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TOSCANA UNGULATI : SI PARLA DI GESTIONE ai GEORGOFILI

| 20 ottobre 2017 | 0 Comments

GESTIONE DELLA FAUNA SELVATICA UNGULATA, DANNI IN AGRICOLTURA, TUTELE E OPPORTUNITÀ. SE NE È PARLATO OGGI AI GEORGOFILI

Accademia dei Georgofili

 

Gli ungulati in molti paesi europei hanno avuto nell’ultimo secolo, in particolare nel secondo dopoguerra, un incremento senza precedenti che li ha portati a ritornare in aree dove erano assenti da secoli.  In queste aree il loro numero è aumentato in modo elevato ponendo seri problemi gestionali.
Nei Paesi caratterizzati da un elevato tasso di sviluppo, i territori extraurbani sono per la maggior parte destinati a ricoprire il duplice ruolo di attività produttive dei comparti agricolo e forestale e al tempo stesso rappresentare habitat idonei alla conservazione e all’equilibrata utilizzazione delle risorse naturali, compresa la fauna ungulata.
Riuscire a soddisfare in modo equilibrato queste due esigenze rappresenta una sfida complessa ma non impossibile.
Se ne è parlato oggi all’Accademia dei Georgofili, nel corso di una giornata di studio che nel corso della mattinata ha visto, dopo il saluto dell’Assessore Marco Remaschi,  il succedersi di numerose relazioni (molte curate da ricercatori del GESAAF, Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali  dell’Università di Firenze) sui temi dei danni al bosco e all’ambiente nelle aree ad alta densità di ungulati, degli interventi legislativi per la salvaguardia degli ecosistemi agricoli e forestali, del monitoraggio faunistico e della filiera delle carni di selvaggina.
L’elevata presenza di fauna ungulata (particolarmente cinghiali e caprioli) rappresenta una criticità nei confronti di varie attività antropiche – in primis l’agricoltura – ma anche all’ambiente in generale, la biodiversità e, ovviamente, la circolazione stradale; la Toscana, in Italia, è la regione col maggior numero di ungulati sul territorio. Le direttive regionali mirano a creare una filiera debitamente controllabile finalizzata alla commercializzazione delle carni derivate dall’abbattimento di ungulati (ma non solo) in esercizio venatorio, disciplinando contestualmente la corretta gestione dei rifiuti derivanti dalla lavorazione. I Reparti Carabinieri Forestale in Toscana sono particolarmente impegnati in questo settore, curando attività info – investigative sulla commercializzazione illegale delle carni, ma anche monitorando le attività venatorie anche per quanto concerne la successiva lavorazione delle carni e corretta gestione dei rifiuti derivati.
Nel pomeriggio, una tavola rotonda moderata dal giornalista e accademico Massimo Lucchesi, ha messo a fuoco la condivisione di varie esperienze e il confronto fra i diversi portatori di interesse con l’obiettivo di contribuire alla definizione di sempre più efficienti ed aggiornate azioni di gestione della fauna selvatica. Hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti della Regione Toscana, del MipAAF, di Coldiretti, Confagricoltura e CIA, di Anci Toscana, di Associazioni Venatorie, del Parco Nazionale Foreste Casentinesi e della Provincia autonoma di Bolzano.

https://www.ladeadellacaccia.it/index.php/gestione-della-fauna-selvatica-ungulata-danni-in-agricoltura-tutele-e-opportunita-se-ne-e-parlato-oggi-ai-georgofili-48311/

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