Ernest Hemingway

Ernest Hemingway (1898 – 1961)
Scrittore e giornalista

“Ora, è piacevole cacciare qualcosa di cui si ha molto desiderio, per un lungo periodo di tempo, e sentirsi giocati e messi nel sacco e alla fine di ogni giorno aver fallito lo scopo, continuando sempre a cacciare con la sensazione che presto o tardi la fortuna cambierà e che si presenterà l’occasione tanto attesa…..

….La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale, come la maniera di dipingere è di dipingere sino a che tu esista ed esistano tela e colori, e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo.” Hemingway – Verdi Colline D’Africa – 1935

A trasmettergli la passione per la caccia, la pesca e la vita all’aria aperta fu padre, medico ostetrico accanito collezionista di monete e francobolli, raccoglitore di cimeli indiani ed impagliatore di animali.

Premio Pulitzer per il giornalismo nel 1953 e Premio Nobel per la letteratura nel 1954 Ernest Hemingway aveva posto al centro del suo mondo interiore l’esigenza di una norma individuale, di un personale codice dell’azione come unico valore riconosciuto.

Il suo modo di scrivere dava esempio ed incremento a tutta la narrativa contemporanea di “reportage”.

La sua vita avventurosa inizia nel 1918, quando, riformato per un difetto alla vista si arruola come autista della Croce Rossa e, sul Fronte Italiano, durante la Prima Guerra Mondiale, è ferito a Fossalta di Piave. Dopo numerose operazioni ad una gamba, lascia la Croce Rossa e si arruola nell’Esercito Italiano per tornare a combattere come semplice fante fino all’Armistizio guadagnandosi la medaglia d’argento al valore militare.

La Seconda guerra mondiale lo vede prima in Estremo Oriente come corrispondente del conflitto cino-giapponese, poi al comando del suo panfilo trasformato in battello antisommergibile ed in fine in Europa al seguito dell’Esercito Americano. Come corrispondente di guerra aveva già partecipato al conflitto greco-turco ed alla Guerra civile spagnola nel 1936.

Nel 1929 si era stabilito a Key West in Florida dove vi passerà gli anni, fino al 1939, scrivendo, pescando (lì e lungo le coste di Cuba) e cacciando (negli stati del Nord e durante i safari africani) e nel 1939 si trasferisce a Cuba, in quella Finca Vigia che sarà la sua dimora abituale sino alla vigilia della sua morte.

Nel 1949 farà il suo ultimo viaggio in Europa, al seguito dei Toreri Ordonez e Dominguin impegnati in un “mano a mano” nelle Arene spagnole.

I Premi ed i successi non bastano però a risolvere i gravi problemi esistenziali del romanziere. Alla fine del 1960 è ricoverato in una clinica del Minnesota. I suoi disturbi nervosi sono sempre più evidenti ed i Medici non esitano a ricorrere all’elettroshock. Nel gennaio dell’anno seguente torna nell’Idaho, dove si è stabilito da quando si sono guastati i suoi rapporti con la nuova Cuba di Fidel Castro.

Il 2 Luglio del 1961, prende uno dei suoi fucili da caccia, lo carica, si avvicina le canne alla bocca e fa scattare contemporaneamente i due grilletti. Un fucile simile a quello che Nick Adams, alter ego di Hemingway e protagonista di tanti suoi racconti, aveva usato fin da ragazzo andando a caccia nel folto dei boschi del lago Michigan

Nel 1964 Mary Emingway scriveva: “Avevamo 18 o 20 fucili nel safari che facemmo in Africa nel 1953, compresi alcuni fucili a pallini ed altre armi, dai piccoli calibro 22 fino ai grandi calibro 375 per elefanti…..Il nostro calibro 22 preferito era un leggero fucile a pompa. Ernest era solito usare quest’arma o gli altri calibro 22 per i piccoli animali e per le faraone che sono animali molto intelligenti, hanno imparato quali sono i raggi d’azione dei fucili a pallini e se ne tengono distanti…”

Alcuni tra i cocktail preferiti da Hemingway
Green Isaac’s Special (gin, succo di cedro, latte di cocco verde, ghiaccio tritato e quel tanto di amaro angostura che gli da quel colore tra il rosa e la ruggine)
Gin Tonic (gin, acqua tonica)
Cuba Libre (gin, succo di limone, sciroppo di zucchero, coca cola ghiacciata)
Havana Cocktail (rum cubano giallo, succo di ananasso, maraschino, granatina, ghiaccio a cubetti)

Enrico Gerosa