CONFAVI su aree protette

 

Maria Cristina Caretta

Thiene, lì 24 marzo 2017

Nel silenzio e nel disinteresse più assoluto la Commissione competente della Camera dei Deputati approva il testo delle modifiche alla legge quadro sulle aree protette (394/91) già approvato dal Senato della Repubblica (C.4144), apportandone alcuni significativi peggioramenti.
Ancora pervasi dalla febbre della parcomania galoppante, i parlamentari della maggioranza, che ancora governa illegittimamente il nostro Paese, decidono pervicacemente di proseguire con una iniziativa liberticida che sottrae ulteriormente territorio a tante attività storicamente esercitate nel nostro Paese, ad iniziare dalla caccia, dalla pesca e dall’agricoltura.
La cosa ancor più singolare è che il Governo, in un periodo di grave crisi economica ed occupazionale, decide di stanziare altri 30 milioni di euro per finanziari quei poltronifici rappresentati dagli enti parco, anziché riservare queste ingenti risorse alle imprese ed alle famiglie in grave difficoltà.
Invito tutte le Associazioni Venatorie, le organizzazioni professionali agricole e tutte le realtà portatrici della Cultura rurale, ad insorgere sdegnate a fronte di questo ennesimo tentativo di penalizzare ingiustificatamente le loro attività nel nome degli interessi di pochi a scapito dei diritti di tutti.
Se vogliamo, siamo ancora in tempo a bloccare questo scempio della democrazia e questo immane spreco di risorse pubbliche.
Dopo l’approvazione avvenuta in Commissione ambiente della Camera, il testo licenziato deve ora passare al vaglio della Camera dei Deputati per poi essere definitivamente approvato dal senato della Repubblica.
Ribelliamoci e facciamo sentire forte il nostro grido di protesta!!!

Maria Cristina Caretta
Presidente nazionale CONFAVI (Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane)

 

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COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW 29/03/2017

wilderness

 

COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW

Murialdo, 29 Marzo 2017

1. Una precisazione, per chi magari può aver malamente compreso quanto in precedenza comunicato: la Sig.ra Virginia Massimo Lancellotti pur avendo lasciato tutte le cariche in AIW, non ha rinunciato a dare la sua convinta adesione e sostegno all’associazione Wilderness.

2. Grazie all’attivismo della Sezione AIW Provincia di Siena guidata dall’ottima Simona Bianciardi della locale “Pro Cinghiale” e alle costituende Sezioni provinciali AIW proposte dal coordinatore dell’associazione CPE della Toscana, Carlo Maltagliati (a suo tempo promotore dell’ormai morto e sepolto “Partito dei Cacciatori”), in detta Regione l’AIW si è aggiudicata la presenza, con un rappresentante ambientalista, in 4 ATC: Firenze ATC5, Pistoia ATC12, Pisa ATC15 e Siena ATC3. Un fatto importante ed un sostegno all’attività regionale delle organizzazioni venatorie che potranno rafforzare le loro istanze, anche per una sempre migliore gestione venatoria.

3. Dopo le dimissioni dai vari incarichi di Virginia Massimo Lancellotti, a sostituirla in Consiglio Direttivo, a seguito della rinuncia di Mario Spinetti (ultimo degli eletti) è stato nominato il penultimo degli eletti: il già Consigliere Bartolomeo Tirloni, di Urgnano (Bergamo), che ben merita un ritorno.

4. Una notizia da divulgare come esempio di italianità e di “democrazia” (ovviamente sempre all’italiana) e civile comportamento. Franco Zunino avrebbe dovuto essere onorato per i suoi meriti in campo ambientalistico (e quindi indirettamente anche l’Associazione Wilderness che egli ha ideato e coordina), con l’inserimento tra i “Soci Benemeriti” della Fondazione “Sorella Natura” di Assisi. Tra i 46 attuali Soci Benemeriti figurano personaggi noti della Chiesa, della politica, della cultura e del giornalismo quali il Cardinale Ruini, gli onorevoli Romano Prodi, Walter Veltroni, Ermete Realacci, Gabriele Albertini, professionisti quali Antonio Baldassarre, il maestro Riccardo Muti, i giornalisti Ferruccio De Bortoli, Paolo Mieli, Giovanni Minoli, Ernesto Galli della Loggia, Sveva Sagramola, Andrea Pamparana, tanto per citare quelli forse più noti alla generalità della gente, ma vi sono anche giudici ed altri noti professionisti. MA CIO’ NON E’ POI AVVENUTO! E, altra cosa tipicamente italiana, senza una motivazione dopo due e-mail di offerta, che Zunino ha finito per accettare quasi obtorto collo per l’onore di un tale inserimento. Un ONORE oggi comunque esistente, se non per l’inserimento tra i “46”, almeno per l’offerta di farlo. Il disonore, invece, va a chi ha proposto e poi non ha mantenuto, senza darne spiegazione! Chi, per caso, dato il silenzio della Fondazione “Sorella Natura” fosse venuto a conoscenza delle ragioni della suddetta “retromarcia”, farebbe cosa gradita se lo rendesse noto; sebbene si possa intuire come Zunino sia considerato uno che va controcorrente, incontrollabile e incorruttibile, un cane sciolto, e, soprattutto, politicamente scorretto! Magari qualche “manina” è intervenuta a dare consigli a chi di dovere! Sebbene il silenzio della Fondazione sia comunque riprovevole.

