LA RAGGI COPIA IL PROGRAMMA DEI VERDI

Roma, discorso copia-incolla di Raggi
I verdi: «Poteva almeno ringraziarci»

Bonelli: «La sindaca ha usato il nostro programma e ne siamo felici. Ma poteva farci almeno una telefonata». Nobili (Pd): «Linee guida in ritardo e copiate: Roma merita di meglio»

di Redazione Roma

«La sindaca Raggi ha copiato il nostro programma ne siamo felici ma notiamo che manca la parte dei rifiuti del programma dei Verdi che forse volutamente non ha copiato»: lo dichiara Angelo Bonelli dei Verdi commentando la notizia del Corriere sul programma del sindaco Raggi che, in più parti, avrebbe fatto uso del copia e incolla da una serie di documenti già presenti sul web . «Forse dipende dal fatto- continua l’esponente dei Verdi- che nel programma della Raggi non si parla di rifiuti zero e non si esclude l’uso di inceneritori considerato che l’assessore all’ambiente Muraro è sempre stata favorevole al loro utilizzo». Nonostante ciò, conclude Bonelli, «auspico che il programma sia attuato, anche se copiato. Comunque il sindaco Raggi una telefonata per dirci grazie poteva farcela….».

«Abbiamo atteso per i lunghi mesi della campagna elettorale che Virginia Raggi producesse un programma di governo per la città. Inutilmente. Dopo oltre un mese dall’insediamento, le linee guida sono arrivate proprio quando non poteva più sottrarsi dall’obbligo di legge. Le ha presentate leggendo pedissequamente un documento vuoto, per la genericità delle indicazioni e l’assenza di qualsiasi impegno preciso di fronte ai cittadini e per la mancanza di interi capitoli strategici. Oggi scopriamo che è molto peggio di così. E che quel documento, arrivato così in ritardo, era davvero vuoto. E che quello che e’ stato presentato è il frutto di un penoso copia e incolla. Un insulto all’intelligenza dei romani: la nostra povera Roma non merita un sindaco così» afferma Luciano Nobili del Partito Democratico di Roma.

http://roma.corriere.it/notizie/politica/16_agosto_03/roma-discorso-copia-incolla-raggi-verdi-poteva-almeno-ringraziarci-8d6e6318-5965-11e6-9678-6c5e366d4cd4.shtml

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CIA : LE CINQUE MOSSE

Una proposta in cinque mosse per uscire dallo stallo in cui è ferma la Legge obiettivo della Regione Toscana per uscire sull’emergenza degli ungulati. E’ quanto ha proposto la Cia Siena, nella riunione della Giunta regionale dell’1 agosto, in cui è stato fatto il punto sullo stato di attuazione della “Legge obiettivo” per la riduzione della fauna selvatica in provincia di Siena ed in Toscana. «Dopo quasi sei mesi dalla sua approvazione, la situazione è molto preoccupante – dichiara il presidente Cia Siena Luca Marcucci –. Nonostante gli indubbi sforzi della Regione Toscana a dell’Assessore Marco Remaschi, soprattutto sull’avvio della caccia di selezione, l’attuazione della Legge obiettivo è una vera corsa ad ostacoli, che in parte sono oggettivi, in parte derivano da alcune incertezze decisionali, ma troppo spesso portano il nome e cognome di chi non aspetta altro che il fallimento della Legge». Per uscire dallo stallo la Cia Siena propone alla Regione di “prendere il cinghiale per le zanne” intervenendo subito con nettezza e determinazione.

