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Passera matugia

PASSERA MATTUGIA

(PASSER MONTANUS)

(Cacciabile in deroga in alcune regioni)

 

Lunga 14 cm per un peso attorno ai 23/24 gr.

Deve il suo nome ai continui frenetici movimenti, abita le città le campagne, gli orti la si trova ovunque sino ad un altitudine di 1300mt.

Frequenta le medesime zone del passero d’Italia anche se ama più di questo ultimo la campagna, i due passeri non fanno vita in comune e non si uniscono mai.

Ha la testa color cioccolato,le guance bianche con una macchia nera per lato,il groppone è bruno fulvo con macchie nere ,la gola è nera mentre il petto risulta essere bianco con parte terminale e fianchi grigi.

I due sessi sono praticamente indistinguibili.

È diffusa praticamente in: tutta Europa, Asia, Australia ,in Italia è stazionaria,nidificante e di doppio passo

A  metà settembre cominciano a giungere i contingenti da nord il culmine avviene a metà ottobre e si protrae per tutta la prima quindicina di novembre, il ripasso avviene agli inizi di marzo.

Il nido e’ costruito con paglia, fili d’erba ma anche con svariato materiale che la mattugia reperisce nelle vicinanze come pezzi di stoffa, plastica etc. etc. lo posiziona nei luoghi più disparati,dalle siepi,ai tetti,ovunque  mai comunque molto alto.

Depone 4/6 uova per tre volte rarissimamente quattro (questo avviene soprattutto quando la prima covata viene distrutta o le condizioni climatiche sono molto favorevoli) le cova per tredici quattordici giorni dopo una decina di giorni i piccoli abbandonano il nido e la madre li cura ancora per un paio.

In forma vagante non esistono tecniche particolari,la si trova ovunque e’ un animale molto gregario effettua gli spostamenti in gruppetti di svariati individui,il tiro e’ sempre difficile,ha un volo veloce , compie rapide virate,improvvise picchiate che non consentono di mirare.

Fondamentale saper sparare a volo d’imbracciata viceversa il carniere sarà sempre esiguo.

In pianura padana e’ un selvatico ricorrente , si insidia con facilità nelle giornate di nebbia,quando, agevolati dal fatto che i soggetti difficilmente scorgono il cacciatore prima di giungere a distanza utile per il tiro,ci si pone sotto una pianta o lungo una siepe nei luoghi ove si reca in pastura ed azionando il famoso richiamo a mano(ciasera) si attraggono i volatili, il tiro però e’ difficilissimo poiché la nebbia non permette all’uomo  di scorgere i volatili in anticipo solo un buon “orecchio” che consente di udire i passeri in arrivo può essere d’aiuto al cacciatore.

In pianta arriva all’improvviso con un rapido volo e subito si nasconde nel folto.

Più avanti nella stagione,con l’avvicinarsi del freddo ed alle prime gelate le mattugie si riuniscono in gruppi ancor più numerosi ma divengono con l’esperienza di passati pericoli sempre più sospettose diviene quindi fondamentale che il cacciatore si mimetizzi. Personalmente in questo periodo utilizzo nella caccia vagante una giostra di ridotte dimensioni con due passeri impagliati, che gira a velocità elevatissima (tanto da non riuscire a distinguere i volatili).

Un buon metodo per cacciare mattugie in forma vagante e’ quello di scoprire il luogo ,le siepi dove le stesse si recano a dormire per poi andarle ad aspettare verso sera poco prima dell’imbrunire. Trovare questi luoghi non e’ difficile basta controllare a terra sotto le siepi o le piante dove abitualmente dormono vi e’ un abbondanza di “fatte” da non lasciar adito a dubbi, i soggetti poi si richiamano in continuazione e sono udibili a grande distanza.

La preda una volta abbattuta, va recuperata immediatamente  in quanto la mattugia ha un mimetismo eccezionale,qualora poi l’animale fosse ferito si nasconde immediatamente ,senza l’ausilio di un buon cane il ritrovamento diviene impossibile.

Un tempo quando la legge non avanzava assurdi divieti ed il calendario venatorio alla voce carniere giornaliero recitava: “NESSUNA LIMITAZIONE PER PASSERI E STORNI” era oggetto di caccia specifica.

Anche il cacciatore “tiravolista” che esercitava la sua passione come il sottoscritto prevalentemente da capanno temporaneo ad allodole, non disdegnava di portare seco oltre a pispole,fringuelli,verdoni e fanelli qualche richiamo di mattugie (almeno una decina) che si rivelavano utilissime ai fini del carniere nelle giornate di scarso flusso migratorio.

Nella caccia da capanno e’ importante possedere molti richiami (una ventina di esemplari minimo)chiusati e qualche presiccio di passo. La mattugia e’ un uccello che mal accetta la prigionia ed e’ molto difficile trovare un richiamo “creduto” meglio quindi affidarsi ad una nutrita batteria  i quali esemplari richiamandosi tra loro inducano i congeneri all’appostamento.

L’elevato numero di richiami si rendeva necessario in quanto il passero veniva cacciato da settembre a tutto gennaio e vi era quindi la necessità d’avere richiami validi per un lungo periodo di tempo,senza contare che nei mesi di novembre e dicembre a causa delle nebbie e dell’elevata umidità molti soggetti troncavano l’estro,  mutavano anzitempo le piume divenendo inservibili a caccia.

Un tempo noi possedevamo tra passere mattugie e passere d’Italia una media di cinquanta sessanta esemplari con un rapporto di un passero d’Italia ogni quattro mattugie .

Parte della batteria veniva utilizzata da ottobre l’altra da metà novembre in modo d’avere sempre esemplari in estro .

Le mattugie giungono all’appostamento in branchetti già all’alba quando si recano in pastura e transitano tutta la mattinata, concedendosi una pausa nelle ore centrali della giornata.

Non hanno predisposizioni particolari per la buttata, si posano sulle cime, a metà pianta, vicino a terra, tendono comunque sempre a posarsi ove vi sia fogliame o in qualche siepe in modo da potersi celare.

Mostrano una spiccata predilezione per le piante di salice.

Proprio grazie alla consistenza,da capanno si possono fare notevoli catture meglio essere sempre in due in modo da poter fare i famosi “doppi” ed il divertimento e’ garantito.

Piombo consigliato il 12, data la vulnerabilità del soggetto, solo se si spara su piante molto fitte ed alte e’ consigliabile usare pallini dell’11.

Tancredi Corrado