6. Tutti contro la revisione della legge sui Parchi, ma, tutti attenti più agli aspetti politici e di “cadreghe” che non di vera conservazione della Natura. Per non dire dei diritti delle popolazioni locali, più calpestati che garantiti! Altre sarebbero le cose che andavano modificate o proposte!

 

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COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW 25/03/2016

wilderness

 

COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW

Murialdo, 25 Marzo 2017

1. E’ finalmente terminata la causa che aveva portato sul banco degli imputati la ditta scavatrice della cava che anni or sono aveva minacciato l’integrità del Bosseto di Vicalvi (Frosinone), innescata da una lettera/esposto dell’AIW. Lo scorso 8 marzo si è tenuta l’udienza conclusiva, ovviamente con una decisione di… prescrizione per scadenza dei termini. Siamo in Italia! Dopo ben tre volte di inizio causa (cambio di tribunali e di giudici) ovvio che finisse così.

2. In centro Italia è stato effettuato un sopralluogo a tutta l’area montana che potrebbe completare l’Area Wilderness del Monte Arunzo, nella Marsica, constatandone l’assoluta integrità paesaggistica, meritevole di essere preservata senza imporvi vincoli di natura “parchista”.

3. Finalmente l’AIW si è dotata di una PEC (Posta Elettronica Certificata) adempiendo (con un deplorevole ritardo da parte della Segreteria Generale!) all’obbligo di legge per le associazioni ONLUS e riconosciute: wilderness.italia@pec.it.

4. Improvvisamente si è venuti a conoscenza di una nuova “capanna pastorale” ristrutturata in modo abbastanza moderno e quindi contrastante con l’antico aspetto rurale, in Comune di Pescosolido (Frosinone) nella, da anni, proposta (invano!) Area Wilderness della Val San Pietro-Il Lacerno, nella zona esterna della vallata, in luogo prospicente la vallata sorana. Non è un grave danno, sebbene almeno il tetto faccia a pugni con l’antica situazione e assolutamente avulso dall’ambiente circostante. Purtroppo, siamo in Italia, e lo scopo era spendere soldi di qualche inutile contributo (europeo?)! Una capanna che servirà a ben pochi, forse solo a qualche pastore e qualche cacciatore. L’unico aspetto positivo è che la struttura è di ridotte dimensioni.

5. Ecco una notizia quanto meno vicina alla filosofia Wilderness di un valore spirituale delle terre selvagge. La Nuova Zelanda dopo ben 140 anni di impegno delle genti Maori per far riconoscere il valore spirituale del fiume Whanganui, nell’isola Nord dello Stato, ha finalmente ottenuto dal Parlamento questo riconoscimento: il fiume “riconosciuto per legge quasi alla stregua di un essere vivente”. Ovviamente si tratta anche di una forma di tutela, che se non è wilderness, vi è molto vicina. Ma, cosa che nessun giornale italiano ha ritenuto di evidenziare, è che la parte che è già da tempo (1986) istituita in Parco Nazionale (742 Km quadrati), tra le attività che promuove vi è… la caccia! Una caccia volta anche all’eliminazione e/o riduzione di selvaggina non autoctona, comprese anche capre inselvatichite oltre a cervi e daini.

6. Per ragioni non rese note alla Segreteria Generale, si è dimessa da tutte le cariche sociali in AIW (Consiglio Direttivo, Coordinatore nazionale ai rapporti col mondo della caccia, Presidenza della Sezione AIW Roma) Virginia Massimo Lancellotti. L’AIW se ne dispiace in quanto la Sig.ra Massimo Lancellotti avrebbe potuto fare ancora molto per l’AIW, ma, vista la sua decisione, non si può che ringraziarla per quello che ha comunque finora fatto, sperando che in futuro possa ancora contribuire fattivamente per aiuti o iniziative condivise a sostegno, se non dell’Idea Wilderness, almeno dell’Associazione in questa fase storica della sua crescita.

7. E’ imminente l’adesione all’AIW di centinaia di Soci Formali Collettivi in Lombardia.
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COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW 21/03/2017

wilderness

 

COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW

 

Murialdo, 21 Marzo 2017

1. L’Astrolabio, testata telematica dell’associazione Amici della Terra ha pubblicato a diffuso un articolo di Franco Zunino sul problema del Lupo. L’articolo ha ripreso alcuni documenti già diffusi in passato ed appositamente rielaborati per soddisfare questa richiesta.

2. Continua la battaglia di Survival International contro le autorità del Parco Nazionale di Kaziranga che per difendere i rari Rinoceronti indiani hanno autorizzato i propri guardiaparco a “sparare agli intrusi, godendo di immunità penale se uccidono o feriscono i sospettati”. Addirittura alla famosa BBC inglese che aveva svolto un servizio in merito è stata interdetta per cinque anni dal filmare all’interno del Parco e nelle altre Riserve indiane per la Tigre. Da quando esiste questo regolamento sono già stati uccise 106 persone, tra le quali anche un disabile e ferito un bambino. L’ultimo è stato un pastore che era entrato nell’area protetta per recuperare il bestiame che gli era sfuggito. Survival porta avanti un impegno per “un nuovo modello di conservazione che rispetti i popoli indigeni come i migliori conservazionisti e guardiani del mondo naturale”.

