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Fanello

FANELLO
(CARDUELIS cannabina)
(non più cacciabile)

Lungo circa 14 cm del peso di circa 23 gr e’ un graziosissimo granivoro,s’abitua facilmente alla gabbia ed ha un canto dolcissimo.

Il maschio: ha il petto cenerino con sfumature rossastre molto accentuate(che lo differenziano dalla femmina) . Sulla fronte e sui lati del petto una fascia di tinta cremisi(che scompare nella livrea invernale),remigranti e timoniere marginate di bianco,groppone biancastro il mento e’ striato ed i fianchi castano fulvi

E’ diffuso sia i Europa che in Asia minore,Persia,Africa nord occidentale e numerose isole del Mediterraneo. In Italia è stazionario,nidificante ed anche localmente erratico.

La migrazione,avviene da ottobre a tutto novembre dove contingenti di fanelli nord europei,transitano sulla nostra penisola,in parte sostano per tutto l’inverno in gran parte invece raggiungono gli areali di svernamento dell’Africa nord-occidentale.

Durante il volo i fanelli hanno un andatura ondeggiante caratteristica ed emettono versi caratteristici.

Le coppie si formano ad aprile,il nido formato da muschi ed erba viene costruito su siepi o su alberi ad un altezza di due tre metri dove vengono deposte quattro sei uova,la cova dura dieci dodici giorni e dopo una quindicina di giorni dalla schiusa,i piccoli lasciano il nido e formano branchetti,in zone particolarmente idonee per clima stagionale la coppia di fanelli riesce a portare a termine tre covate,comunque mai meno di due.

Il ciclo annuale e’ molto simile ad altre specie di fringillidi come i cardellini,e’ un uccello granivoro appetisce semi di piante erbacee.

A primavera predilige sostare in montagna o zone collinari,in autunno si sposta in pianura, frequentando zone aperte appena seminate o stoppie, praticamente le stesse frequentate da allodole,calandre,strillozzi. Ad inizio ottobre,i branchi infoltiti dai contingenti nord europei divengono particolarmente numerosi.

La caccia: in forma vagante,vanno cercati in campi coltivati a semi,nelle stoppie ed in prossimità delle marcite,essendo uccelli di “larga” non frequentano zone alberate,sono abbastanza confidenti e si lasciano avvicinare con facilita’se poi con il fischietto si era in grado di emettre il loro caratteristico suono,si riusciva a farli tornare molte volte . Da capanno si facevano abbondanti catture se si possedevano richiami validi, noi avevamo due,tre maschi chiusati che dovevano cantare dall’alba al tramonto,emettere un canto completo come i congeneri in natura,non sono richiami validi quelli che interrompono il canto a meta’ o emettono un suono particolare(schisada) tipico di quando l’animale vede un falco o una civetta ed avevamo sempre due tre presicci(maschi) che portavamo ugualmente anche se di scarsa resa(servivano poi una volta chiusati per l’annata successiva).

I fanelli giungono al capanno in branchetti che variano da cinque a venti soggetti, credono moltissimo ai richiami,si buttano sui secconi uno vicino all’altro,rimanendovi per pochissimo tempo, poi ripartono girano e si posano di nuovo,facile abbatterne piu’ d’uno ad ogni fucilata anche a volo,in quanto il branchetto vola sempre compatto.si utilizzava piombo nr. 12 max 11.
Tancredi Corrado