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ATC e REGIONE TOSCANA : ULTIMA CHIAMATA !

| 4 gennaio 2018 | 1 Comment

Di seguito il documento che i Presidenti degli ATC della Toscana, con l’unica esclusione di Lucca, hanno consegnato il giorno 27 all’Assessore Remaschi.

Non possiamo assistere passivamente ad uno snaturamento del ruolo degli ATC, sempre meno organi di gestione reale del territorio a fini venatori, sempre più para-uffici pubblici, immersi in un confuso quadro normativo, soggetto a sistematiche interpretazioni che raramente sono autentici tentativi di chiarezza, per lo più conferme che la Regione dà, delle proprie norme, a prescindere dalla fondatezza dei rilievi sollevati, dei dubbi rappresentati.

Purtroppo, negli ATC, Comitati molto snelli, strutturati per gestire, portando a sintesi i molteplici interessi che ne connotano la stessa composizione, ormai si vive di continue incertezze e anche inadeguate formalità che limitano l’autonomia gestionale -come la mancata nomina dei Revisori dei Conti da parte del Consiglio Regionale- e la cessata efficacia, d’un colpo, di tutti i Regolamenti Provinciali preesistenti, cassati dall’art. 99 del Regolamento 48/2017, senza che la Regione abbia ancora provveduto ad emanare nuove norme regolamentari .

Questa diffusa, perdurante e strisciante situazione di piccole e grandi illegittimità operative, inficia la possibilità di cogliere le sfide gestionali più ardite, scritte sulla carta, ma spessissimo difficili ad essere progettate e applicate, peraltro con risorse scarse, insufficienti e decrescenti.

Ma è anche un mutamento genetico quello che si è prodotto: ormai una crescente preoccupazione circa la sicurezza o meno di generare atti legittimi e prevalenza di tempo da dedicare a questioni formali, continue richieste di pareri legali e ormai una sequela di pronunciamenti giurisprudenziali che, non approdando a coerenze utili ai fini della natura giuridica di queste Associazioni, finiscono per esaltarne le contraddizioni.

Questa è la prima denuncia che i Presidenti intendono fare per un assetto che complessivamente non riesce a trovare un equilibrio, come dimostrano i casi di Commissariamento in 5 ex ATC Provinciali su 9.

Tra le cause di questa situazione, a nostro avviso, c’è la sottovalutazione che la Regione sta facendo dal punto di vista giuridico e insieme la pretesa di condurre a uniformità un quadro storicamente determinato, condito dalla palese tendenza a considerare gli ATC degli uffici regionali, magari da redarguire, ovvero delegittimare nel loro operato: d’altronde quando il Coordinamento dei Presidenti, il 5.10.2017, ha proposto all’Assessore e al Dirigente una “AGENDA ATC” con un tavolo di lavoro settimanale sui principali e via via urgenti temi, con finalità tecniche, non certo per ingerirsi nelle rispettive autonomie, offriva competenze e collaborazione.

In questo  senso è esemplificativo il fatto che al Coordinamento degli ATC Toscani siano stati richiesti da tempo  due nominativi, prontamente comunicati, per il tavolo sulla CUC Regionale e che ad oggi non siano  mai stati  convocati .

Se non si organizza una unità operativa regionale che pianifica gli incontri, assume o propone temi, si confronta tecnicamente, quindi formula soluzioni per gli ATC, non possiamo mai uscire dalla crescente precarietà che finirà, in breve tempo, per esplodere e far diventare politicamente determinante, ciò che è ancora annoverabile nella dimensione tecnico-giuridica.

Gli argomenti di una utile agenda:

1 – natura giuridica pubblicistica: applicazione delle norme previa definizione di procedure codificate, istruttoria dei quesiti e loro definizione;

2 – natura giuridica privatistica: definire indirizzi, ambiti e limiti di autonomia, per evitare eccessive divaricazioni che, nel tempo, potrebbero verificarsi;

3 – riordino di funzioni nella gestione del territorio: l’impianto attuale è quello di una rarefazione degli istituti pubblici per riprodurre e irradiare la piccola e pregiata fauna stanziale sui territori circostanti. L’esplosione degli ungulati impatta su questo assetto gestionale del territorio fino a contraddirne le vocazioni. Inoltre la disarticolazione di competenze tra vari Uffici ed ATC, circa la gestione di AFV e AAFV nonchè per le procedure di presidio efficiente delle pratiche di controllo, secondo l’art. 37, complica la visione di insieme delle buone pratiche gestionali e, come dimostrato, porta a esplosione dei danni alle colture, per il continuo formarsi di sacche di concentrazione degli ungulati;

4 –  Nomina urgente del Revisore dei Conti: Organi statutari degli ATC e, nelle more, criteri uniformi per la chiusura dei bilanci (es. natura tributaria del 10% da versare alla Regione, anche ai fini di determinare le varie percentuali si spese ammissibili, modalità per la definizione di “cacciatori iscritti”, etc.);

5 – Centrale Unica  di Committenza:  tema di grande attualità,  constatato che gran parte degli ATC, per  operare nell’urgenza di incarichi scaduti o in scadenza, hanno già  provveduto  a convenzioni con strutture  di committenza pubbliche, peraltro a costi irrisori.

