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Fringuello

IL FRINGUELLO
(FRINGILLA COELEBS)

(Non più cacciabile)

Lungo 17 CM per un peso di GR.25 è il volatile da noi piu’ presente dopo i passeri, sia come migratore che nidificatore.

È diffuso in Europa, Africa settentrionale e Asia.

Il maschio si riconosce immediatamente , piumaggio del petto tendente al ruggine,groppone verdognolo,testa color carta da zucchero con fronte nera,ali nere con striature giallo-verdognole e macchia bianca a altezza della spalla,ventre color castano chiaro quasi biancastro,becco violaceo nel periodo d’estro e color carne nei mesi invernali,parte terminale della schiena color muschio.

La femmina ha tonalità piu’ spente, petto color crema,groppone e spalle di un bruno olivastro,il becco e’ sempre color carne, testa e fronte castani con una leggerissima velatura d’azzurro,ha una accentuata barratura bianca sulle ali ,caratteristica questa che permette di distinguerla facilmente anche in volo.

È ovunque presente,di passo regolare localmente stazionario frequenta boschi, parchi, campi coltivati, frutteti, stoppie o meglio tutti quei luoghi dove vi sia canapa, niger, ravizzone,e semi in genere.

E’ infatti un granivoro, ricerca insetti esclusivamente nel periodo primaverile per nutrire la prole, (non sono quindi insettivori come il legislatore ha sostenuto all’atto del divieto).

Il maschio del fringuello e’ uccello molto indipendente,non contribuisce alla costruzione del nido e la coppia si separa appena i nidiacei sono in grado di nutrirsi.

La migrazione avviene da fine settembre a fine novembre mentre la risalita dura da fine febbraio a metà aprile.

Gia dai primi di marzo se il periodo e’ climaticamente favorevole,il maschio elegge il suo territorio cantando dalla cima d’un albero, l’inizio del periodo di riproduzione coincide col mese d’aprile e’ infatti in quel mese che il maschio inizia a cantare ininterrottamente per attirare la femmina.

Costruisce il nido usualmente alla biforcazione dei rami ,a mezza altezza, predilige piante molto verdi come pini,olmi,cipressi, sceglie raramente le siepi.

La femmina provvede a costruire il nido da sola con fili d’erba muschio,e materiali che sottrae all’ambiante circostante per rendere ben mimetico il tutto, viene foderato internamente di piumini . il nido del fringuello e’ costruito con molta cura, vi depone cinque uova di color verdastro,le cova per dodici,tredici giorni e dopo la schiusa i piccoli impiegano non meno di quindici giorni per lasciare il nido,rimanendo pero’ sulla pianta dove i genitori li nutrono per qualche giorno ancora.

Se la stagione è favorevole riescono a ultimare tre cove.

Prima di parlar di caccia,e’ d’obbligo una parentesi sul canto e sui richiami,il canto del fringuello infatti per molti allevatori è una sorta di scienza, alle fiere venatorie ed ornitologiche, e’ uno spettacolo vedere le giurie premiare il fringuello “ciribio”, ”uicio” “Francesco mio”, “doppino”,”tripletto”, “passerino” “ceserio” “barbanzio”..etc.etc.

Esistono infatti molte varieta’ di canti, alcuni allevatori sostengono siano diciannove,praticamente sono delle sfumature tipiche di uccelli catturati o provenienti da certe aree:delle sorti di dialetti,

in primavera.il soggetto bravo deve terminare almeno 10 canti al minuto.

Per non dilungarci oltre nella descrizione dei canti fini a se stessi (a noi interessano quelli creduti,validi per il carniere) potremmo per intenderci spiegare che il canto piu’ comune e’ il “Francesco mio” si chiama in questo modo perche’ il fringuello nella parte terminale del canto emette un verso molto simile alla parola Francesco mio, e via in similitudine per gli altri canti.

Con un po’ di pratica e’ relativamente facile riconoscere i versi, ai fini venatori i motivi migliori sono:

il passerino : alla fine di ogni canto il soggetto emette un verso simile al passero

il doppietto,quel fringuello che emette un canto completo e subito un secondo al seguito(da scartare quei soggetti che pur cantando di buona lena un ultimano il medesimo)

il buicio quel fringuello che ad ogni striscia di canto ultimata allega un verso simile a “buicio”

il cin quel soggetto che inizia e termina il canto con cin-cin

assolutamente da scartare quei soggetti che detto in gergo “i schisa” cioe’ emettono un verso come strisciato,un breve trillo assolutamente controproducente.

Data la sua abbondanza soprattutto nel periodo di passo era fra le prede piu’ ricorrenti per il migratorista.

Mentre la caccia da appostamento si assomiglia per tecnica in tutte le regioni italiane,la caccia in forma vagante differisce per metodologia a secondo dei luoghi ove si pratica, in toscana ad esempio come al sud Italia e’ molto praticata al mattino l’attesa presso i luoghi di pastura ove il volatile si reca sistematicamente e alla sera si pratica la caccia in prossimita’ dei luoghi ove il fringuello si reca per trascorrere la notte (caccia al rientro).

