai propri figli come da sempre nei secoli è avvenuto.
Capanno, passione enorme per giovani e anziani, soprattutto questi ultimi ,rimane spesso il maggior motivo d’appiglio alla vita, non potendosi permettere passeggiate per i campi,mettono il cuore nel capanno e nella preparazione dei richiami.
Chi non ha provato non sa quanto incantevoli siano certe albe nella tesa , quando sorge il sole, la rugiada si dissolve unitamente alla foschia, è l’ora del canto, della luce, della vita l’ora in cui l’appassionato cacciatore dimentica tutto pensieri, amarezze e si lascia coccolare dalla natura, lo zirlo…del tordo …quel merlo che parte…. quella suggestione che nasce da un ambiente diverso non contaminato che si scorge dalle feritoie del capanno.
Noi Bresciani , abbiamo una predilezione assoluta per questa caccia, in altre province i cacciatori sono esperti di tese ai colombacci ,anatre(che da noi sono chiamati sguas)ma il capanno per gli uccelli è una nostra specialità.
Basta fare un giro sui nostri monti, sulle colline nella piana per rendersene conto, vi sono capanni in ogni luogo, taluni posseggono tre quattro capanni che frequentano a secondo della stagione, della specie e del passo,ve ne sono alcuni costruiti in muratura, altri interrati totalmente, altri in legno alcuni persino non distinguibili dalla flora del luogo, da non insospettire nemmeno il melo piu vecchio e furbo .
Ovunque si presuma buon passo, da noi si fanno capanni, da duemila metri d’altitudine alla pianura padana.
ecco perché sino ad oggi nonostante molti mi chiedessero di mettere due righe sull’argomento ho tardato a farlo, trattasi di argomento molto complesso e diverso da luogo a luogo, diverso per zona e tipo di selvaggina. Non è possibile dare indicazioni precise ma solo suggerimenti di massima che hanno comunque una loro intrinseca validità,sarà poi il capannista a verificare di volta in volta se il capanno è stato posizionato e realizzato bene,si sconsiglia almeno per la prima stagione, qualora non si sia piu che certi, costruire impianti che richiedano notevole dispendio di energie e di denaro,occorre considerare che spesso uno spostamento di poce centinaia di metri,soprattutto per certe specie puo’ significare maggiori catture o fallimento.
Non esiste il capanno ideale atto a catturare tutte le specie,
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- Le domande da porsi sono molteplici:
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- dove lo vuoi posizionare
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- cosa vi vuoi insidiare…
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- lo lascerai permanente?
- Prima cosa per nulla facile è LA DISLOCAZIONE DELL’APPOSTAMENTO.
Individuata una zona o un luogo ci si deve armare di pazienza, recarsi spesse volte per verificare il passo dei migratori, verificare se la zona è frequentata da altri fruitori della natura (cercatori di lumache di funghi di rane, eventuali pescatori) se vi è molto transito…e simili, la cosa è importantissima, pensate se dopo ave lavorato un anno a curare e creare il capanno scoprite di essere in una zona frequentata da motocross….??? Un dramma, per cui calma, rechiamoci spesse volte sul luogo,guardiamoci attorno. Importante verificare la posizione ove si pensa ergere il capanno : le piante come sono disposte e soprattutto il sole nell’arco della giornata darà fastidio??
Se il luogo prescelto è in collina o in montagna, ricordiamoci che i posti migliori sono sempre le gole fra i monti dove avviene il passo dei migratori, avendo cura di non posizionare il capanno in punti esposti alle correnti perché in tal caso gli uccelli che “curerebbero” sarebbero pochi ,in montagna bisogna tener conto delle pasture cioè zone con presenza di ginepro ,sorbo ,ornello,i cui frutti sono molto graditi da sasselli cesene, merli e bottacci (nonché frosoni ), mentre in collina le posizioni ottime sono in prossimità di vigneti o frutteti.
Comunque se le piante non dovessero trovarsi sul luogo, si possono sempre piantare e curare come spieghero’ poi .