3. Il Presidente dell’AIW Giancarlo D’Aniello ha rilasciato una bella intervista sulla Wilderness, sue origini, finalità e rapporti col mondo della caccia, apparsa sul magazine online “A Caccia”, dove è visionabile cliccando aCaccia.com. Una concreta attività di collaborazione che molti dirigenti e Soci AIW dovrebbero imitare per aiutare l’AIW a crescere.

4. Franco Zunino e Germano Tomei hanno partecipato, su invito, ad un incontro sul problema dell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, tenutosi a Picinisco (Frosinone), alla luce degli ultimi eventi relativi alla proposta di modifiche da apportare alla legge nazionale sulle aree protette in discussione al Parlamento tra Senato e Camera. L’AIW ha dato dei consigli in merito alle possibilità di difesa dei diritti delle collettività locali, impegnandosi a presentare una proposta di deliberazione da far circolare tra i Comuni della fascia esterna del Parco d’Abruzzo. Cosa poi fatta ed attualmente in corso di progresso. Ad essa dovrebbero poi seguire delle deliberazioni per la designazione di Aree Wilderness sui territori che lo meritano.

5. Franco Zunino, accompagnato dal fondatore dell’organizzazione venatoria CPE (Caccia Pesca Ecologia) ha avuto occasione di visitare lo stupendo Padule di Fucecchio, tra le Province di Pistoia e Firenze, conservato e gestito in modo esemplare dai cacciatori (dove potrebbe palesarsi la designazione di primi nuclei di Area Wilderness), nonché di essere poi ospitato all’annuale cena dei cacciatori CPE tenutasi a Montecatini Terme lo scorso 17 marzo, dove è stata presentata l’iniziativa della Wilderness volta ad ottenere posti di rappresentanza nei vari ATC della Toscana mediante la costituzione di alcune Sezioni provinciali AIW.

6. Il muro di Trump tra Messico ed USA potrebbe bloccare il ritorno del Giaguaro negli USA! E’ questa la paura degli ambientalisti americani, che da diversi anni stanno monitorando la presenza di questo splendido animale a nord della frontiera tra Arizona e New Mexico (Negli ultimi venti anni ci sono già state almeno 20 segnalazioni certe di Giaguari, tra le quali quella di un maschio nominato “El Jefe” avvistato la prima volta nel 2011 e segnalato per oltre cento volte dalle fototrappole): ora si spera che non sia il muro di Trump a fermare anche questi migranti!

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DAINI NEI FOSSI DI FILICAIA

images (7)Lo sappiamo,noi cacciatori se capita l’occasione o le occasioni per premere il grilletto, difficilmente riusciamo a resistere alle tentazioni. Cediamo volentieri alle ghiotte opportunità che la nostra passione,il nostro bosco,di tanto in tanto riesce a farci vivere . Però è la nostra macchia che deve porgere un suo frutto,è la nostra fortuna e tenacia che deve darci emozione e passione e non di certo una strampalata “manna illusoria” calata da una strategia Politica Venatoria che autorizza uno scempio faunistico senza precedenti. (Ancora devono convincermi in nome di quale verità assoluta e spiegarmi il ” dopo “.. aver provato ad eliminarli tutti ..) Ecco che per questo motivo,il sottoscritto, in questo finale di stagione per il prelievo selettivo,ha deciso di rifiutare in maniera netta e categorica la ”  Sele-Eradicazione di massa ” . Proveniente da seri corsi di formazione ( e conseguente  ma non scontata abilitazione) dagli anni ’90, ove per Selezione veniva inteso un concetto di prelievo conservativo e di diligente rispetto verso gli animali (e non distruttivo quale è adesso ),mi son imposto di limitare al minimo sindacabile le uscite per il completamento del piano. E in barba alle direttive Regionali ( forse anche gestionali,ma è tutto da appurare ) ho anche deciso di lasciare tranquilli caprioli e daini femmine certamente gravide,rivolgendo moderata attenzione ai soli daini maschi adulti e piccoli.Logicamente facente parte del mio piano e non certo “ad alzo zero” come vorrebbero.. !

A torto o ragione non me ne frega nulla, l’impatto con l’etica e la coscienza personale deve essere il più possibile consona al mio modo di interpretare il prelievo Selettivo.Questa è la sintesi.

Alchè venerdì scorso decido di programmare un‘uscita mattutina tranquilla per il giorno seguente e cioè per il sabato 11.Non riuscendo a nascondere i preparativi serali, mio figlio maggiore si prenota come un fulmine per farmi compagnia nei Fossi di Filicaia,con la speranza di prendere un bel esemplare di daino

Programmare un ”uscita tranquilla”,significa uscire senza aspettative ne speranze particolari……solo l’immenso gusto di immergersi in natura con accanto il figlio.

Lui..mio figlio Ettore..non chiude occhio tutta la notte.Lo sento ruzzolare di continuo agitandosi nel letto freneticamente ..più volte si alza per bere.Tanta è la smania e la voglia di venire a caccia e forse il timore di non svegliarsi al mattino seguente  !

