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COMUNICAZIONI WILDERNESS

| 4 settembre 2017 | 0 Comments

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COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW

Murialdo, 28 Agosto 2017

1. E’ stata consegnata all’Ente Poste la spedizione del periodico Wilderness/D N. 3/2017, nel quale appariranno i seguenti argomenti: un pezzo di Umberto Eco sul buon senso con cui vanno trattati gli animali, ovvero senza farne una religione animalista; una difesa dei pastori ed allevatori delle Alpi, minacciati da un’eccessiva presenza di lupi, con diffusione di un appello di una pastora cuneese; la traduzione del sommario di un Rapporto di 18 esperti europei di Lupo, voluto dal Ministero dell’Ambiente norvegese, edito nel 2002 in inglese e costituito da ben 65 pagine, sulla pericolosità del lupo ed il rischio di aggressioni all’uomo, in Italia tenuto praticamente nascosto ai più fino ad oggi; ancora disquisizioni sulle origini della popolazione di lupi che ha occupato quasi tutto l’arco alpino occidentale; lo scandalo della centrale idroelettrica in fase di realizzazione lungo il fiume Frido nel Parco Nazionale del Pollino; l’avvenuta onorificenza conferita a Franco Zunino dalla Fondazione “Sorella Natura” presso l’Università Bocconi. A seguire il Notiziario su argomenti vari relativi agli impegni di conservazione ed all’attività interna ed esterna dell’AIW.

2. L’AIW è stata contattata in merito alla possibilità di aprire una Sezione nelle Marche.

3. Ancora una volta sono giunte proteste all’AIW per l’adesione data dall’associazione Mountain Wilderness ad un lettera congiunta di varie associazioni ambientaliste al fine di ottenere un ritardo all’apertura della caccia a causa della situazione climatica negativa di questo anno di siccità ed incendi. Si fa presente agli iscritti che praticano la caccia che si tratta di un’altra associazione, che non va confusa con l’Associazione Italiana per la Wilderness, la quale non ha partecipato alla suddetta cordata anticaccia di altre associazioni. Ed anzi ritiene meramente pretestuosa la motivazione e penalizzante per cittadini che hanno versato alle casse dello Stato laute tasse per la concessione del diritto di caccia.

4. Ancora una vittoria del Wilderness Act. Un giudice federale ha stabilito illegittime le autorizzazioni concesse dal Servizio Forestale Nazionale alla ripresa di uno sfruttamento minerario, con possibilità di attività impattanti e l’apertura di circa 10 chilometri di strada, piattaforme varie e captazione di acqua da torrenti, nella grande Area Wilderness Frank Church- River of No Retun Wildernes Area, nello Stato dell’Idaho, la più vasta degli States. Il giudice ha ritenuto che le autorizzazioni concesse avrebbero violato i dettami della legge che impedisce ogni forma di opera antropico-urbanizzante del territorio federale dalla stessa severamente vincolato, nonché altre leggi ambientali.

5. E ancora danni ambientali nel Parco del Pollino! Questa volta sono stati sfregiati numerosi faggi secolari della nota faggeta del Cozzo Ferriero, da poco dichiarata “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’UNESCO; gli sfregi sono costituiti dall’incisione di sigle e numeri sulla corteccia degli alberi, segno palese di una ricerca in corso o di motivazioni gestionali. Si tratta di piccoli ma vistosi danni perenni inflitti alla corteccia degli alberi, ferite che non si rimargineranno mai più e che un Parco Nazionale dovrebbe impedire. Contro questi sfregi si sono mossi gli ambientalisti locali, nonché la Delegazione Basilicata dell’AIW e la Segreteria Generale con articoli e note di protesta inviate all’autorità del Parco.

Murialdo, 30 Agosto 2017

1. I recenti incendi che hanno colpito tante zone d’Italia, ma che il più delle volte hanno interessato aree già da anni percorse da incendi e, soprattutto, boschi di piante resinose non autoctone, hanno anche colpito la pinete che sopra Antrodoco (Rieti) disegnava la famosa “M” di Mussolini sul Monte Giano, posta appena fuori dai limiti di uno dei settori di Area Wilderness. Prima di gridare allo scandalo di questi eventi bisognerebbe cominciare a cercare di vedere gli incendi non sempre come un danno. Ad esempio, nel caso del Morrone (Parco della Majella), ma anche di tante altre località italiane, gli incendi, certamente dolosi o di pazzi piromani o, comunque, di incoscienti, vanno visti piuttosto come ripristini ambientali considerato il fatto che stanno perlopiù interessando pinete di rimboschimento che non avrebbero mai dovuto essere piantate in quei luoghi. Il vero danno c’è, quindi, soprattutto quando gli incendi si ripetono a distanza di pochi anni negli stessi luoghi. Dopo gli incendi avviene una ripresa della vegetazione originaria e pioniera che spesso rappresenta un miglioramento ambientale ed anche di una grande biodiversità. Certo, in Italia questo è un discorso difficile da fare, ma, come non è tutt’oro quello che luce, così non è tutto negativo quello che così pare. La vera paura da temere è che ora a causa degli incendi si vorranno costruire altre strade per poterli poi andare facilmente a spegnere: questo si che sarebbe un vero disastro, non il bruciare di pinete alloctone!

2. La saggezza di Ansel Adams, uno dei sostenitori del Wilderness Act e grande amante e fotografo artistico (in bianco e nero) delle aree selvagge americane: There’s no place like Wilderness. La Wilderness è il luogo dove noi andiamo a rifugiarsi, lasciando dietro di noi le automobili ed i loro rumori, dove troviamo quiete… e forse pace! … superato il termine della strada. La Wilderness è dove la natura è libera di esistere come è sempre stata, autosufficiente ed incontaminata, e dove noi siamo liberi di sperimentare una sensazione di solitudine ed autostima impossibili da trovare altrove.