La proposta della Cia Siena si articola in cinque azioni immediate: superare lo stallo degli ATC, dando subito piena legittimità di governo degli ambiti agli amministratori. Accelerare nel frattempo la ridefinizione degli ATC, mantenendo l’impianto della Legge di riordino, coniugato con il riconoscimento, per alcune aree, del criterio di omogeneità territoriale; potenziare le attività di controllo previste dall’Art. 37 della Legge Regionale 3/94, superando le lungaggini procedurali che ne rendono difficile l’attuazione; concludere il percorso di definizione delle aree non vocate, che debbono comprendere, come prevede la Legge, tutti i territori agricoli potenzialmente a rischio di danni; proseguire l’azione di allargamento della caccia di selezione, indispensabile strumento da affiancare alla caccia programmata ed agli interventi di controllo; intervenire con decisione per garantire agli agricoltori il giusto risarcimento dei danni. “Come Cia Siena è dal novembre 2014 che lo diciamo: non si tratta di calamità naturale, ma di emergenza istituzionale – conclude il direttore Cia Siena Roberto Bartolini –. La Regione Toscana deve trovare la forza e la determinazione necessarie per riprendere il controllo del territorio. Noi agricoltori saremo al fianco delle Istituzioni, se sapranno operare per la salvaguardia dell’ambiente e dell’agricoltura”.

Fonte: antennaradioesse.it

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PORTO D’ARMI E NUOVE REGOLE

IL SOTTOSEGRETARIO BOCCI INCONTRA LE ASSOCIAZIONI VENATORIE

 

La Sezione Comunale Federcaccia di Perugia con i rappresentanti Regionali e Provinciali, per voce del Presidente Fausto Cagiola, comunica che Venerdì 05 agosto alle ore 12:00 presso la sede di Via Settevalli n. 133 si terrà un incontro con i rappresentanti delle associazioni venatorie dell’Umbria, Enalcaccia, Liberacaccia, Arcicaccia, Anuu migratoristi, Italcaccia. All’incontro parteciperà il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Gianpiero Bocci per affrontare le problematiche inerenti il porto d’armi alla luce delle nuove normative delle Leggi di Pubblica Sicurezza. (Ufficio Stampa Federcaccia Umbra)http://www.ladeadellacaccia.it/

Il Parco Nazionale di Pantelleria è una realtà.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di istituzione del Parco Nazionale di Pantelleria, uno dei quattro parchi previsti nella legge 222/2007 (finanziaria).

Parco-Nazionale-PantelleriaLa notizia era nell’aria visto che dopo il devastante incendio dei boschi di Montagna Grande del 28 maggio scorso si è innescata una sorta di gara tra le amministrazioni interessate (Regione Siciliana, Ministero dell’Ambiente) per accelerare al massimo l’iter dell’istituzione del parco nazionale su cui si sono espressi favorevolmente tanti VIP che frequentano l’isola. Per loro il parco nazionale sarà la panacea di tutti i problemi. E i panteschi veraci, gli autoctoni, cosa ne pensano? C’è stata una breve polemica del gruppo del PDL in consiglio comunale, presto rientrata, mentre la popolazione sembra rimanere indifferente alla definitiva perdita di autonomia che deriverà dall’istituzione del parco, e dalla nascita di un organismo, che accentrerà attorno a sé la gestione di tutti gli affari dell’isola.

Capisco che a nove anni dall’emanazione della legge tante posizioni possano essere cambiate, specie dopo che la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso con cui la  Regione  rivendicava la propria competenza in materia ambientale, sentenziando che qui si parla di parchi nazionali e non regionali. Augurandomi che dalla tanto desiderata istituzione del parco non derivino cocenti delusioni, vorrei soffermarmi su un altro tema strettamente connesso alla legge istitutiva.

Mi riferisco specificatamente al fatto che sull’onda di questa “parcomania”, si potrebbe dar corso all’istituzione del Parco Nazionale delle Egadi e del litorale trapanese, anch’esso previsto fra i quattro parchi della legge 222/2007.

Sull’argomento si esprimeva già nel novembre del 2007 Angelo Dimarca di Legambiente. Premettendo l’incoerenza della mancata istituzione del Parco Nazionale dell’Etna, una delle aree di maggiore interesse naturalistico d’Europa (già prevista in una legge dello Stato del 1991) definiva una mostruosità il Parco Nazionale delle Egadi e del litorale trapanese  “comprendente non solo le isole Egadi e la relativa area marina protetta, ma riserve regionali come lo Zingaro, le saline di Trapani, lo Stagnone di Marsala ed aree come Capo Feto e Capo Granitola. Manca solo il Belice dopodiché l’intero litorale della provincia trapanese da Castellammare del Golfo sino a Selinunte verrebbe classificato, e dovrebbe essere gestito, come un unico parco. Una vera follia. Si tratta di aree con connotati ambientali diversi e con una estensione tale da rendere ingestibile il parco”.