Di riflesso anche io dormo poco.Siamo nella stessa camera…occhi pallati certamente all’alba !

l200 con altanaSuona la sveglia e dopo essersi vestiti,ben sazi di una bella colazione,saliamo sull’auto pronta in garage con le attrezzature necessarie all’azione di caccia.Destinazione il Fosso di Filicaia,dove quell’altanina certosinamente costruita nella mia officina e trasportata sul sito di caccia con il pick up L200,ci accoglierà in maniera comoda e confortevole.Trasporto,imprese,peripezie ed avventure che danno un gusto particolare alla nostra magica passione…

Alle 5,50 siamo sopra la postazione,sistemo lo zaino al suo appendino naturale dopo aver tolto il sacchetto di sabbia,binocolo,lungo e telemetro. Estraggo due colpi per la 270w dalla cibernetta posta nella cinghia dei pantaloni e una volta inseriti nel caricatore,mando avanti l’otturatore perchè inserisca il colpo in canna, pronto allo sparo.Compio tutto con la solita meticolosa parsimonia attenzione,conscio del pericolo che si può sempre sbagliare manovra.Ma non basta e in effetti di seguito,la Dea Suspence Sorpresa,arriverà puntuale………

E’ sempre buio pesto…


images (11)
L’alba ci regala suoni e colori inimitabili..la mattinata sia avvia ad essere tersa e sferzata da una leggera tramontanina che già sbatte la nostra parte sinistra in maniera non del tutto cortese. Sbinocoliamo a destra e manca, io e mio figlio, ma le tenebre ancora ci negano i primi istanti del risveglio rurale…Osservo gli occhi del mio piccolo ..spruzzano gioia ignari della fatica e del  sacrificio che comporta alzarsi alle 4 del mattino.Sono fiero ed orgoglioso della sua felicità..che poi in fondo è la mia.

Iniziamo a vedere quasi ad occhio nudo..i minuti che passano scandiscono le intensità delle luci che si accendono in modo naturale.Sulla sinistra,da dove soffia la tramontana,distinguiamo in un fondovalle,due macchie scure. Inconfondibili…”ecco due daini ”  sussurro a mio figlio pungolandolo al fianco con l’indice.

”Babbo son due femmine”…prontamente dice lui.

Telemetrare per il gusto del calcolo matematico è d’obbligo oltre che indispensabile in certe situazioni….sono in fondovalle a circa 450 metri dalla nostra postazione.

gf (2)Non faccio a tempo ad elaborare altri pensieri che alla mia destra,nel campo che circonda la nostra macchia, percepisco in maniera netta l’inconfondibile trottìo che i magnifici pascolatori emettano quando di buona lena,percorrono i loro percorsi naturali. Come fulmini giriamo entrambi gli sguardi ammutoliti da incredulità e stupore.Ci sfiorano di corsa a 50 metri generando un’emozione del tutto impossibile da descrivere.

Ettore Ettore il branco..gli sussurro.

uno,cinque,undici tredici animali o forse più…i nostri respiri diventano affannosi con le pulsazioni del cuore che assomigliano a tamburi Masai…

Con il mio binocolo 7×42 riesco distintamente ad intravedere il palco di uno o più daini appartenenti alla classe Balestrone se non oltre. Uno ha la stanga rotta. Assieme a loro sfrecciano femmine e piccoli con due maschi fusoni nel bel mezzo.Ammetto di aver smarrito la bussola della conta…

“Accipicchia che botta di c**o ci ritroviamo stamani “ penso tra me e me…

(Sapevo già bene ove sarebbe andata a cadere la mia scelta…nell’eventualità Dea Fortuna mi avesse assistito..)

Sfila tutto il branco lambendo la nostra postazione andando però a scomparire in un avvallamento del terreno,ove la nostra visuale è pressoche nulla.

” Vai ….adesso entrano tutti nel bosco e arrivederci sonatori… !  ”  …sussurro a mio figlio in stretto vernacolo toscano.

Ed invece superato l’avvallamento,rivedo qualche animale nel versante opposto …la buona sorte è con noi stamani..

Sono tre : il capobranco col fusone accanto ed una femmina a far loro da mascotte. Si fermano in prossimità dello scolmo rivolgendo lo sguardo verso di noi. Come avessero percepito i nostri pensieri,si dispongono nel miglior modo possibile.. mostrandosi anche,fortunatamente,in affili basilari per la sicurezza. L’arma è già alla spalla appoggiata al sacchetto e pronta per tuonare ….l’occhio dentro il 6×42

images (5)Maestoso King Daino con lo sguardo sempre verso noi porgendo il suntuoso corpo ai 90 gradi della linea teorica di sparo.Ci siamo..180 metri più o meno…

Quando il reticolo è ben saldo puntato sulla spalla dell’animale,armo lo stecher della mia Voere …

..trattengo il respiro e sgancio il colpo..

Un metallico clik,sinistro,risuona in garitta.. la cartuccia non è espolsa…….mannaggia !

Ha fatto cilecca…

No no..Dea Fortuna dove sei finita ?

Lucidamente capisco subito cosa sia successo : al buio dopo aver inserito i due colpi nel caricatore non mi sono accorto che l’otturatore in chiusura non aveva agganciato il proietto e quindi la camera di scoppio vuota,certo non poteva emettere il boato delle 130 grani . Riapro l’otturatore per l’intera corsa rimandandolo lentamente in avanti e questa volta distinguo sonoramente l’immettersi del colpo in camera . Lui ..King Dama Dama..è sempre lì   ..

