Il Germano Reale
(Anas Platyrhynca) (Capverd )
by Coni Ennio


 
Questo palmide, dell'ordine degli anseriformi e della famiglia degli anatidi viene comunemente chiamato anche anatra selvatica, capoverde e colloverde.

Il maschio presenta il capo e la parte alta del collo di colore verde, con suggestivi riflessi metallici; tale tinta è delimitata da un collare bianco talvolta incompleto nella parte posteriore, la parte bassa del collo e del petto sono bruno-porporini; il dorso e il ventre grigi; lo specchio dell'ala, che è pure grigia è violetto con riflessi blu-verdastri ed è marginato superiormente e inferiormente da una striscia nera e da una bianca.

Il sottocoda è nero-bluasto e le timoniere mediane sono nero-violacee, ripiegate in un ricciolo. Le gambe e i piedi sono rosso-aranciati, il becco è giallo-verde, con la punta e la parte superiore tendenti al nero. La femmina ha invece un colorito generale bruno-fulvo con numerose macchie scure e il becco olivastro. Inoltre la coda, grigio-bruna, non presenta il caratteristico ricciolo. L'adulto è lungo 50 cm; l'ala misura 27 cm; la coda 9 cm; il becco 5,6 cm e il tarso 4,5 cm.

Il maschio pesa in media 1.100 grammi, la femmina un po' meno. Il maschio e la femmina, inoltre, possono essere distinti in base al grido: nel maschio è un <druiss-druiss> di tono basso e gutturale; nella femmina invece il suono è un acuto <uà-uà-uà-uà-uà> molto sonoro. Il germano reale nidifica nelle regioni settentrionali dell'Europa, dell'Asia e dell'America, senza spingersi, però, fino alle zone artiche. Durante l'inverno si porta nelle aree più meridionali di questi continenti raggiungendo le regioni nord del Tropico. In Italia egli vive stazionario e nidifica nelle località paludose. La maggior parte dei germani compare tuttavia nei periodi del passo (settembre-novembre e febbraio-marzo) e durante l'inverno, quando il freddo intenso spinge da noi contingenti di queste anatre dalle regioni poste a nord d'Italia: Il germano reale viene anche allevato in talune riserve a scopo di caccia. I germani reali nidificano soprattutto fra le alte erbe delle paludi, ma talvolta, sia pure raramente utilizzano nidi abbandonati da altri uccelli come gazze e corvi. Depone 7-16 uova di colore giallo-grigio-verde e talvolta anche bluastre: le dimensioni sono di 57,8 x 41,2 mm. L'incubazione dura 26 giorni e le covate possono essere anche due per stagione. Il cibo preferito è costituito da piante acquatiche, ghiande, semi, frutti selvatici, molluschi, vermi, insetti, pesciolini, ecc. In alcune zone il germano si nutre anche di lombrichi che costringe ad uscire dal suolo premendo con le zampe il terreno e dimenando il corpo. Con la scomparsa nel territorio italiano di gran parte delle paludi, la caccia ai germani, come alle altre anatre, ha perduto molta dell'importanza che aveva in passato, ma rimane pur sempre uno dei tipi di caccia più interessanti. Vi sono ancora zone, come le valli venete ed emiliane, dove i cacciatori vi si dedicano e, specialmente là dove i fondi sono costituiti in riserva e la caccia viene esercitata con sistemi razionali, si possono ancora fare carnieri molto vistosi e come così in qualche altra regione d'Italia.

Molti sono i modi di cacciare le anatre: Un'antica caccia italiana, ormai completamente dimenticata era quella con il falco. I metodi oggi in uso sono: la caccia generica, vagante o all'aspetto; la caccia d'appostamento, al capanno o in botte; la caccia con il fucile o come

in passati tempi, con la spingarda, da un barchino. In tutti questi tipi di caccia si deve tenere presente che i germani dedicano la ricerca del cibo prevalentemente le primissime ore del mattino e le ore dopo il tramonto. Durante la notte rimangono quieti sulle acque e durante il giorno si trasferiscono lontano dalle rive. La caccia vagante si può esercitare con il cane da ferma, specialmente con lo spinone, che è adatto alle zone acquitrinose, camminando sugli argini o sui bordi della palude e mandando il cane nei canneti e tra le alte erbe. Talvolta i germani si lasciano fermare: spesso però si alzano quando il cane e il cacciatore si avvicinano. In ogni modo l'utilità di un buon cane in palude è indiscussa, perché serve per far alzare a volo gli uccelli e, se sono stati colpiti, per riportarli. La caccia all'aspetto si pratica senza cane o con un cane molto tranquillo che stia nascosto e fermo insieme al cacciatore e che si muove solo per il riporto.

