Le mie Starne
by Coni Ennio

La starna,un tempo selvaggina principe del cacciatore con il cane da ferma, è
oggi completamente assente per ragioni molteplici, fra le quali vanno ricordate l'eccessiva pressione venatoria e le profonde trasformazioni subite dal nostro ambiente,soprattutto a causa dello spopolamento umano delle aree di collina e di mezza montagna.
La specie abituata a nutrirsi di cereali coltivati,sembra incapace di riadattarsi ad una alimentazione basata sui prodotti della natura allo stato selvatico. 
Da noi, in italia,il suo abitat era nelle zone collinari e di mezza montagna
Tra gli ambienti prediletti della Starna sono sempre stati le colline del Chianti, l'appennino tosco-umbro-marchigiano, località di mia preferenza per cacciarle.Queste andavano in pastura nelle prime ore del mattino e verso sera; durante il giorno riposavano al fresco e si recavano a bere o sostavano a spollinarsi lungo i sentieri del bosco o nelle carbonaie.
Al tramonto i vari individui di un branco, se erano stati dispersi per qualche ragione, si richiamavano emettendo il classico << ce-crè>>.Queste,per mia esperienza, per radunarsi al loro richiamo,andavano maggiormente di pedina e non si lasciavano mai fermare dal cane.
La Starna è una perfetta pedinatrice pur restando inferiore al fagiano. Le sue fughe di pedina erano infatti più brevi anche se altrettanto più veloci.
Un branco di starne in allarme, che cerca di sottrarsi al cane pedinando,difficilmente si lascia fermare e frulla prematuramente.
La prossima volta Vi racconterò la mia prima giornata di caccia a questo splendido animale.Era il 1950.
Nella speranza di non averVi annoiato 
saluti a tutti da 
Ennio

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