Ettore trema e bisbiglia frasi che non riesco a decifrare…

Io son di nuovo pronto col respiro e con la mente…

images (1)..Il boato echeggia alle 6,15 nell’intera valle dell’Alta Vetrialla. Il primo sparo della giornata in zona che rompe i canori risvegli dei piccoli uccelletti di rogo ..L’animale accenna una leggera flessione in avanti che solo l’occhio giovane di mio figlio,riesce a distinguere nettamente. Dopo di che lui e l’intero branco, si butta di corsa a perdi fiato verso il basso alla riconquista del folto bosco di macchia mediterranea ..scomparendo dalla nostra visuale

“Che padella ho fatto Tettè (diminutivo di Ettore) “

“No no Babbo..l’animale è andato giù in avanti “replica speranzoso e sicuro di sè

Attendiamo 10 minuti, il tempo di risistemare l’attrezzatura e dare il tempo eventualmente alla nobile bestia di avviarsi beatamente nelle verdi praterie.

Le 6,25 siamo con  i piedi in fondo alla scala dell’altana.

Spero di notarlo esamine nel prato una volta affacciatomi di là dal dosso..

Ed invece…

Ci avviamo verso il punto dell’anshuss, ovvero il punto ove l’animale era in mira e il proietto avrebbe dovuto abbattere sul posto. Ma il campo tradisce, punti di riferimento non ce ne sono, le pulsazioni del cuore fan perdere la calma anche ad un 50 enne temprato come me.

Non troviamo goccia di sangue…

Abbastanza sconsolato e con mio figlio dietro ai miei passi,ci avviamo ai bordi della macchia ove ritenevo che il daino fosse entrato.Solo pura ed unica supposizione, visto che era al di fuori della mia visuale

Gli occhi si tingon di rosso. Un chiaro riflesso purpureo all’immettersi del trattoio velano i nostri sguardi intenti alla ricerca..

“Tettè ..allora l’ho beccato ! ”

“Speriamo non abbia ciccato il punto andando a colpire la gamba anteriore “ è la prima osservazione da bicchiere mezzo vuoto …

Ma il sangue è cospicuo…è tanto ..strisciata importante continua

Mi addentro nella macchia dal sottobosco pulito ..

Pochi metri..

In un avvallamento somigliante ad una vasca naturale,scorgo esamine il melanico corpo della nobile bestia…

Il suo importante palco adagiato al gambo di un nocione infangato dallo strofinio di qualche irsuto suide,accende  la gioia per la preda appena individuata da recuperare.

ok 3605Il cuore pulsa emozioni che sfogano con un sonoro cinque seguito da un abbraccio amoroso col mio prode e temerario bambino..

Compagno di sangue in questa inaspettata ed emozionante scena di caccia.

A noi basta poco per essere felici,non ci occorre fare le stragi per essere soddisfatti della giornata venatoria.

Quelle,le stragi, le lasciamo autorizzare ai nostri miopi governanti.

E se un giorno i miei figli avranno imparato ad apprezzare queste piccole sfaccettature che rendano felice il babbo, significherà che sono riuscito a trasmettere loro basi e valori per una vita semplice e serena.

Non basata sulla quantità ma sulla qualità….

E allora sarò un babbo orgoglioso.

 

Ps: Daino Maschio Balestrone di 65 kg.. previsto dal nostro piano di abbattimento.

Distanza di tiro 180 metri circa

Arma usata : Voere Kufstein 2165 in calibro 270 w

Ottica  Swarovski Habicht  6×42

Cartuccia ricaricata dal sottoscritto con Palla Sierra Spitzer da 130 grani.

Massimiliano Piersimoni

Governatoi attrattivi cinghiali

Sono giunte notizie a questo ATC SIENA che  alcuni cacciatori ritengono legittimo usare le governe attrattive in caccia di selezione al cinghiale.

A tal proposito precisiamo che le governe attrattive sono consentite esclusivamente per interventi in art. 37 con uso di solo mais in granella.

L’art. 37 è attivato previa richiesta all’Ufficio Regionale di Siena dagli agricoltori in presenza di danni in atto o potenziali. L’Ufficio rilascia apposita autorizzazione con le modalità di intervento autorizzate e la invia alla Polizia Provinciale che indica la guardia volontaria responsabile degli interventi.

E’ vietato l’uso delle governe per la caccia di selezione. Si ricorda che le sanzioni previste oltreché monetarie sono anche penali.

http://www.atc-siena.it/governatoi-attrattivi-cinghiali/

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COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

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Cosa cambierà? Parecchio…

Cosa cambierà? Parecchio...

Dopo il voto di ieri, la modifica alla direttiva europea sulle armi è realtà. In attesa della legge italiana di recepimento, ecco quali sono i punti più “caldi”. E c’è davvero poco di cui stare allegri…

Il voto di ieri ha consegnato alla storia una revisione della direttiva europea in materia di armi (91/477, già emendata e integrata nel 2008) tra le più criticate e controverse. Il testo è quello concordato dal famigerato “trilogo” tra Consiglio europeo, Commissione e Parlamento, già votato il mese scorso dal comitato Imco e confermato dal plenum dell’assemblea rifiutando ogni ulteriore emendamento. Ma cosa cambia, nella sostanza, per gli appassionati? Be’, il rischio è che cambi più di quanto si immaginava, in quanto alcune enunciazioni di questa norma sembrano fatte apposta per rendere nei fatti impossibile (o molto difficile) la detenzione di tipologie di armi che, in teoria, sarebbero consentite.

