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Cacce tradizionali:

Caccia al coniglio
selvatico con il furetto
- Il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus)
appartiene all’ordine dei Lagomorfi ed alla famiglia: dei Leporini
ed è il progenitore di tutti i conigli domestici.
- E’ un roditore simile alla lepre, ma di
dimensioni minori, notturno, vive in colonie ed è molto territoriale,
i gruppi sono composti da uno o pochi maschi adulti e diverse femmine,
con rigide gerarchie. E’ un abile scavatore che costruisce profonde
tane, generalmente raggruppate in poco spazio al centro del territorio
(gli individui di basso rango hanno tane periferiche). Erbivoro e
granivoro. Si riproduce per quasi tutto l'anno, con 5-6 nidiate. Dopo
una gestazione di 4 settimane nascono da 3 a 7 piccoli di circa 30 gr.,
con gli occhi chiusi e quasi nudi, all'interno di una camera-nido
tappezzata di vegetali e di pelo materno. Quando raggiungono i 7-10
giorni di vita aprono gli occhi, a 3 settimane vengono svezzati. La
maturitá sessuale è raggiunta dalle femmine a 3 mesi e mezzo, dai
maschi a 4 mesi. La durata massima della vita è di 6-7 anni ma in
cattività raggiungono persino i di 10 anni.
- Questa caccia in Sicilia è la regina della
cacce tradizionali e vede impegnato chiunque pratichi l’attività
venatoria. Una delle caratteristiche particolari è quella
dell’utilizzo da parte di alcuni del furetto (Putorius putorius furo)
un sanguinario mustelide simile alla puzzola il cui nome deriva dal
vocabolo latino fur, ossia ladro, perché abilissimo nel
depredare i conigli domestici originario probabilmente il
Nordafrica ed era già usato, al tempo dei Romani, per catturare i
conigli con le reti.
- Il furetto scova i conigli nelle loro tane
costringendoli ad uscire e portandoli verso il cacciatore. Come tutte
le specie, allevate dall’uomo, ha dimensione e colorazione, che
mutano da un soggetto all’altro. La pelliccia varia dal color ocra
al bruno.
- Gli individui albini sono i migliori per la
caccia, infatti, il colore che va dal giallastro al bianco, le unghie
incolori e gli occhi rossi gli consentono di non essere confusi quando
escono dalla tana insieme al coniglio che stanno inseguendo rischiando
di venire uccisi per errore. Sono animaletti feroci, ma delicati che
soffrono l’umidità ed il freddo. Perciò la mortalità
alta. Il tempo più adatto a questa attività venatoria è
l’opposto di quella favorevole alla caccia con i cani, ossia le
giornate fredde e piovose, quando i conigli restano in tana. Le gelate
notturne sono controproducenti, perché inducono i conigli a cibarsi
di giorno, quando è meno freddo. Nelle giornate serene, si possono
costringere a tornare in tana, sguinzagliando i cani. Dopo aver
otturato le imboccature, che si aprono tra la fitta vegetazione, i
cacciatori introducono il furetto nella tana. Quindi si appostano
vicino alle uscite, che danno allo scoperto , curando di non passare
sopra la tana, ed in modo che i conigli, uscendo non possano vederli.
Per seguire con l’udito le vicende sotterranee, alcuni appendono al
collo del mustelide un piccolo bubbolo, legato con un fragile filo di
lana, ma altri sono contrari a questo ufficio. Appena il furetto
s’inoltra nei cunicoli, si odono rumori sordi, prodotti dalle
sentinelle della colonia, che danno l’allarme, battendo il terreno
con le zampe posteriori. Si sente, poi, un continuo, confuso rotolio,
provocato dai conigli in fuga all’interno delle gallerie. Ed ecco il
primo, che sbuca dalla tana, come un proiettile. Il tiro è
difficilissimo. Bisogna gettare il colpo dove si presume che esso
passerà, affidandosi all’intuito ed alla fortuna. Se il furetto
uccide un coniglio in tana, gli succhia il sangue, divora il cervello,
e si addormenta la calduccio. Perciò gli si applica la museruola, che
può essere di pelle, di metallo, o semplicemente costruita sul posto
con un laccio sottile. Per trasportare
il furetto si usa una cassetta con tracolla. Sebbene si
conoscono vari artifici, non è sempre facile ricuperare il mustelide.
In ogni caso, bisogna trattarlo con garbo, perché non si spaventi e
non morda. Questa caccia viene praticata anche in altri paesi, come la
Francia. In alcune località della Sicilia, l’uso del furetto è
proibito.
-
- by Sebastiano Mosca
(Sicilia)
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