6- Linee Guida e Perizie danni: con l’approvazione  dei vari provvedimenti  sono venuti meno i regolamenti provinciali che definivano  la materia. Il PRAF è stato depotenziato a favore di altri strumenti regionali quali il Piano di Sviluppo Regionale ed il Piano di Sviluppo Rurale. Crescono i danni in tutti gli ATC Toscani, particolarmente nelle aree a forte e pregiata vocazione vitivinicola, a fronte della riduzione degli introiti che i medesimi ATC incassano dai cacciatori iscritti.

Essendo spesso i medesimi oggetto di considerazioni  lesive circa il ruolo dei periti estimatori, occorre che la
Regione Toscana elabori, al fine di uniformare procedure, tempi e metodologie, ivi incluse fonti certe per la determinazione dei prezzi dei prodotti agricoli, per tutti gli ATC e per l’intero territorio toscano (vorremmo dire anche per Parchi e Riserve Naturali) delle LINEE GUIDA, anche per le prevenzioni, ancor prima che sul rilevamento, stima, accertamento e liquidazione dell’indennizzo. A tal fine le LINEE GUIDA dovrebbero fare pernio su: introduzione dell’obbligo di progettare opere di prevenzione contestualmente alla progettazione di strutture (allevamenti , piantagioni come vigneti, frutteti, oliveti, orticole) supportando con finanziamenti del PSR 2014-20 e/o Assicurazione del rischio mediante polizza collettiva regionale agevolata.
Può essere disposta dalla Regione l’istituzione di un albo regionale dei periti estimatori dei danni da fauna selvatica, opportunamente formati e periodicamente aggiornati, all’interno del quale gli ATC individuano i
periti da incaricare, sull’esempio di quanto fanno i tribunali per gli albi dei CTU.
7 – compensi ai Presidenti eletti tra i designati dal Consiglio Regionale: l’inadeguatezza della norma ha generato una contraddizione insopportabile. Non potendo essi percepire alcuna indennità, l’unico compenso mensile è il gettone di presenza del solo Comitato, circa 30-60 euro lordi (1-2 sedute mese). Serve una revisione della norma.

8 – Vigilanza Venatoria: l’argomento ha varie complessità, tuttavia è indubbio che la gestione del territorio a fini di esercizio dell’attività venatoria, senza una adeguata, sistematica e determinata vigilanza verso la popolazione dei cacciatori e in primis contro il bracconaggio e senza un presidio diffuso, ben oltre gli Istituti Pubblici, dell’intero singolo ATC, è pressochè vana o comunque con elevati livelli di inefficacia.

Il Coordinamento dei Presidenti ATC Toscani, Doddoli Giovanni ( FI ) , Vivarelli (SI) e Corsini (LI)

Hanno contribuito all’elaborazione e condiviso, i seguenti Presidenti ATC:  Borgioli (FI), Cassioli (SI), Ciampini (PI), Damiani (PT), Donnini (GR), Innocenti (GR),  Ladurini (PI), Magnanini (AR), Masala (AR), Merlini (MS),  Simoni (LI)

SCARICA IL DOCUMENTO IN PDF

http://www.atcsienanord.it/documento-congiunto-atc-toscani/

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Comments (1)

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  1. martufoni scrive:

    Buongiorno.
    In quasi tutti gli ATC la presidenza è riservata a quelli della FIDC,di conseguenza vogliono stracomandare come è nel loro DNA.Inoltre ci vogliono fare la cresta in termini economici,la delibera del 30/10/2017 1184 prevede 5ooo€ per i presidenti e 25o0€ per i consiglieri, per i politici solo il gettone.Poi fanno proposte alla REGIONE TOSCNA perchè vogliono fare le leggine per i singoli ATC,come se non bastassero i cavilli e lacciuoli delle leggi attuali. Vogliono fare un bailame di norme e legiferare come se avessero titoli giuridici,favorendo gli amici tesserati. Esiste un regolamento della 3/94 si attengono a questo e migliorate la snellezza delle procedure. Auguri

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