Sabato scorso nel Comune di Sassuolo, secondo quanto riferisce il Resto del Carlino, una persona sarebbe stata vittima di un incidente stradale conseguente a una brusca manovra eseguita per evitare alcuni cinghiali presenti sulla carreggiata.

Al di là della strumentalizzazione di quanto accaduto, al solo fine di favorire l’uccisione di ulteriori animali, anziché offrire un adeguato spazio informativo sulle possibili politiche di prevenzione rispetto a simili incontri/incidenti, ai lettori non deve sfuggire la questione più eclatante, cioè la stretta relazione causa-effetto con l’uccisione di 11 cinghiali avvenuta solo due giorni prima, richiesta dal Comune di Sassuolo ed avvenuta ad opera di alcuni cacciatori incaricati degli abbattimenti, alla quale ci eravamo duramente opposti, fino al tragico epilogo.

“L’intervento cruento dei cacciatori sulle dinamiche della popolazione, il 4 gennaio scorso ha alterato gli equilibri del branco – commenta Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV – destrutturando l’organizzazione sociale e creando panico nei sopravvissuti, non ci si deve stupire se poi gli animali abbandonando il luogo della mattanza possono rappresentare un pericolo per la circolazione stradale.”

La caccia, ancora una volta, si conferma come la vera fonte dei problemi legati alla presenza degli ungulati sul territorio. E’ risaputo anche alle istituzioni, che i cacciatori hanno illegalmente introdotto per anni i cinghiali importati dall’est Europa, al solo scopo di avere un numero maggiore di prede a disposizione. Oramai gli animali introdotti, più grossi e prolifici, hanno preso il sopravvento e le politiche venatorie hanno dimostrato tutta la loro inefficacia. Se consideriamo che da più di dieci anni i cinghiali possono essere cacciati in qualsiasi giorno dell’anno, è evidente che la caccia non solo non risolve i problemi, ma addirittura li incrementa, per l’evidente conflitto di interessi dei cacciatori stess