Da noi invece il fringuello e’ presente in grossi quantitativi solo durante il periodo di passo(mese d’ottobre) ed esclusivamente in transito quindi la caccia in forma vagante al rientro serale non esiste,da noi si pratica con profitto esclusivamente al mattino lungo le linee d’affilo quando nelle giornate migliori centinaia di voli transitano uno dopo l’altro in migrazione.

Nelle nostre zone la maggior parte degli esemplari si fermano per periodi contenuti ed esclusivamente per cibarsi e poi riprendere il volo di trasferimento.

Il fringuello di passo e’ sempre confidente, lo si trova in pastura un po’ ovunque: ai margini degli arati, nei campi coltivati a semi e soprattutto nelle stoppie, ha l’abitudine di pasturare in branchetti composti da qualche decina d’individui, prima di posarsi in pastura,si ferma sulle piante laterali e’ quello il posto migliore per attenderli.

Se si ha la fortuna di capitare in terreni coltivati a girasole,canapa ci si imbattera’ certamente in fringuelli confidenti che si spostano da un capo all’altro con brevi voli .

Nelle giornate di sole i fringuelli transitano a grandi altezze, il vento contrario invece li costringe ad abbassarsi creando le migliori condizioni per il tiro,inutile dire che se il vento e’ molto forte i soggetti si riparano in pianta.

La pioggia se non forte,non ferma il passo anzi e’ un aiuto per noi cacciatori in quanto costringe il fringuello a volare abbastanza basso

Come detto le ore migliori sono quelle della prima mattinata quando i fringuelli nell’attesa d’imbrancarsi per recarsi in pastura si trattengono a lungo sulle piante richiamandosi in continuazione in questo modo permettono al cacciatore di individuarli con facilita’ e sfruttando la loro reticenza al volo d’arrivare a tiro facilmente.

Da capanno era addirittura oggetto di caccia specifica,dalle nostre parti esiste il culto del fringuello, dell’appostamento fisso e dei richiami ,solo possedendone di validi il carniere puo’essere pingue.

Il periodo migliore coincide con i primi venti giorni d’ottobre, anche se nei giorni successivi sino alla metà di novembre la caccia al fringuello riserva sempre gradite sorprese al capannista.

La batteria deve essere composta da almeno otto- dieci fringuelli chiusati che cantino in continuazione (con brevi intervalli) dall’alba al tramonto,l’ideale sarebbe una quindicina di soggetti ben assortiti, il fringuello e’ un volatile scaltro e sospettoso (soprattutto a novembre) se non si dispone di continuo richiamo non cala.

Fondamentali sette otto presicci, soprattutto femmine perche’risultano (appena catturate) piu solerti nel richiamo,inutile sottolineare che il verso dei presicci è completamente diverso da quello dei soggetti chiusati,si limita infatti ad un “cin-cin”.

Nella caccia da appostamento il sambol (zimbelli) si rivela utilissimo anzi fondamentale soprattutto a stagione inoltrata quando i fringuelli divengono maliziosi.

La tecnica di legatura ed utilizzo degli zimbelli e’ comune a tutti gli uccelli (vedasi quanto detto per gli storni e le allodole) va comunque sottolineato che il fringuello femmina risulta essere il migliore zimbello per la caccia ai passeriformi, si adatta benissimo allo scopo,è nolto resistente alla fatica, prende il volo con facilità e se si è molto fortunati ci si puo’ imbattere in uno volatile che “pincia”(emette il classico cin-cin)durante l’azione’in questo caso il soggetto vale oro.

Le gabbie devono risultare ben mimetizzate,spesse volte accade che fringuelli pronti ad appostarsi le scorgano , cambiano quindi repentinamente direzione per non tornare piu’.

Solitamente giungono all’appostamento in branchetti ,tendono a posarsi sulla parte terminale delle piante e quasi mai gli uni vicino agli altri.

A volte quando si posa il branco puo’succedere per una serie di condizioni fortuite di riuscire ad abbattere due uccelli che si trovino nella medesima traiettoria,mai attendere pero’ che i soggetti si raggruppino,se un componente s’allontana,gli altri lo seguiranno immediatamente.

In tarda mattinata e nel primo pomeriggio è più frequente che giungano al capanno soggetti isolati,in questo caso tenderanno a buttarsi sui secconi.

Nella caccia da appostamento a volo (allodole) i soggetti chiusati non servono , risulta molto utile ed e’ sempre opportuno avere cinque sei femmine presiccie, sistemate su appositi supporti che alzino la gabbia ad una ventina di cm dal suolo(il fringuello non gradisce essere appoggiato per terra) tre alla sinistra e tre a destra del capanno,

In questo modo inizieranno a richiamarsi ed attireranno i congeneri, se la zona e’ buona logicamente si provvedera’ a sistemare anche un paio di zimbelli.

Fondamentale ricordare che il fringuello non ama la civetta men che meno quella in plastica, per cui se si vuole insidiarli da un appostamento ove si cacciano anche le allodole, sarebbe opportuno togliere il surrogato di rapace.

Il tiro in condizioni climatiche normali risulta quasi mai difficile,anche se il caratteristico incedere ondeggiando tipico del volatile richiede una certa preparazione.

Piombo consigliato 12 max 11

Tancredi Corrado