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MODIFICHE ALLA LEGGE SULLE AREE PROTETTE GESTIONE FAUNISTICA A RISCHIO

| 14 settembre 2017 | 2 Comments

La normativa che modifica la legge 394 sulle aree protette, in dirittura d’arrivo al Senato, contiene aspetti che rischiano di rendere decisamente più difficile la gestione della fauna e di compromettere una situazione già complessa, in alcuni casi drammatica per quanto concerne il controllo delle specie ungulate. 

E’ quanto è emerso dalla conferenza stampa organizzata a Lucca presso il Palazzo Ducale dalla Confederazione Cacciatori Toscani, nel corso della quale hanno preso la parola Moreno Periccioli della Presidenza della CCT, il consigliere Stefano Reali che ha portato il saluto della Provincia di Lucca e Marco Romagnoli, segretario della CCT che ha presentato uno studio della Confederazione cui aderiscono Federcaccia Toscana, Anuu e Associazione Regionale Cacciatori Toscani.
I meccanismi che vanno in approvazione, con le procedure introdotte nelle attività di controllo di alcune specie, cinghiali in primis, e l’esautoramento degli Ambiti Territoriali di Caccia, pongono in discussione anche i meccanismi di prevenzione e risarcimento dei danni a tutto discapito delle attività agricole.
Sul fatto che ci fosse bisogno di mettere mano alla legge sulle aree protette c’era da tempo un vasto accordo. Contrari o molto critici, immotivatamente, WWF,  Lipu, Lav Lac  di fronte ai timidi tentativi di svecchiamento per rendere i parchi “non solo un presidio di difesa del patrimonio ambientale, ma anche un vero e proprio motore di sviluppo per l’economia locale” come ha dichiarato Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente.
Quello che denunciamo – ha spiegato Moreno Periccioli  - è il permanere di una antistorica preclusione nei confronti della caccia.  Nei parchi di tutto il mondo il prelievo faunistico è consentito; sulla base di regole stringenti, ma consentito. Non siamo per la caccia nei parchi ma siamo per un’attività venatoria regolamentata e controllata assunta come strumento di conservazione e gestione”.

Pur prendendo atto degli sforzi compiuti, la Confederazione Cacciatori Toscani lancia con forza un grido d’allarme: nel corso dell’iniziativa la CCT ha presentato uno studio di dettaglio da cui emerge che un vero e proprio tsunami sta per abbattersi sul territorio toscano, sul mondo venatorio e sulla gestione faunistico – venatoria. “Per la caccia si tratta di una immotivata sottrazione di spazi con una perdita secca di territorio a disposizione. Il dispositivo pensato per le aree pre – parco -  ha spiegato Romagnoli –  sin qui regolato in Toscana dal principio di ammissione dei cacciatori iscritti all’ATC nel cui perimetro tali aree sono collocate, riduce l’agibilità ai soli residenti. Non basta neppure la residenza anagrafica nel comune cui le aree contigue ricadono. Un quadro che rende difficile gestire piani di intervento su specie come gli ungulati, pone seri problemi sul tema della refusione dei danni alle colture e sulla sicurezza dei cittadini e la prevenzione  degli incidenti. Una scelta che non giova a nessuno ”.
Sono poi stati forniti alcuni dati, tra i quali alcuni decisamente eclatanti:
A Lucca, una delle province più penalizzate, scompaiono o subiscono modifiche sostanziali otto distretti per la caccia al cinghiale coinvolgendo 31 squadre e 1424 cacciatori.
Nel 2016-2017 nei distretti interessati dalle Aree contigue sono stati abbattuti 2019 cinghiali il 46% di abbattimenti dell’intero ATC lucchese: chi se ne occuperà adesso e chi pagherà i danni?
Senza contare gli squilibri faunistici che si creeranno tra territorio a bassissima densità venatoria (quello delle aree contigue) ed il resto del territorio.
In Toscana 587 appostamenti ricadono all’interno delle aree contigue, coinvolgendo oltre 2000 cacciatori.
La fotografia presentata dalla CCT accende i riflettori anche sulle conseguenze che le modifiche alla 394 comportano per tutte le aree di Rete Natura 2000 (Sic, Sir e Zps,  Zsc) e per le Anpil,  in cui sino ad ora il divieto riguardava poche unità.
Al Parlamento ed al Governo la CCT chiede un ripensamento ed alla regione Toscana un deciso intervento per la difesa di ruoli e competenze proprie.  

Si allega la scheda analitica e presentazione conseguenze modifiche 394

Allegati:
Scarica questo file (presentazione CCT conseguenza modifiche.pdf)presentazione CCT conseguenza modifiche.pdf [ ] 1344 kB
Scarica questo file (Scheda analitica.pdf)Scheda analitica.pdf [ ] 325 kB

http://www.confederazionecacciatoritoscani.it/index.php?option=com_content&view=article&id=222:modifiche-alla-legge-sulle-aree-protette-gestione-faunistica-a-rischio&catid=8&Itemid=117

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Comments (2)

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  1. Alessandro scrive:

    Solo per aggiungere che vi siete dimenticati il Padule di Fucecchio, si parla di ulteriori 150 app.fissi circa e svariate centinaia di cacciatori, non sono presenti abitazioni all’interno dell’area contigua per cui, anche volendo….. povera Italia…

  2. Giacomo scrive:

    Solo adesso avete fatto la disamina della situazione dopo che sono anni che lo stiamo dicendo sui siti di caccia ?? Mi domando e dico voi associazioni disunite come farete adesso che è troppo tardi a fermare la chiusura della caccia, perchè di questo si tratta. I poteri forti che hanno preso in mano la gestione dei parchi e della fauna vi schiacceranno come noci di burro. Auguri a tutti i cacciatori Italiani ed un, buon pro vi faccia, ai governanti che verranno. (f) Salutiaaamo

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