l'Alzavola
(anas crecca)
by Coni Ennio


 

Uccello appartenente all'ordine degli anseriformi e alla famiglia degli anatidi.

La testa e il collo sono di color rosso-castano tranne due fasce, una per parte, di un bel verde, marginate di bianco o fulviccio, che si partono dalla parte anteriore dell'occhio alla nuca, dove si allungano un poco in basso diventando azzurre. Le piume del vertice e della nuca sono più lunghe di quelle vicine. La parte bassa del collo, l'alto dorso, alcune piume scapolari, i fianchi e la zona anale sono striati trasversalmente con fascette bianche e nere; il basso dorso è cenerino scuro macchiato di chiaro; il groppone è grigio e le copritrici superiori della coda sono grigie alla base e nere alla punta, con uno stretto margine biancastro terminale. Le remiganti primarie sono grigie con il vessillo esterno e la punta più scuri; le secondarie sono come le primarie, ma le più esterne hanno il margine esteriore nero, le altre sono verdi con una macchia chiara alla punta. Le rimanenti e le scapolari sono appuntite e allungate e di color grigio. Le copritrici superiori delle ali sono grigie, lo specchio alare, macchia nel centro dell'ala a riflessi metallici, è verde in basso e nero-azzurro superiormente. Le timoniere sono grigio-brunastre con stretto margine esterno biancastro. Il mento e la gola sono nerastri, mentre il basso collo, il collo, il gozzo e l'alto petto sono biancastri o fulvicci con numerose macchie tondeggianti nere. Nelle restanti parti inferiori, che sono bianche le macchie a poco a poco si attenuano tanto che nella regione anale si trasformano in sottili e numerose strisce trasversali. Il sottocoda è nero al centro e giallastro ai lati. La femmina, più piccola del maschio, è superiormente bruno-nerastra con i margini delle piume bruno-rossicci. Le piume del dorso e le scapolari hanno delle fasce strette trasversali di color bruno-fulviccio. I lati del capo e della parte superiore del collo sono biancastri con macchiette bruno-nere, la gola, il basso petto e l'alto ventre sono bianchi; le restanti parti inferiori, fianchi compresi sono più o meno bruno chiaro, macchiati di nerastro. Lo specchio alare è verde, formato dai margini esterni delle remiganti secondarie:è meno esteso di quello del maschio. L'iride è bruna, il becco nerastro, le zampe grigio-brunaste. La lunghezza totale del maschio è di circa 38 cm, un po' minore nella femmina; l'ala è lunga 17,5-19 cm nel maschio e 17-18 nella femmina; il becco è lungo 3,6-3,7cm nel maschio e 3,1-3,5 nella femmina; il tarso sia del maschio che della femmina è lungo 2,7-2,9 centimetri.

Da noi è di doppio passo (ottobre e marzo), tuttavia si trova anche sedentaria in estate, soprattutto nell'Italia settentrionale: L'alzavola, infatti, vive nella fascia centrale e settentrionale dell'Europa e dell'Asia e sverna nelle regioni più temperate fino all'Africa centrale, all'India e alla Cina.

Questa specie si trova su paludi, laghi e fiumi, ma non è difficile trovarla anche sul mare.

Ha un volo molto veloce, ma è mite e cede facilmente ai richiami. Fa il nido nel folto dei boschi e dei canneti e depone 8-15 uova gialline con sfumature verdastre. Esse misurano 4,4 per 3,3 centimetri. Effettua una o due cove in maggio che durano circa 22 giorni.

L'alzavola si nutre di vegetali, insetti e molluschi. L'alzavola, dal lato sportivo, è una delle anatre più interessanti per il cacciatore. La rapidità del suo volo, infatti, richiede grande prontezza di tiro e la rende assai meno facile da colpire, per esempio, della marzaiola, cui essa assomiglia. La caccia all'alzavola si pratica nelle forme usate in genere: con appostamenti fissi lungo i fiumi e con tese, in barca, esplorando le lanche, pianure acquitrinose sparse fra la macchia, e navigando lungo le sponde; in botte nelle lagune e nelle valli; nelle marcite e negli altri terreni acquitrinosi.

Infine l'alzavola si caccia di sera aspettandola quando dal mare o dai laghi rientra sulla terra ferma per recarsi nei luoghi di pastura.


" A tale ultimo aspetto di caccia, ricordo che finito il mio turno di lavoro, quasi ogni sera mi recavo, percorrendo circa 60 km all'andata e al ritorno in quel di Furbara ( alto Lazio) in riva al mare e all'aspetto del rientro, alla terra ferma, dal mare, e una sera riuscii a incarnierarne con l'automatico ( allora ancora i cinque colpi) ben undici, con tre rientri."
Ennio da Roma

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