Giacomo Puccini giunse a Torre del Lago nel 1891. Dopo aver vissuto per alcuni anni in case d’affitto, fece costruire l’attuale villa nel 1899. A Torre del Lago II Maestro compose gran parte delle sue opere: Manon Lescaut (1893), La Bohéme (1896), Madama Butterfly (1904), La fanciulla del West (1910), La rondine (1917) e il Trittico (1918). Divenuta Museo dopo la morte del Maestro, la casa conserva intatto l’aspetto originale. Nella Cappella
sono custodite le spoglie mortali di Giacomo Puccini. Nel Museo, gestito oggi dall’Associazione Amici delle Case di Giacomo Puccini presieduta da Simonetta Puccini, nipote del Maestro, è possibile visitare lo studio con il pianoforte e i ritratti del compositore in varie epoche della sua vita e la maschera funebre proveniente da Bruxelles dove il musicista si spense, la stanza della caccia con i suoi fucili ed i trofei venatori, la veranda con i quadri degli amici pittori macchiaioli, compagni di vita e di caccia durante i soggiorni a Torre del Lago. Nel Museo è possibile ritrovare l’atmosfera in cui viveva Giacomo Puccini, nelle stanze rimaste pressochè intatte ed assaporare in pieno questo luogo così unico, dove il Maestro trovava l’ispirazione per le sue melodie immortali.
La passione per la caccia fece scoprire a Puccini la particolare cucina della cacciagione, gustosa e di sapore molto forte. Molte volte, dopo le battute di caccia, si ritrovava con gli amici per arrostire fagiani e friggere pernici. In quelle serate narrava storielle sporche e, da come dicono le cronache “faceva a gara di peti”. L’immagine che ne traiamo è certo lontana dalla serietà che solitamente si accompagna al melodramma e alla musica classica,e dimostra come l’uomo ha saputo divertirsi e godere la vita senza che il musicista trascurasse la sua splendida attività di compositore. Concludiamo riportando un altro passaggio del libro di Severgnini che rivela l’amore del Maestro per la vita semplice e rustica:
“… così quando un giorno del 1884, il Maestro ha la ventura di passare da Massacioccoli, “sente” subito che questo “caro e benedetto” lembo di Toscana
fra Lucca e Pisa, è la sua patria d’elezione…”
Nel 1891, Puccini torna all’”eden”, dove aveva già lasciato il cuore e vi si stabilisce definitivamente”. Uno spaccato preciso della filosofia di vita di Puccini,
che dimostra perfettamente l’amore per la vita che lo ha sempre accompagnato.
Puccini amava risiedere a Torre del Lago, dove gli era consentito andare a caccia e godere della pace che gli era necessaria per il suo lavoro
Il Maestro componeva soprattutto durante la notte. Quando poteva, andava a caccia e questa attività gli era molto facile data la posizione della casa. Davanti alla cancellata teneva le barche, e il lago e il padule erano il dominio incontrastato di Puccini e dei suoi amici cacciatori.
I Puccini facevano la vita semplice di una famiglia borghese: la casa era frequentata da persone di tutte le condizioni sociali. I pescatori e i cacciatori di Torre del Lago erano compagni abituali del Maestro.Furono suoi amici anche alcuni pittori che abitavano a Torre del Lago, come Ferruccio Pagni e Plinio Nomellini e altri che frequentavano l’amena località lacustre, come Leonetto Cappiello e i fratelli Tommasi. Inoltre il marchese Ginori, i conti della Gherardesca, il duca Salviati, la famiglia Orlando e l poeta Giovanni Pascoli furono amici del Maestro.
by Andrea Bandini












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