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COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW 15/09/2017

| 15 settembre 2017 | 0 Comments

 

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COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW

Murialdo, 15 Settembre 2017

1. Dopo i grandi incendi che hanno interessato molte montagne del centro e sud Italia, si sono scatenati non pochi proclami allarmanti sui “disastri” provocati dal fuoco. In realtà andrebbe preso atto che gran parte di questi incendi (specie quelli ritenuti “disastrosi”, sui monti reatini laziali e sulla Montagna del Morrone abruzzese) hanno interessato sì foreste, ma foreste di pinacee e taxodiacee non autoctone, per cui, al di là dell’aspetto e dell’impatto visivo “catastrofico”, di fatto si tratta di ripristini ambientali; ovvero il fuoco ha distrutto boschi sia di scarso valore economico sia di scarso valore biologico. Ora si sente già parlare di opere di rimboschimento: questi sì rischiano di divenire veri disastri ambientali, qualora si dovessero realizzare piste e strade per realizzarli (ed è molto probabile che ciò avvenga!), questo sì sarebbe un vero disastro ambientale e paesaggistico, quando, invece, saggezza vorrebbe che le aree incendiate fossero lasciate alla libera evoluzione della vegetazione pioniera spontanea; ovvero, senza sperpero di danari (visto che fin troppo ne è stato speso nelle opere di spegnimento, certamente utile nel caso di prossimità a case e paesi, ma assolutamente inutile – addirittura inferiore al valore del legname “salvato” – negli altri casi).

2. A seguito di una serie di articoli polemici sulla proposta di inserire nel Parco Regionale del Beigua (Liguria), l’AIW è intervenuta con una propria presa di posizione, volta a stabilire che se vi è il consenso dei proprietari dei suoi, solo allora il Parco si dovrebbe poter estendere ai 200 ettari proposti, ricadenti in Comune di Urbe (Savona), l’unico che del Parco non fa parte.

3. In difesa di “Ciccillo”! Così i locali hanno chiamato quello che scientificamente è stato definito Uomo di Altamura, i cui resti fossili furono trovati nel 1993 in una grotta dell’Alta Murgia barese (oggi nel Parco Nazionale omonimo). I soliti scienziati ora lo vorrebbero “estrarre” dalla grotta, ovvero asportandolo dallo strato di incrostazione calcarea che nei millenni lo ha ricoperto. Ovviamente lo scopo è scientifico, ma non si nasconde il recondito pensiero di uno sfruttamento turistico. Con il rischio che così facendo i resti possano essere irreversibilmente danneggiati, e che danneggiata possa essere la cavità in cui si sono conservati fino ad oggi. Anche l’AIW ha preso posizione contraria, in appoggio ad un movimento di opposizione con una lettera di PEC alle autorità competenti.

4. Proseguono i massacri di “pellerossa” amazzonici lungo la Frontiera Incontattata da parte dei cercatori d’oro. Più di dieci membri di una delle tribù incontattate sono stati uccisi l’estate scorsa lungo il Fiume Jandiatuba nel Brasile occidentale. Scrive Survival International, l’associazione internazionale che li difende, “La notizia è apparsa dopo che i cercatori d’oro hanno iniziato a vantarsi degli assassinii e a mostrare i loro trofei nella città più vicina. Gli agenti dell’agenzia per gli affari indigeni, il FUNAI, hanno confermato i dettagli dell’attacco. Si crede che tra le vittime vi fossero anche donne e bambini”. Qual è la diversità del tanto cantato (nel vero senso della parola!) “massacro del Sand Creek”? Il numero dei morti? o la divisa “blu” (che poi blu non era affatto, trattandosi di milizia statale!) di cui cantava Fabrizio De André)? Siamo in attesa che qualcuno dei cantautori di oggi ci canti questi di massacri, non quelli di 150 anni fa! Certo, si capisce che un conto sono gli USA e la loro forma di governo, un conto il Brasile e la sua annosa forma di governi, per cui se i primi vanno sempre condannati i secondi vanno capiti…

 

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