Per leggere il testo ufficiale del provvedimento (in italiano), CLICCA QUI.

Tutto è arma

Il primo aspetto critico è costituito dal fatto che, in pratica, con questa nuova direttiva “tutto” viene considerato arma da fuoco: sono armi da fuoco le repliche ad avancarica (che in molti casi, anche in Italia, erano di libera vendita, almeno quelle monocolpo), ma sono in pratica armi da fuoco anche le armi disattivate seguendo il nuovo regolamento europeo sulla disattivazione entrato in vigore lo scorso 9 aprile.
In teoria, tanto le avancarica quanto le disattivate sarebbero semplicemente soggette a “dichiarazione” perché inserite nella categoria C dell’allegato I della direttiva 91/477, ma nella pratica occorreranno gli stessi adempimenti previsti per le armi da fuoco moderne e funzionanti, visto che la norma prevede che “gli Stati membri consentono l’acquisizione e la detenzione di armi da fuoco solo alle persone in possesso della licenza o, per quanto riguarda le armi da fuoco di cui alla categoria C, che siano specificamente autorizzate ad acquisire e detenere tali armi da fuoco conformemente al diritto nazionale”. La conseguenza più immediata è che persone che oggi detengono legalmente armi ad avancarica o armi disattivate (ma la norma riguarda solo le disattivate in conformità del regolamento europeo, quindi solo quelle disattivate dopo il 9 aprile) potrebbero scoprire di non avere i requisiti previsti per la detenzione e, quindi, essere costretti a disfarsene. Appare evidente, in particolare, l’assurdità di aver realizzato un regolamento europeo per essere sicuri che un’arma disattivata NON sia più un’arma, per poi richiedere al detentore gli stessi adempimenti previsti per le armi da fuoco. Verosimilmente, una norma di questo genere rappresenterà un colpo mortale sia per il mercato delle armi disattivate, sia per le repliche ad avancarica. Oltretutto, anche per le armi di categoria C sono previsti adempimenti in materia di custodia, che oggi non erano richiesti, anche se tali adempimenti potrebbero essere meno impegnativi rispetto alle “vere” armi da fuoco perché è specificato che “il livello di controllo in relazione alle modalità di custodia appropriata è commisurato al numero e alla categoria delle armi da fuoco e delle munizioni in questione”. Attenzione, ripetiamo: la norma non si applica alle armi disattivate prima dell’entrata in vigore del regolamento europeo del 9 aprile, a meno che tali armi non siano poste in vendita o trasferite in un altro Stato membro (in tal caso occorrerà adeguarle alle prescrizioni del regolamento e denunciarle).

Demilitarizzate e caricatori maggiorati: più no che sì…

I problemi più grossi si preannunciano per i detentori delle armi demilitarizzate e dei caricatori cosiddetti “maggiorati”, ovvero di capacità superiore a 20 colpi per le pistole e 10 per le carabine. È proprio in questo caso che si concentrano le criticità della norma che, se da un lato concede, dall’altro rende di fatto impossibile, o molto difficile, l’effettiva detenzione. Vediamo perché.
Come è noto, vengono create tre nuove voci nella categoria A dell’allegato I alla direttiva 91/477 (armi da fuoco proibite), cioè: A6, per le armi demilitarizzate (armi da guerra vendute sul mercato civile dopo l’eliminazione della raffica); A7, per le armi semiautomatiche a percussione centrale con caricatori “maggiorati” inseriti; A8, per le armi lunghe semiautomatiche che, mediante l’asportazione o il ripiegamento del calcio, possono assumere una lunghezza totale inferiore a 60 cm senza veder compromesso il loro funzionamento.
Cosa cambia per chi a oggi già detiene queste armi? In teoria nulla, perché è specificato che “gli Stati membri possono decidere di confermare, rinnovare o prorogare le autorizzazioni per le armi semiautomatiche di cui ai punti 6, 7 o 8 della categoria A per le armi da fuoco che rientravano nella categoria B e legalmente acquisite e registrate prima della data di entrata in vigore della presente direttiva modificativa, fatte salve le altre condizioni di cui alla presente direttiva”. Ma è proprio l’ultima frase che fa drizzare i capelli sulla testa: “le altre condizioni”, infatti, si riferiscono al fatto che per le armi di categoria A (quindi, oltre alle “ex” civili, principalmente quelle da guerra) sono, con la presente direttiva, richieste precauzioni di custodia particolarmente rigide.
I problemi più grossi si pongono per chi vorrà acquistare tali armi dopo l’entrata in vigore della direttiva: i collezionisti sono praticamente (di fatto) esclusi, visto che è specificato “gli Stati membri possono decidere di concedere a collezionisti, in singoli casi eccezionali e debitamente motivati, autorizzazioni ad acquisire e detenere armi da fuoco, componenti essenziali e munizioni rientranti nella categoria A nel rispetto di rigorosi requisiti riguardanti la sicurezza, ivi compresa la dimostrazione alle autorità nazionali competenti di aver adottato misure per far fronte a eventuali rischi per la pubblica sicurezza o l’ordine pubblico e di custodire le armi da fuoco, i componenti essenziali e le munizioni interessate con un livello di sicurezza proporzionato ai rischi associati a un accesso non autorizzato agli stessi”. Capito? In pratica, così come è posta la normativa, per chi intenda collezionare le demilitarizzate o i famosi caricatori “maggiorati” saranno richieste misure di custodia degne di Fort knox ma, attenzione, tali misure di custodia saranno richieste anche agli attuali detentori di tali armi! In pratica, per continuare a detenere un Ak demilitarizzato da 600 euro, saranno richiesti 5 mila euro tra inferriate, allarmi eccetera. La conseguenza è che, pur essendo in teoria autorizzato il possesso, nella realtà per la maggior parte dei cittadini esso sarà precluso nella pratica.
Non va meglio per chi intenderà acquistare tali armi (o i caricatori, non dimentichiamoci dei caricatori…) per utilizzo sportivo: occorrerà dimostrare di praticare attività agonistica da almeno 12 mesi e, soprattutto, le modalità di custodia dovranno sempre essere quelle appena espresse.

