Passero d’Italia

PASSERO D’ITALIA
(PASSER ITALIAE)

Lungo 15/16 cm peso 28/30 gr

È  in assoluto il volatile più noto, fra tutti quello che ha saputo meglio sfruttare a proprio vantaggio la vicinanza dell’uomo, vive infatti ovunque :nei casolari,nei palazzi in citta’ in campagna indifferentemente , s’adatta meglio di qualunque altro volatile a qualsiasi situazione d’ambiente, in alcune zone si ha avuto un incremento quantitativo tale da mettere in pericolo persino le colture.

Uccello originario dell’Asia è oggi diffuso praticamente ovunque, è assente infatti solo in alcune zone dell’Australia occidentale, dei poli e dell’equatore.

Il maschio ha piumaggio marrone grigiastro con striature nere ,sulle parti superiori,testa marrone scuro,gola nera con margini bianchi,il petto ha una grossa macchia nera.

La femmina ha colori piu’ chiari,la testa  castana e non ha macchie nere ne sulla gola ne sul petto.

A marzo comincia l’epoca degli amori,e facile in questo periodo scorgere gruppi di passeri che litigano chiassosamente fra loro per il possesso della femmina.

La coppia costruisce un nido grossolano formato da un ammasso di fili d’erba e piume, lo posiziona nella  maggior parte dei casi sui tetti,nei porticati o nelle fessure dei muri,più raramente sopra un albero.

Ad aprile inizia a deporre cinque sei uova che la coppia cova alternandosi per dodici quattordici giorni,

i piccoli lasciano il nido dopo 16/18 giorni ma vengono curati  ancora per una decina di giorni, cosa molto singolare quando i piccoli lasciano il nido vengono imbeccati  oltre che dai genitori anche da altri passeri.

questo comportamento veniva sfruttato nelle cacce di un tempo quando i nostri nonni per far carniere,i primi giorni d’agosto portavano all’appostamento dei piccoli di passero che, con il continuo loro verseggiare attiravano numerosi congeneri.

I giovani una volta autosufficienti abbandonano i genitori e s’imbrancano con altri coetanei,mentre la coppia inizia una nuova cova.

Nel caso la stagione sia favorevole e le condizioni ambientali permettano un facile reperimento di cibo, il passero porta a termine anche quattro covate .

Al contrario di quanto possa far credere il comportamento confidentissimo che il passero”cittadino” ha nei confronti dell’uomo, in campagna è estremamente sospettoso e ben raramente si lascia avvicinare.

È un volatile tremendamente sociale,la sua vita si svolge all’interno di colonie numerosissime, pascola in gruppo, nidifica in gruppo, dorme in gruppo,in ogni circostanza e in tutte le stagioni dell’anno.

La caccia in forma vagante da buoni risultati, a patto di conoscere le zone frequentate per la pastura e per la dimora notturna.

A settembre non vi sono molti problemi in quanto gli stormi composti in maggior parte da soggetti giovani sono molto confidenti, piu’ avanti nella stagione il passero diviene sospettoso ed e’ sempre difficile giungere a tiro, è consigliabile quindi localizzare le zone di transito, scegliere un buon riparo magari tra due filari di granoturco,ai margini delle risaie ove celarsi e con l’ausilio della ciasera :( un apposito richiamo composto da fischietti per allodola montati su pezzi di camera d’aria) che opportunamente agitata,produce un verso simile al “ chiacchierio” dei passeri attendere il transito dei volatili.

Buoni risultati si ottengono anche  appostandosi in prossimita’ delle cascine soprattutto se nelle medesime vi è presenza di bestiame.

Una pratica molto in uso dalle nostre parti consiste nell’individuare i luoghi di pernottamento dei passeri (il continuo cinguettare dei volatili è udibile a notevole distanza) ed appostarvisi un ora prima del tramonto,per insidiare i volatili che vi si recano a trascorrere la notte.

A breve arriveranno gruppetti da tutte le direzioni e si butteranno immediatamente in pianta, per quanto bersagliati da numerose fucilate difficilmente abbandonano per quella sera il lugo,lo faranno certamente il giorno successivo.

