2:42 am - giovedì febbraio 23, 2012

Prispolone

IL PRISPOLONE
(ANTHUS TRIVIALIS)
(Non cacciabile)

Il prispolone (aivina in bresciano) lunga 16 cm peso circa 24 gr è detta anche “tordina” per la sua accentuata somiglianza nella livrea al tordo.

Un tempo era la preda regina dei capannisti “estivi”, quando la caccia apriva ad agosto.

Il suo areale riproduttivo è vastissimo, copre infatti tutto il nord Europa,l’Asia e parte dell’India.

Come struttura è leggermente più grande della pispola,la livrea come detto è nei colori simile al tordo,petto color crema con macchie scure,dorso e parte superiore color olivastro .

Anche nel prispolone riconoscere con certezza il sesso appare un impresa, alcuni allevatori sostengono che il maschio ha dimensioni maggiori della femmina, altri che il maschio ha il sottocoda nero, altri ancora che nel maschio le prime due piume remigranti sono piu’ lunghe che nelle femmine, rimangono comunque solo teorie e come solito il maschio si riconosce con certezza in primavera quando se è tale canta.

In italia è specie di passo,e nidificante nelle zone appenniniche e nelle prealpi.

Le “aivine” iniziano la migrazione in direzione dei luoghi di svernamento i primi giorni d’agosto, la furia del passo comunque avviene dal 20/8 al 10/9 esaurendosi completamente verso fine settembre.

Va sempre sottolineato che i dati riferiti dal sottoscrito sono validi per il nord Italia,e potrebbero logicamente variare anche se relativamente al sud.

Il ripasso primaverile avviene maggiormente nel mese d’aprile.

Usualmente a maggio inizia la costruzione del nido, lo crea in una depressione del terreno, in modo molto simile a quanto detto per la pispola, vi depone cinque sei uova che cova per 15 giorni.

I pulcini abbandonano il nido dopo due settimane e per qualche giorno vengono imbeccati dai genitori.

Durante il periodo di cova il maschio si sofferma nelle immediate vicinanze del nido,normalmente si posa su un paletto,o sui fili e canta in continuazione,il suo verso è molto simile al canto del canarino infatti quando ne era consentita la caccia,si usava affiancare un canarino ai prispoloni appena tolti dalla chiusa in modo che con il suo continuo cantare aiutasse i soggetti ad andare in estro.

Caccia specifica da capanno,ove era fondamentale poter disporre di diversi soggetti chiusati e cinque sei presicci.

Il prispolone necessitava pero’ di una chiusa leggera,e doveva essere riportato alla luce ai primi giorni d’agosto in modo d’averlo in pieno estro per la fine del mese.

Anche questa specie (come la pispola ) è uccello delicatissimo,bisogna porre attenzione ai parassiti ed alle correnti d’aria, era infatti molto facile quando ad agosto dopo la chiusa si esponevano i soggetti imbattersi nei classici sbalzi di temperatura stagionali o in temporali, ed in questi casi bisognava essere lesti a riporre i richiami nella stanza per non avere poi soggetti assolutamente muti.

Anche nell’appastellare i presicci la metodologia è identica a quanto detto per la pispola.

Il passo è favorito dalle giornate di sole, usualmente i branchi si muovono due tre ore dopo l’alba, sono volatili estremamente confidenti tanto da non spaventarsi neppure alla vista del cacciatore, credono molto ai congeneri in gabbia ed a meno che non sia prossimo l’arrivo d’una perturbazione dopo avere effettuato un paio di giri attorno alle piante si posano scegliendo sempre

i secconi anche dopo la fucilata se si posseggono buoni richiami tornano a posarsi diverse volte.

Verso mezzogiorno e nelle ore più calde giungono all’appostamento soggetti singoli,sbrancati fermatisi a pasturare nelle immediate vicinanze, all’improvviso si posano sul seccone poi movendo ritmicamente la coda iniziano a dialogare con i congeneri emettendo un lieve sibilo.

Tancredi Corrado