Altra cosa importante non mettere mai il capanno nel bosco ma possibilmente appena fuori o a ridosso di pascoli ,questo è fondamentale per un capanno in collina o montagna, come pure fondamentale è non posizionarlo in luogo “sordo” cioè dove il canto degli uccelli rimanga soffocato dai fianchi delle montagne o dalla vegetazione e non si possa udire a distanza ,si scelga quindi per quanto possibile un luogo aperto che permetta di ottenere l’effetto desiderato.
Per un capanno in pianura i problemi sono minori, è sempre preferibile scegliere luoghi con piante d’alto fusto che gia da sole sono incentivi alla sosta dei migratori, in pianura sono ottime le posizioni vicino a brughiere, boschi o greti dei fiumi, come pure in prossimità di marcite o di zone con abbondante acqua.
Logicamente nelle zone aperte abbonderanno uccelli che diversamente scarseggeranno in zone boscose…
Importante anche in pianura porsi per quanto possibile distante da zone abitate, strade ferrovie….zone industriali.
Meglio evitare le rive anche se si curano le piante di buttata,si puliscono etc.etc. gli uccelli schivi come tordi e merli, non vengono volentieri al pulito soprattutto se nelle immediate vicinanze hanno piante folte, per cui anche in pianura sempre meglio staccarsi, magari allevando qualche gelso e piantando le piante necessarie al futuro miglioramento dell’appostamento.
- Costruzione del capanno
- L’argomento è di quelli che richiederebbero un enciclopedia tanti sono i modi le situazioni ed i motivi per costruire un capanno in modo diverso dall’altro.
In muratura, va da se che il capanno migliore è quello in muratura, preserva il cacciatore dagli sbalzi climatici, necessita di minor manutenzione, è molto piu resistente agli agenti atmosferici e, puo’ anche essere dotato di confort (stufa,siede,…) quindi chiuso,certo la realizzazione impiega tempo ma i pregi nell’utilizzo si ripagano di gran lunga
Evitare per quanto possibile di costruirlo totalmente fuori terra, in questo modo sporgerebbe troppo e sarebbe troppo visibile, l’ideale sarebbe interrarlo in modo da avere le feritoie a 80/90 cm. Da terra.
Le feritoie ti tipo richiudibile dovranno essere poste a nord , sono inutili e controproducenti quelle poste a est ed a sud, poiché il sole verrebbe a battere in viso rendendo visibile il cacciatore all’interno oltre che impossibile il tiro, è inutile tenere aperte feritoie in gran numero se a sparare si è in una persona , come è altrettanto inutile tenere aperte le feritoie basse a giorno fatto.
Attenzione va posta alla realizzazione del tetto, anch’esso in cemento, isolato con del catrame ,onduline ,con le opportune cadenze che permettano all’acqua di defluire con facilità .
la porta deve aprirsi verso l’esterno nel caso sia necessario uscire con prontezza per tirare a “volo” o per veder cadere una preda ferita .
Costruito il capanno,si deve poi provvedere a mascherarlo, piantando attorno della vegetazione,meglio se rampicante , la migliore per questo scopo è il caprifoglio o piante simili,importante siano piante rustiche con fogliame fitto sempre verdi, piante che crescano con rapidità.
Logicamente ottimi capanni possono essere costruiti anche in legno (soprattutto quando non si caccia su terreno di proprietà o non si è autorizzati ad impiantare una struttura in muratura) in questo caso si deve porre ancora piu’ attenzione all’impermeabilizzazione della struttura ,abbondando con la catramina.
All’interno del capanno in base allo spazio a disposizione si deve realizzare una fuciliera per l’appoggio delle armi,e mensole in quantità per riporvi cartucce, colazione e quanto serve alla caccia ed un paio di sedie (meglio se regolabili in allessa e dotate di schienale) .
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- LE PIANTE
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- Chi vuol realizzare un capanno deve avere cura di scegliere un luogo che ,oltre alle caratterische descritte in precedenza ,disponga di piante atte allo scopo.
