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Pispola

PISPOLA
(ANTHUS PRATENSIS)
(Non cacciabile)

La pispola è uno degli uccelli che in assoluto ha subito più danni dall’uso indiscriminato di pesticidi .

Simile nelle forme e nel piumaggio al prispolone, si differenzia da quest’ultimo per gli abitat e per il comportamento.

Le piume della schiena,delle ali sono verde olivastro con striature scure,ventre e stomaco bianchi chiazzati a macchie brune sul petto,timoniere esterne bianche interne bruno olivastre.

Visivamente impossibile distinguere i sessi.

Lunga circa 15 cm, pesa circa 20 grammi l’areale di riproduzione ricopre tutta l’Europa centro settentrionale sino alla Siberia e la Groenlandia. In Italia sono molto rari gli esemplari nidificanti e limitati a qualche località centro meridionale.

La nidificazione comincia verso la metà d’aprile quando la femmina depone cinque sei uova in un nido costruito a terra con fili d’erba muschio ,foglie e piume.

Cova per tredici quattordici giorni ed i nascituri lasciano il nido dodici tredici giorni dopo la schiusa usualmente porta a termine due covate stagionali.

La pispola e’ uccello insettivoro,si nutre di cavallette,larve,ragni.

È esemplare di difficile “appastellamento”, pur accettando con disinvoltura la prigionia,gli esemplari

catturati mostravano reticenza a cibarsi, tanto da costringere il cacciatore e vere e proprie spedizioni campestri per reperire larve e cavalette da mescolare a farina di crisalidi,uova, per invogliare il soggetto alla “beccata”.

Alcuni soggetti rifiutavano comunque il cibo sino a lasciarsi morire d’inedia.

Un trucco che si adottava nell’ “appastellarle” era di porre a contatto delle pispole appena catturate esemplari già appastati ponendoli uno fronte all’altro, si posavano quindi le gabbie su un prato e si coprivano con un sacco lasciando un pertugio in prossimità delle mangiatoie ponendo nelle stesse pezzi di larve (camole della farina) sopra il pastone.

Le pispole appastate notavano immediatamente la larva e subito si precipitavano sulla mangiatoia, inducendo le presicce allo stesso comportamento. Mai comunque somministrare per lungo periodo le larve poiche’ cosi’ facendo si ottiene l’effetto di snervare il selvatico ,le “camole” infatti dal punto di vista nutrizionale sono molto scarse e se la pispola si abitua a mangiare solo queste ha vita breve.

Una volta constatato che il soggetto si ciba con facilita’ aumentare sempre piu’ la quantità di miscela nel pastone. Con questo sistema devo ammettere di aver sempre ottenuto buoni risultati.

Un tempo quando ne era consentita la caccia si usava portare al capanno cinque sei pispole presicce e eccezionalmente qualche esemplare chiusato ,la pispola non possiede infatti un vero e proprio canto ,quindi nella maggior parte dei casi i soggetti chiusati divengono inservibili(vi sono sempre rare eccezioni), a questo andava poi aggiunta la fragilità dell’individuo che in gabbia è spesso vittima dei pidocchi e difficilmente resiste alla chiusa.

A fine stagione si liberavano i soggetti ingabbiati trattenendone solo alcuni (i più bravi) che sarebbero serviti soprattutto nell’ allevamento dei presicci.

La migrazione inizia ai primi d’ottobre,ed ha il suo culmine verso i 15/20 del mese, a novembre il passo è finito anche se rimangono comunque moltissimi esemplari lungo i fiumi,nelle marcite,nei campi d’erba.

È un soggetto che ama le zone aperte,si sposta in gruppetti composti anche da una decina d’individui, è molto facile incontrarla nelle pianure, soprattutto nelle zone umide, riconoscibile per il classico volo ondulato incerto un continuo scartare destra sinistra su e giù con continui mutamenti di quota e direzione (che ci “mangiavano”borse di cartucce) e per il verso : una sorta di bi-bi –bip ripetuto che i soggetti emettono in continuazione sia in pastura che in volo.

Non ama sostare sulle piante e se lo fa sceglie sempre i rami marginali o i secconi ,questo la portava ad essere preda occasionale per il capannista.

Ben altre catture si facevano da capanno ad allodole, la pispola infatti ama ancor più dell’allodola il rapace , ne è talmente attratta che spesse volte il branco continuava a “giocare”sino all’ultimo individuo.

Cura moltissimo gli specchietti e le girandole è praticamente incuriosita da qualsiasi oggetto in movimento

Un tempo si posizionava ad una ventina di metri dal capanno un seccone relativamente basso (max tre metri) con i rami molto serrati, sotto il medesimo a terra venivano posti i richiami, le pispole giungevano continuamente al capanno attratte dal rapace e dai richiami,si posavano,giocavano con specchietti e civetta,si posavano ancora, era uno spettacolo ed una scuola di tiro,il suo caratteristico volo non consentiva mai al cacciatore di anticipare il selvatico, che costringeva lo stesso a buttare fucilate qua e la’ a casaccio….

Purtroppo è stata vietata onestamente non riesco a darmene una ragione ,ancora oggi nelle giornate che trascorro al capanno vedo centinaia di pispole saettare a destra e a manca numerosissime,non esiste un motivo valido per il loro divieto,come non esiste per il fringuello, le ragioni saranno forse da ricercare nella bassa cultura ornitologica del legislatore ,nella sensibilità dello stesso ai colori ed alle dimensioni di certi selvatici più che alle realistiche necessità di tutela della specie. certo è che togliendola hanno inferto un assurdo (e privo di ogni logica) colpo ai migratoristi.

Tancredi Corrado