La custodia delle armi

A parte la categoria “A”, anche per le altre armi da fuoco sono esplicitamente previsti adempimenti per la custodia: “Al fine di ridurre al minimo il rischio di accesso alle stesse da parte di persone non autorizzate, gli Stati membri stabiliscono norme in materia di adeguata sorveglianza delle armi da fuoco e delle munizioni e norme in materia di custodia in sicurezza. Le armi da fuoco e relative munizioni non devono essere facilmente accessibili contemporaneamente. Per “adeguata sorveglianza” si intende che la persona che detiene legalmente l’arma da fuoco e la munizione interessata ne ha il controllo durante il suo trasporto e utilizzo. Il livello di controllo in relazione a tali modalità di custodia appropriata è commisurato al numero e alla categoria delle armi da fuoco e delle munizioni in questione”. 
In pratica, questo tipo di prescrizioni è già vigente in Italia per coloro i quali sono in possesso di licenza di collezione per armi comuni da sparo. Verrà, tuttavia, esteso anche ai semplici detentori ex art. 38 Tulps.

Monitoraggio continuo o non continuo…

Un altro punto molto critico per gli appassionati è quello relativo alla verifica periodica della persistenza dei requisiti psicofisici per la detenzione delle armi (che è di 5 anni per tutti: semplici detentori, possessori di un porto d’armi, collezionisti). Nella direttiva è infatti indicato che “Gli Stati membri devono porre in essere un sistema di monitoraggio, che possono attivare su base continua o non continua, inteso a garantire il rispetto delle condizioni di autorizzazione stabilite dal diritto nazionale per tutta la durata dell’autorizzazione, nonché la valutazione delle informazioni mediche e psicologiche pertinenti. Le disposizioni specifiche sono stabilite in conformità del diritto nazionale”. 
Cosa significa? Tutto e niente. Tutto, se questa norma dovesse essere interpretata dai nostri solerti ministeriali nel senso che ogni anno tocca di fare la visita medica; niente (o “poco”) se, in modo più intelligente e meno punitivo, si istituisse una forma di comunicazione tra i medici di base e l’autorità di Ps, idonea ad avvisare nel momento in cui a un detentore di armi dovessero essere diagnosticate determinate patologie. Ci perdonerete se non abbiamo tutta questa fiducia nella buona fede dei burocrati romani…

Le uniche note positive

Anche se pochi, ci sono comunque aspetti positivi nel testo della direttiva: il più importante è che si stabilisce, su base europea, che le armi da fuoco trasformate a salve (come le armi per uso scenico) continuano a essere considerate armi a tutti gli effetti (come è già in Italia) e restano nella loro categoria d’origine. In questo modo, si potranno scongiurare quei casi in cui la criminalità ha comprato di libera vendita tali armi per poi ri-modificarle per sparare cartucce a pallottola. Un altro aspetto interessante è che viene eliminato dall’elenco delle parti fondamentali d’arma il silenziatore; per gli italiani però, sul momento, non cambierà nulla, perché comunque il possesso di tali strumenti è vietato dal decreto legislativo 121 del 2013.

http://www.armietiro.it/cosa-cambia-dopo-lapprovazione-della-modifica-alla-direttiva-europea-91-477-8329

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Caccia di selezione al cinghiale e altri ungulati: sessioni d’esame 2017

Le convocazioni agli esami presso le diverse Sedi territoriale degli Uffici regionali per la caccia. Materiali di studio per prepararsi all’esame

La Regione Toscana comunica che presso le Sedi territoriali regionali (STR) si terranno prossimamente gli esami per l’abilitazione al prelievo selettivo dei cervidi e bovidi (capriolo, daino, muflone, cervo) e del cinghiale. Per informazioni più dettagliate vi ivitiamo a contattare direttamente le Sedi Territoriali Regionali competenti per territorio.

Gli esami si svolgono per

  • il prelievo selettivo del cinghiale
  • il prelievo selettivo del capriolo
  • il prelievo selettivo del daino, cervo e muflone solo per i cacciatori già abilitati in passate sessioni alla specie capriolo.