3. Ancora una “smentita” involontaria da LifeWolfAlps sulle origini del Lupo nelle Alpi è evidente (per chi non abbia i paraocchi dell’ideologia “lupofila”!) a corredo di un articolo apparso sul quotidiano La Stampa del 26 agosto scorso relativo alla decisione della Regione Veneto di non accettare più finanziamenti europei a sostegno di ricerche sul lupo. Basta dare un’occhiata alla solita cartina della distribuzione del lupo lungo la catena alpina per far saltare agli occhi la vera e propria “esplosione” di branchi tra Francia e Piemonte, con una inspiegabile riduzione verso la Liguria (così come verso l’alto Piemonte) a riprova di un’espansione della popolazione, a sud verso l’arco della Liguria e a nord verso la Svizzera e Lombardia. Sullo stesso quotidiano, in prima pagina appare inoltre, a corredo del servizio, una bella foto di lupi: peccato che siano lupi abruzzesi, bellissimi e, al solito, “fotocopia” l’un l’altro di un aspetto fenotipico che MAI si riscontra nella popolazione alpina!

4. Ripartono le pressioni politiche per un Parco Regionale sui Monti Ernici! Questa volta è stata l’associazione “Fare Verde” a lanciare l’idea, con la scusa degli incendi che ne hanno interessato alcune parti: come se i Parchi allontanassero gli incendi! L’AIW ha risposto con l’ennesimo comunicato con il quale evidenzia gli interessi politici (ed anticaccia) che stanno dietro la proposta, la quale ovviamente ignorare completamente le esistenti Aree Wilderness.

Murialdo, 3 Settembre 2017

1. Anche l’AIW ha sottoscritto un appello per bloccare i tagli che il governo (?) polacco starebbe effettuando nella famosa foresta di Bialowieza, sia pur con qualche scetticismo in quanto non è chiaro se si tratti di boschi tutti statali (appartenenti allo Stato o, anche a privati), perché solo nel primo caso avrebbe senso la campagna mediatica per far cessare i tagli – ovviamente subito sposata dall’incoerente ambientalismo nostrano!; inoltre la campagna è ambigua, in quanto non informa esattamente in merito alla forma di tutela di cui gode la foresta, ma anzi fa credere che si tagli nella foresta “vergine” da anni dichiarata Parco Nazionale, cosa che non è né vera né verosimile: è la solita disinformazione degli ambientalisti oltranzisti. Si gioca sull’ambiguo in quanto tutta la foresta ha sì un vincolo UNESCO, ma solo nel Parco Nazionale in modo integrale, mentre nel resto è consentito un certo prelevamento. Certo, sarebbe meglio (e bello!) se il vincolo fosse posto su tutta la foresta, ma… allora perché noi italiani non diciamo nulla sul fatto che anche il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è solo in parte protetto integralmente (Sasso Fratino) mentre sul resto (tutto appartenente allo Stato!) si continua a tagliare? In Polonia no, da noi sì? Quindi, si sostenga la battaglia polacca, ma non si dimentichi la nostra!

2. Nelle alte Langhe la Consigliera AIW Sara Chiarlone ha nuovamente fotografato un lupo con una foto-trappola, questa volta in pieno giorno. Secondo le dichiarazioni dei vari “esperti” si tratterebbe indubbiamente di un Lupo appenninico, cosa stabilita in base a caratteristiche di colorazioni del pelame che in realtà appartengono a tutti i lupi europei; ovvero, su quel fenotipo, che quando “afferma” che trattasi di lupi estranei alla popolazione italiana (e sono molti i casi fotografici del genere) viene sminuito per dare credito al DNA che affermerebbe il contrario! Due pesi e due misure, pur di sostenere che i lupi delle Alpi sono di origine italiana. Peccato che anche questo lupo ripreso dalla Chiarlone, lascia molti dubbi sul suo aspetto “appenninico”, specie nella postura. Anche questa foto sarà presto pubblicata in Wilderness/documenti, ovviamente messa a confronto con foto di vero lupo appenninico. Ormai in Italia si sprecano i “veri” esperti di Lupo: i biologi lo sono TUTTI… a tavolino o su lupi di “importazione” (perché pochi hanno visto o conoscono lupi di chiara origine italiana!).

3. Il Segretario Generale ha comunicato agli ATC FR1 e FR2 che a partire dal prossimo anno non si candiderà più per ricoprire l’incarico nel Consiglio Direttivo del primo, consigliando agli organismi venatori ed agricoli di contribuire a far crescere il numero degli iscritti AIW in Provincia di Frosinone al fine di continuare ad assicurarsi un posto come ambientalisti, posto che potrà essere occupato da membri cacciatori.

4. Su proposta del Delegato AIW di Modena (Giorgio Bigarelli) il Consiglio Direttivo ha approvato la nomina di un Delegato speciale agli aspetti faunistico-venatori per la Regione Emila Romagna nella persona del Socio Sostenitore Samuele Malagoli di Nonantola (Modena).

5. Il Come di Rialto, designatore dell’Area Wilderness Bric Gettina o Purin, ha infine dato il via all’esecuzione (a proprie spese) di due tabelloni, dieci tabelle di ingresso a sentieri o punti salienti, nonché numerose altre minori espressamente di delimitazione dei confini.

 

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