San Gabriele Possenti (1838 – 1862)
Protettore della regione Abruzzo e degli Oplofili
Certamente più noto come San Gabriele dell’Addolorata fu beatificato il 31 maggio 1908. Papa Benedetto XV lo canonizzò nel 1920 e, nel 1959, papa Giovanni XXIII lo nominò patrono dell’Abruzzo ove è festeggiato il 27 febbraio.
Il santuario di San Gabriele, nella stupenda cornice del Gran Sasso teramano, è tra i più conosciuti in Italia e in Europa. Una recente classifica lo colloca tra i primi quindici santuari più frequentati del mondo. Due milioni di pellegrini vi arrivano ogni anno per pregare sulla tomba del Santo.
La fama del “Santo dei miracoli” si basa su una ininterrotta serie di fatti soprannaturali, testimoniati da migliaia di ex voto donati al santuario.
San Gabriele, il “Santo del sorriso”, il “Santo del Sì”, il “Santo del quotidiano” insegna a tutti la via breve e facile della santità. Nell’agiografia di casa nostra, non si fa, però, quasi mai menzione di un fatto che caratterizza, in maniera molto importante per gli oplofili, la breve esistenza terrena di San Gabriele Possenti.
Francesco Possenti nacque ad Assisi il 1° marzo 1838 in una famiglia aristocratica; figlio di Sante, che ricopriva la carica di governatore dello Stato Pontificio, e di Agnese Frisciotti, veniva descritto come di bell’aspetto, brillante in società e molto colto. Sua grande passione era la caccia. In seguito a una visione, in cui la Madonna lo invitava a farsi religioso, il 21 settembre 1856 entrò come novizio nel convento dei Passionisti di Morrovalle (MC) e ricevette il nome di Gabriele dell’Addolorata. Dopo aver compiuto gli studi filosofici a Pieve Torina (MC), nel 1859 giunse a Isola del Gran Sasso (in provincia di Teramo) per completare in quel ritiro la sua preparazione teologica prima di ricevere gli ordini sacerdotali.
Nel 1860 un gruppo di Garibaldini sbandati entrò nel piccolo paese abruzzese, terrorizzando la popolazione con evidenti intenzioni malandrine. (Nel novembre di quell’anno era avvenuto lo storico incontro di Teano, più a sud di circa duecento chilometri, che aveva sancito di fatto lo scioglimento dei Mille).
Gabriele, con il permesso del rettore del seminario, andò verso il centro del paese per affrontare i razziatori. Si avvicinò disarmato ai banditi, uno dei quali aveva catturato una giovane che intendeva rapire e, con mossa rapida, afferrò prima la pistola (si parla addirittura di revolver, ma è più plausibile una monocolpo a percussione) che quel malfattore teneva alla cinta, poi si impossessò di quella di un altro bandito che gli si era nel frattempo avvicinato.
Il seminarista armato provocò la reazione spavalda e minacciosa degli altri banditi, che lo affrontarono con irrisione, ovviamente dubitando delle mosse successive del giovane.
Con calma Gabriele indicò ai furfanti una lucertola che stava correndo dall’altra parte della strada e, profittando di una sosta del piccolo animale, la colpì di netto con una delle due pistole che aveva in mano. Questa inaspettata abilità nell’uso della pistola nonché la determinazione e la sicurezza del giovane indussero i banditi a più miti consigli e, a un suo preciso ordine e senza farselo ripetere due volte, lasciarono precipitosamente il paese.
Senza spargimento di sangue se si eccettua quello della malcapitata ma provvidenziale lucertola, era stata risolta brillantemente una situazione grave e pericolosa. La popolazione accompagnò in trionfo il giovane verso il seminario, proclamandolo “Salvatore di Isola”.
Ammalatosi di tubercolosi, si spense il 27 febbraio 1862. Fu sepolto nella fossa comune dei religiosi, all’interno della chiesa del Convento. La fama della sua santità si era intanto sparsa nei paesi circostanti e la sua tomba divenne presto meta di pellegrini e di devoti che vi ricevevano miracoli e guarigioni prodigiose.
Quasi tutte le categorie professionali, o quelle dedite ad attività sportive, hanno un santo protettore. Per quanto riguarda il settore armiero, non possiamo non ricordare sant’Uberto, protettore dei cacciatori, e santa Barbara, protettrice degli artificieri e degli artiglieri; manca però un santo cui siano devoti in via esclusiva i tiratori.
Il santo, in verità, ci sarebbe ma il Vaticano non ha mai inteso accordare a San Gabriele tale particolare mansione. I santi rappresentano la quintessenza del buonismo e non è assolutamente ammissibile che possano adoperare armi con la stessa familiarità con cui snocciolano la corona del rosario.
Negli Stati Uniti, da anni, diverse associazioni di tiratori riconoscono, viceversa, in San Gabriele Possenti il loro indiscusso protettore.
Oltre alla National Rifle Association esiste la St. Gabriel Possenti Society, Inc. di Arlington in Virginia e recentemente, a Medellin, si è costituta la “Società internazionale di San Gabriele Possenti”, in onore dell’omonimo prete pistolero italiano.
“ Nemo propheta in Patria est!”
Enrico Gerosa












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