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GRAN BRETAGNA : CONTINUA STOP CACCIA ALLA VOLPE

| 10 gennaio 2018 | 0 Comments

Gran Bretagna, tira e molla del Governo sulla caccia alla volpe: confermato il bando

Gran Bretagna, tira e molla del Governo sulla caccia alla volpe: confermato il bando

A giugno scorso aveva promesso di riportare in vita lo “sport” della caccia alla volpe. Ma ora Theresa May fa un passo indietro per ingraziarsi il favore degli animalisti

LONDRA - Il bando alla caccia alla volpe resterà in vigore. Theresa May fa dietro front sulla promessa, inserita nel programma elettorale del giugno scorso, di ripristinare uno sport, come lo considerano i suoi sostenitori, fonte di fortissime polemiche in Gran Bretagna. “Io non ho cambiato idea”, afferma la premier conservatrice, che votò contro il divieto alla caccia alla volpe quando fu introdotto dal governo laburista di Tony Blair un decennio fa. “Ma devo tenere conto delle opinioni del Paese, non soltanto delle mie personali”, ha aggiunto.

E il Regno Unito sembra rimanere a larga maggioranza contrario a questa antica tradizione che oggi appare ai più come un passatempo brutale e insensibile verso i diritti degli animali. Secondo un recente sondaggio, il 67 per cento della popolazione preferisce che il bando sia mantenuto. Studi sulle ultime elezioni, commissionati dai Tories, avrebbero indicato che il Labour, opponendosi alla caccia alla volpe, ha ottenuto considerevoli vantaggi alle urne. Infine, secondo le indiscrezioni, Downing Street teme che indire un nuovo voto in parlamento sulla questione scatenerebbe una campagna del movimento animalista, con manifestazioni di protesta di massa che finirebbero per destabilizzare e indebolire il governo. Perciò May ha annunciato che “non ci sarà una votazione sulla caccia alla volpe nell’attuale legislatura”, cioè fino al 2022, a meno di elezioni anticipate che la accorcino.

La decisione contiene tuttavia un duplice problema per la premier. La lobby dei cacciatori, molto attiva e potente nelle zone rurali, ha aiutato molto il partito conservatore nell’ultima campagna elettorale: ora è verosimile che, vedendosi tradita dal voltafaccia sulla promessa di ripristinare la caccia alla volpe, girerà le spalle ai Tories e in particolare alla loro leader, contribuendo a indebolirla. E la marcia indietro indebolisce di per sé Theresa May, diventando l’ennesimo passo falso in una carriera da primo ministro costellata di errori. Coincide fra l’altro con il rimpasto di governo annunciato tra ieri e oggi in cui vari ministri si sono dimessi o sono stati costretti a farlo, polemizzando apertamente con la premier. Lei si dice pronta a “servire la nazione finché il popolo lo vorrà”, definendosi “una che non si arrende” e lasciando intendere che potrebbe ricandidarsi quando sarà il momento di tornare alle urne. Ma lo scontento nei suoi confronti continua a crescere.

La rinuncia a rimettere ai voti la caccia alla volpe non significa che la diatriba sia conclusa. Gli animalisti sostengono che il bando voluto da Blair non è abbastanza efficace: vieta soltanto che i cani uccidano deliberatamente la volpe al termine dell’inseguimento. In pratica è illegale una pratica che a molti appare crudele. Ma ci sono molti sotterfugi che permettono ai cacciatori di continuare a uccidere le volpi. Non a caso in dieci anni non ci sono praticamente state

condanne per la violazione della nuova legge. Il principio dell’abolizione della caccia alla volpe, tuttavia, è stato salvato dalla rinuncia di Theresa May a combattere di nuovo questa battaglia che mette gli inglesi di città contro gli inglesi di campagna.

http://www.repubblica.it/esteri/2018/01/09/news/gran_bretagna_tira_e_molla_del_governo_sulla_caccia_alla_volpe_confermato_il_bando-186120790/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P22-S1.6-T1

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