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- Era stato un vecchio
cacciatore, mio caro amico,a portarmi in quel luogo per farmi vivere la caccia alla beccaccia, per
farmi conoscere il bosco, gli alberi, i muschi, le foglie morte, i funghi, il canto del pettirosso e quello della ghiandaia, lo
scricchiolio degli stivali sul terreno ghiacciato e il volto immutabile della terra, delle pietre e del cielo attraverso il volto
degli alberi e io per la prima volta, che avevo avuto il cane e un fucile
e la libertà di andarmene solo nel bosco.
Tanti anni sono trascorsi da allora eppure poteva essere stato appena ieri, anzi oggi stesso, nell'eterno presente del bosco,
dove in realtà non accade mai nulla al di fuori del ciclo della vita e della morte; un giorno piovoso seguito ad un giorno sereno,
un'estate alla primavera.
Il luogo e quella imprendibile beccaccia erano, e me ne rendevo conto,
il mio rifugio fino alla sua cattura.
Non sò se l'avrei presa o almeno rivista o alla peggio udita frullare
tra i quercioli rossi, strappando le foglie al suo silenzioso volo.
Poi, qualche metro prima del solito, il cane accennò di aver sentito l'emanazione, fece qualche passo come ubriaco.
Un brivido mi corse sotto la pelle, stringendomi lo stomaco e sentii accellerare i battiti del cuore .
Ancora una ferma. Posai gli occhi sul cane ancora immobile.
La beccaccia doveva trovarsi qualche metro più avanti, in un folto di spine, schiacciata contro la terra, con il lungo
becco appena sfiorante i muschi e gli occhi, i grandi occhi atterriti rivolti verso il cane e oltre il cane verso di me.
Un colpo, il secondo, qualche piuma sollevata dal vento come le foglie, e il passato e il presente era ora lì.
Il cane tornò con la mia prima e sospirata beccaccia.
Mi chinai a raccoglierla e ad accarezzarla, quando questa nell'ultimo spasimo sbattè forte le ali, spruzzando di minuscole
gocce di sangue il mio viso e il muso del cane, e morì.
Avrei voluto ridarle la vita.
D'altronde, nella vasta sinfonia che è la giornata di caccia, quel particolare è insignificante.
Si riduce alla lieve pressione di un dito.
Ennio
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