Con l’avanzare della stagione bisogna attendere  l’arrivo delle prime gelate per far carniere inquanto i soggetti  scampati alle numerose insidie divengono molto furbi, i passeri con l’arrivo del freddo tendono ancora più ad imbrancarsi ed in questo periodo a causa del gelo sono costretti a spostarsi in continuazione da un luogo all’altro per reperire cibo.

Da appostamento si possono fare catture  numerose a patto di possedere un gran numero di richiami,chi intende dedicarsi a questa attivita’ deve avere non meno di trenta passeri e tutti chiusati.

Le motivazioni sono molteplici:

·         in primo luogo il passero si insidia per tutta la stagione venatoria(o si insidiava)e’ quindi fondamentale poter disporre di richiami validi per un lasso di tempo che va da settembre a gennaio , cosa questa assolutamente non facile in quanto mediamente un passero tolto dalla chiusa ad inizio settembre  smette di cantare a fine ottobre, i soggetti che verseggiano sino a novembre sono rarissimi e valgono tanto oro quanto pesano.

·         Altro problema è dato dalle condizioni climatiche: da noi il passero si caccia moltissimo nei mesi invernali i richiami sono quindi soggetti oltre che a continui sbalzi di temperatura, a subire nebbia in quantita’causa principale di mute indesiderate dei richiami, e relativo mutismo (nonchè’ rischio di morte del soggetto se si insiste nell’utilizzo).

·         Come dissi precedentemente in inverno inoltrato questi uccelli accentuano ulteriormente la loro gregarietà e furbizia, va da se che appunto nei mesi invernali  si deve disporre di richiami al massimo per qualità e quantità.

·         Un richiamo valido si ottiene dopo due o tre chiuse,il passero è un volatile che pur abituandosi con facilità alla gabbia ha una mortalità elevatissima soprattutto nel primo anno di prigionia, questo portava spesso il cacciatore a ritrovarsi senza richiami da una stagione all’altra.                                 il verso  deve essere una specie di cio-geo-gio-geo emesso in continuazione e non solo alla vista dei congeneri.

·         Va sottolineato che  la passera mattugia crede al richiamo del passero d’italia ma non viceversa.

Per anni li ho insidiati da appostamento temporaneo, è una caccia questa che da moltissime soddisfazioni, inoltre per tempi e modi non sconvolge la passione primaria del sottoscritto : l’allodola.

Con i richiami procedevamo in questo modo: possedevamo circa sessanta esemplari tra mattuge e passeri comuni,con un rapporto di circa quattro mattuge e un comune, (questo divario era anche dettato dal fatto che riconoscere il maschio della mattugia non e’ cosa facile) venivano divisi in due gruppi il primo si toglieva dalla chiusa ai primi di settembre ,il secondo gruppo veniva posto in chiusa quaranta giorni dopo il primo e tolto verso il 15 di ottobre. In questo modo avevamo richiami in estro per tutta la stagione e come un esemplare cessava il canto o perdeva le piume veniva immediatamente lasciato a riposo senza generare scompensi.

Per la scelta del luogo ove fare l’appostamento vale quanto detto per la caccia vagante,anzi in inverno inoltrato bisogna spostarsi sistematicamente cercando i posti ove i soggetti pasturano.

Le gabbie vanno collocate a un metro circa dal suolo e molto vicine una all’altra in modo che i soggetti richiamandosi, creino l’effetto di un gruppo in pastura.

I volatili sopraggiungono a piccoli gruppetti e si posano preferibilmente qualora la natura dell’appostamento lo consenta   nelle siepi o nel folto delle piante che comunque non prediligono alte.

Se il capanno e’ posto in una buona zona, consente di sparare per tutta la giornata: di primo mattino ed alla sera i volatili in transito arriveranno a gruppi piu’ o meno numerosi,nelle ore centrali della giornata invece quando i soggetti sono in pastura cioè parzialmente sbrancati giungono all’appostamento anche singolarmente.

Piombo consigliato 12 (11 a stagione inoltrata)

 

  Tancredi Corrado