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Cacce tradizionali:
"A frabbetta"
Il Beccafico (Sylvia borin) è un piccolo uccello
simile ad una capinera ma senza il cappello. Lungo 14 cm è di colore
grigio, verdastro ed ha una apertura alare di 24,5 cm.
E' un migratore parziale, quelli dell'Europa dell'est migrano verso il
Mediterraneo mentre sono stanziali e presenti tutto l'anno quelli dell'europa
occidentale.
La "frabetta" già ad agosto era diffusa e si poteva trovare per
tutto il mese di settembre.
Questo tipo di caccia si praticava appostandosi sotto grandi "ficare"
(pianta del fico), infatti questo piccolo uccello insettivoro è
anche molto ghiotto di fichi. Veniva cacciato esclusivamente posato con
cartucce caricate con poca polvere, un miscuglio di crusca e borraggio
chimico che garantiva ampie rosate e con poco piombo. Quando i fucili
erano ad avancarica e non c'erano possibilità di acquistare i pallini di
piombo si sparavano persino utilizzando piccole pietroline . Nei mesi
estivi durante la migrazione diventa molto grasso al punto che ogni parte
del corpo se ne ricopre senza lasciare intravedere da nessuna parte il
colore della carne.
Questo tipo di caccia era diffuso e radicato in tutta la provincia
reggina, la piccola preda era una delle più ricercate e
nonostante le piccole dimensioni considerata come una preda importante.
Nessuna soddisfazione sotto l'aspetto venatorio ma sicuramente tante per
quanto riguarda il palato, infatti la frabetta finiva in padella con
patate e peperoni fritti, oppure al sugo con il solo condimento del suo
grasso sopra i soliti squisitissimi maccheroni.
by Domenico
Giordano
(Reggio Calabria) |
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