Per l’esame di abilitazione al prelievo selettivo del cinghiale. I cacciatori – ai sensi dell’art. 8, comma 2, della delibera Giunta regionale n. 311/2016 – non in possesso dell’iscrizione all’albo di caccia al cinghiale in battuta, o all’albo degli abilitati agli interventi di contenimento del cinghiale in battuta ai sensi dell’art. 37, o alla caccia di selezione di cervidi e bovidi, per sostenere l’esame devono prima frequentare apposito corso organizzato dagli ATC o dalle associazioni venatorie, agricole, ambinetaliste. Si ricorda inoltre che – ai sensi dell’art. 2, comma 1, della Delibera G.R. 311/2016 – all’esame possono partecipare i cittadini che abbiano compiuto il 18° anno di età alla data di presentazione della domanda e che siano residenti o domiciliati in Toscana.
Come prepararsi all’esame  >>> Materiali di studio per esami di abilitazione caccia selezione ungulati

Per qualsiasi informazione in merito, si prega di rivolgersi alla sede territoriale di proprio interesse

Sessioni di esame nelle sedi territoriali regionali

Fonte: Regione Toscana

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FLAVIO TOSI e LEGITTIMA DIFESA

 “DORMO CON LA PISTOLA SUL COMODINO” – FA DISCUTERE IL TWEET DEL SINDACO DI VERONA: “LE INFERRIATE ALLE FINESTRE NON BASTANO. SE QUALCUNO ENTRA IN CASA MIA, SONO PRONTO A SPARARE. SENZA LEGGI ADEGUATE, DEVO PROTEGGERE LA MIA FAMIGLIA”

Che il sindaco di Verona, Flavio Tosi, dorma con una pistola sul comodino, fa un certo effetto. Soprattutto se a dirlo è colui che dopo aver abbandonato la Lega Nord nel 2015, ha fatto armi e bagagli per fondare il suo nuovo progetto politico «Fare!» E soprattutto se a dirlo è colui che aveva dichiarato di sostenere il governo Renzi, il centro sinistra che di armi non ha mai voluto sentir parlare.

«A casa ho inferriate ai serramenti, c’ è l’ allarme, dormo con una pistola sul comodino.

Senza leggi adeguate, devo proteggere la mia famiglia» ha scritto Tosi su Twitter, sabato alle 16.49, riferendosi ai recenti fatti di Lodi dove un ristoratore ha sparato e ucciso un ladro, un romeno di 28 anni, durante un tentativo di furto.

pistola pistola

Un tweet ricondiviso poi da Tosi stesso sulla sua pagina Facebook che ha fatto il giro dell’ intero web. «È un dato di fatto spiega ieri a Il Giornale, il sindaco Flavio Tosi io abito in estrema periferia, non dico in aperta campagna ma i ladri quella zona lì l’ hanno già battuta più e più volte. Sono entrati in casa come nei garage e quindi proteggo me e la mia famiglia, è un fatto di prudenza. È difficile sentirsi sicuri in casa propria, soprattutto in zone periferiche, siccome non voglio essere sorpreso in casa perché sono persone pericolose, allora mi difendo».

Un problema quello della legittima difesa da sempre battuto su più fronti, con chi tira la coperta da un lato per coprire anche chi in preda al panico si difende e chi la tira dall’ altro, dicendo che «no, le armi non si devono usare».

TOSI E ZAIA TOSI E ZAIA

Ma il sindaco veronese in questo caso dà man forte alle posizioni da sempre sostenute dalla Lega. «L’ ultimo che provò a dare un minimo di giustizia a chi si difende e a correggere in meglio queste norme ci dice Tosi fu l’ allora ministro Roberto Castelli che mise mano, correggendolo in parte, al concetto di legittima difesa.

Bisognerebbe ampliarlo, non dico come negli Stati Uniti, dove la proprietà privata è totalmente inviolabile però il diritto di difesa deve esistere. Non puoi colpevolizzare quel commerciante, quel pubblico esercente che si trova in casa lui, la famiglia, quattro delinquenti e in qualche modo si difende.

dettaglio pistola dettaglio pistola

Non ci può essere giudizio, non è razionale la difesa in quel momento. Uno si trova in casa delle persone e si difende e non puoi dire non dovevo usare l’ arma o come dovevo usarla. Bisognerebbe trovarsi in quella situazione per provare a capire cosa si sente, cosa si prova».

Il governo di centro sinistra non ha mai voluto sentir parlare di armi. «Sì ci dice Tosi però se ci fossero delle leggi adeguate allora lo Stato può chiedere al cittadino di non difendersi, ma siccome le leggi fanno ridere allora il cittadino in qualche modo si deve difendere. Purtroppo siamo in una situazione dove viene privilegiato chi delinque rispetto a chi si difende. Non lo faccio per esibizionismo. Io questo ragionamento lo faccio in maniera molto lucida». Quindi, Lei pensa che se le piombassero in casa userebbe l’ arma?

«Io abito con la mia compagna, se mi entrasse qualcuno, io difendo la famiglia. Se uno entra di notte e sa che sei in casa, vuol dire che è disposto a tutto, anche a far del male e io devo prevenire». Sparerebbe quindi? «Bé, credo di sì».

Parole destinate a rilanciare ulteriormente la polemica su un tema Рquello della difesa dalle scorribande dei ladri in casa Рche nel Nord-Est ̬ particolarmente sentito, anche a causa delle molte rapine degenerate in gravissimi atti di violenza.

TOSI SALVINI - VIGNETTA BENNY TOSI SALVINI – VIGNETTA BENNY 

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tutti-letto-flavio-tosi-dormo-pistola-comodino-fa-143358.htm

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