Vi devono essere due o per lo meno una pianta di alto fusto, di altezza tale da garantire la riuscita del tiro in base all’arma che si utilizza .
Tra le piante di alto fusto sono da scartare i platani che hanno foglie troppo ampie ,come pure gli ontani che sono molto delicati e soffrono molto le numerose fucilate, ed in genere tutte le latifoglie nelle quali nelle quali gli uccelli si nascondono facilmente, nonostante l’annuale sfrondatura..
Le migliori sonno il pioppo e la quercia, che come dissi devono essere comunque potate ogni anno,togliendo i rami che impediscano la netta visibilità, e eliminando tutte le zone scure dove gli uccelli se si posassero, non verrebbero visti.
L’operazione di sfoltitura è molto delicata e va fatta sempre in due persone, una delle quali dall’interno del capanno scrutando dalle feritoie comunica quali rami sfoltire e cosa tagliare, si raccomanda la massima cura in questa operazione, perché è si vero che gli uccelli in pianta devono essere visti, ma è altrettanto vero che una errata potatura che rende quasi “nuda” la pianta, potrebbe non invogliare alla sosta alcuni soggetti, per cui potare si ma senza alterare troppo la pianta.
Altre piante di contorno ottime sono i gelsi,i salici e le rubinie..,attenzione alla dislocazione, l’appostamento ideale ha le piante tutte sul davanti in modo da poter vedere tutta la tesa con un solo sguardo.
Tenere piante un poco ovunque soprattutto ai lati è un errore, poiché il capannista si rimbambisce per tenere a bada tutte le feritoie, senza contare che dalle feritoie laterali soprattutto da est entra luce che spesso rende visibile il cacciatore all’interno del capanno .
Sulla cima della pianta piu’ alta e, in caso di necessità anche su alcune altre(qualora queste ultime fossero eccessivamente basse..)..va fissato un bel ramo sfrondato (detto sec) tale ramo serve ottimamente per storni ,cesene, sasselli,fringuelli,(prispoloni pispole) normalmente si scelga una pianella di noce, platano o frassino, alta tre ,quattro metri,(anche meno, poi eventualmente allungata con un palo…) evitate di mettere rami di pioppo o simili, essendo questi ultimi molto teneri, vi costringerebbe a cambiarlo ogni anno.
Abbiate cura di prenderlo bello diritto e dai rami non eccessivamente rivolti all’insu’ ma divergenti all’asse principale,non troppo protendente verso l’esterno..in modo tale da consentire ad un folto gruppo di soggetti, di posarsi vicino l’un l’altro in modo da poterne cogliere piu’ d’uno ad ogni colpo.
Nella parte anteriore proprio fra le piante di buttata..sarebbe ottimo poter piantare qualche vite,se ne scelga di diverse varietà in modo che giungano a maturazione separatamente in maturazione ,opportunamente “tirate” possono egregiamente sostituire le “filarole” basse (rami secchi posati di traverso a circa un metro dal suolo. tra una pianta e l’altra .
Rammentiamo sempre che gli uccelli si avvicinano al capanno alla ricerca di pastura per cui piu’ piante da frutto avremo la possibilità di dislocare nelle vicinanze,
piu’possibilità avremo di attirare i soggetti…piante come il sambuco o la Romilia (celtis australis),il ginepro,il corniolo,l’uva turca. sono fondamentali, come pure molto importante risulta poter fresare il terreno tra piante e capanno(per i tordi..) e magari coltivare parte di terreno con un mix di girasoli..miglio panico, canapa delle quali sono ghiotti tutti i passeracei.
A fine stagione poi, si rammenti di effettuare una prima potatura dei rami che si è verificato disturbare la visibilità ,in inverno prima della fioritura in modo da poter operare con piu’ precisione ,senza essere infastiditi dalla presenza di parassiti, di rami,di resine…..si potrà poi in seguito ad agosto provvedere alla sfoltitura dei rami nuovi in eccesso con molta piu’ facilità,mi raccomando nel dubbio non tagliate mai…per far una pessima sfoltitura ci si impiega un istante..per porvi rimedio spesso servono anni.