Si preferiscono le ore in cui i germani si spostano, al tramonto e all'alba, verso i posti di pastura o ritornano dai medesimi verso il mare o verso i grandi specchi d'acqua dove trascorrono la giornata. Questa caccia è resa particolarmente suggestiva dall'ora nella quale viene esercitata, cioè mentre albeggia o mentre scende l'oscurità, dai luoghi solitari e silenziosi nei quali si svolge, dalla difficoltà del tiro per la scarsa luminosità e la velocità di volo dei germani.

La caccia d'appostamento fisso è la forma classica, più importante e redditizia ed è praticata specialmente nelle valli della laguna veneta, all'estuario del Po e nelle valli di Comacchio, ma è abbastanza comune in altre parti d'Italia, per esempio la costa del lazio e nella Puglia e in Calabria. Ogni specchio o corso dei fiumi può essere utile per un appostamento; paludi, laghi, stagni, laghetti artificiali, corsi dei fiumi e di grandi canali , spiagge marine. E' però sempre necessario che si tratti di luoghi tranquilli, distanti dal traffico stradale e non troppo vicino alle abitazioni. E' molto importante la scelta del luogo nel quale costruire l'appostamento: si dovrà cercare un punto già frequentato spontaneamente dai germani a dalle altre anatre selvatiche.

L'appostamento può essere costituito da un capanno in muratura, di legno, di frasche, di canne, ecc. costruito al margine dello specchio d'acqua, ben mascherato dalla vegetazione spontanea del luogo, oppure da botti ancorate su isolette o vicino alla riva, esse pure mascherate dalla vegetazione palustre. Negli specchi d'acqua antistanti l'appostamento si dispongono i richiami, costituiti da stampi, cioè da sagome d'anatre costruite con sughero , legno o plastica e da anatre vive, ottenute generalmente mediante incroci di anatre domestiche con germani reali.

Gli stampi debbono galleggiare sull'acqua ed essere ancorati al fondo in modo da potersi leggermente spostare con la brezza, senza rovesciarsi. I richiami vivi devono essere in prevalenza femmine, in genere tre femmine e un maschio, e devono essere impastoiati con una funicella lunga in modo che possano muoversi e nuotare. In calce ti scriverò come io, non potendo in città, avere anatre vive, ho risolto il problema in altro modo. Le femmine devono essere tenute lontane dal maschio che può rimanere nascosto tra le erbe, così da indurle a chiamarlo a voce alta: in tal modo può venire intesa a grandi distanze dalle anatre selvatiche. Vi sono cacciatori che abituano alcune anatre ad alzarsi in volo quando appare nel cielo un branco di uccelli acquatici e ritornare, dopo alcuni giri, nell'appostamento, inducendo gli uccelli selvatici a seguirle. Le anatre selvatiche, che attirate dagli allettamenti di vario tipo si posano sull'acqua, in prossimità del capanno o della botte, il cacciatore può sparare il primo colpo a fermo e gli altri alla levata. Spesso però gli uccelli si avvicinano all'appostamento senza posarsi; è necessario allora sparare rapidamente a volo, cercando di tirare più o meno avanti secondo la velocità del volo stesso. Il momento migliore per questa caccia è l'alba: ma specialmente nelle giornate di burrasca, vi sono uccelli che si muovono anche nelle altre ore e si può continuare la caccia fin verso le dieci del mattino e anche più tardi. Nelle riserve di caccia nelle valli , fuori da queste,

per chi non può permettersi tale caccia, si ottengono più vantaggi, dato che in queste si esercita la caccia in una sola giornata della settimana, e si ottengono così i vantaggi di costringerle, nel giorno destinato alla caccia , a vagare continuamente da uno specchio all'altro, dal dentro e fuori e quindi a divenire più facile preda. Per le cacce lungo i corsi dei fiumi e nei laghi la legge vigente proibisce di avvalersi d'imbarcazioni a motore.

Ennio da Roma

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