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Cacce tradizionali

Rubrica in fase di ristrutturazione.
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http://www.ilcacciatore.com/cacce_tradizionali/index.htm
Ci scusiamo per il disturbo
 

Cacce tradizionali…. per non dimenticare….

La storia della caccia si perde nel tempo. Stampata nei geni dell’uomo c’è la sua indole di predatore. Si perdono nel tempo i modi di cacciare, pratiche venatorie locali legate ad ambienti, usi e popolazioni mai uguali. La cultura dei popoli dei diversi periodi, degli ambienti, si possono rileggere anche dalle forme di caccia tradizionale praticata.
Cercare le radici della storia e delle tradizioni ci porta a comprendere il legame che il cacciatore ha con la sua terra, con la sua gente, con la natura nella quale vive e si muove.
Scrivere di cacce tradizionali non è facile poiché spesso le notizie raccolte possono essere tramandate con diverse versioni a volte corrotte e distorte dal tempo. Recuperare queste notizie, non è un sistema per indulgere in forme nostalgiche o per ipotizzare di rendere queste attività venatorie di nuovo possibili poichè la maggior parte di esse non è più consentita dalle leggi, neppure in forme straordinarie limitate a specifici territori e periodi.
Pensare di praticarle oggi significa fare bracconaggio, un reato per le specie descritte all’art. 2 della Legge 157/92 è penalmente perseguibile.
L’obiettivo è invece quello di recuperare le tradizioni e comprenderle nel loro valore antropologico e contestuale.
Le tradizioni sono perlopiù tramandate da padre in figlio, e allorchè non praticate, anche la memoria orale non supera una generazione per poi perdersi per sempre.
Descrivere le specie, i luoghi, e i motivi per cui si praticavano “le cacce tradizionali“, fa parte della nostra storia, e cercare di ricostruirla non può che arricchire la nostra cultura.
Ogni tipo di caccia ha trovato motivazioni diverse per cui è stata praticata; perché legata esclusivamente all’uso alimentare della selvaggina, per preservare determinati tipi di raccolti, esclusivi di alcune zone, da specie che li danneggiavano.
Alcune aree erano addirittura caratterizzate da vere e proprie credenze popolari che portavano il cacciatore a dovere scacciare la sfortuna o il malocchio attraverso la cattura della preda.
Per chi ama la caccia, ascoltare le storie del passato dalla voce dei più anziani fa provare le stesse emozioni, quelle sensazioni che conosce solo chi aspetta l’alba, quando la musica è il vento, il rumore delle foglie, il canto degli uccelli, momenti in cui l’anima dell’uomo e quella natura diventano una cosa sola.
Quando cacciatori e ambientalisti capiranno che amano le stesse cose, che hanno un comune interesse e non sono degli antagonisti, allora forse quella sarà la scintilla che farà accendere una nuova società, che tutela veramente la natura.
Scrivere di caccia è scrivere di storia, e se noi vogliamo scrivere il futuro, prima di tutto dobbiamo non dimenticare


Domenico Giordano


Chiunque desidera informazioni ed approfondimenti sull’argomento o inserire nella sezione notizie relative alle cacce tradizionali del proprio territorio può comunicare per E-mail all’indirizzo: domenico@ilcacciatore.com
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