La proposta  di allora di Legambiente che suggeriva di limitare il Parco Nazionale delle Egadiesclusivamente ai territori terrestri di Marettimo, Favignana e Levanzo ed alla contigua Area Marina Protetta statale, per fortuna non è cambiata ed è stata ribadita recentemente in una conferenza stampa organizzata da Ermete Realacci alla presenza del Sindaco di Favignana, che l’ha condivisa. Per inciso Legambiente ha proposto inoltre che venga inserita un’Area Marina Protetta anche a Pantelleria.Pantelleria

Per quanto finora detto, la Sezione Provinciale di Trapani dell’AIW  (Associazione Italiana per la Wilderness) in piena sintonia con l’AIW nazionale, pur non essendo entusiasta dell’idea di questo nuovo eventuale parco nazionale per la non sufficiente presenza  di altissimi valori di naturalità sia nelle isole di Favignana e Levanzo – sia a Pantelleria – a causa  dell’eccessiva loro antropizzazione, dichiara che si potrebbe tuttalpiù condividere, per la serietà delle motivazioni addotte, la proposta di Legambiente del 2007, ribadita anche adesso in conferenza stampa, riguardo alla delimitazione del Parco Nazionale delle Egadi. 

Ciò non toglie che si rimanga critici verso questa visione di parco concepita non tanto per tutelare un bene naturale, quanto per creare un organismo pubblico ed un’ opportunità per lo sfruttamento turistico delle suddette isole, cosa che si ritiene in contrasto con l’idea stessa di parco nazionale.

 http://www.cacciaedintorni.it/web/parco-nazionale-pantelleria-realta/

CCT ed EMERGENZA UNGULATI

LA CCT SULL’”EMERGENZA” UNGULATI: NON SONO I CACCIATORI A FARE LE LEGGI

Il Tirreno on line del 2 agosto riporta la notizia della manifestazione della Coldiretti sull’emergenza cinghiali e, virgolettate, le dichiarazioni attribuite all’Assessore regionale Marco Remaschi: “ Ammetto che in questi giorni ci sono state troppe resistenze da parte dei cacciatori, ma la Giunta regionale si è riunita – ha detto l’Assessore – e ha modificato la delibera che semplifica tutte le procedure di intervento per contenere e abbattere gli ungulati. Da ora in poi sarà sufficiente un’autocertificazione da parte dell’agricoltore per far scattare l’intervento di abbattimento in poche ore”.
“Se la dichiarazione di Remaschi fosse vera “ afferma Marco Romagnoli Segretario della Confederazione Cacciatori Toscani che riunisce Federcaccia, Arcicaccia ed Anuu “saremmo di fronte all’incredibile. Vogliamo ricordare che i cacciatori non fanno le leggi; che i cacciatori non fanno le delibere attuative; che i cacciatori non sono responsabili del lavoro degli uffici.
I cacciatori hanno opinioni e le esprimono in modo civile e responsabile; e in questa materia hanno per mesi presentato proposte puntuali mirate proprio alla soluzione del problema: costantemente inascoltati. E un’opinione chiara la esprimiamo di nuovo: mai in Toscana la gestione della fauna selvatica è stata così confusa e inconcludente; mai in Toscana si è governato questa materia senza o contro i principali protagonisti, cacciatori e agricoltori.”

 

CONFEDERAZIONE CACCIATORI TOSCANI
(Federcaccia – Arci Caccia – ANUU)

TOSCANA : REMASCHI CON GLI AGRICOLTORI

Coldiretti, Remaschi: “Richieste in linea con legge regionale su selezione e iniziative della giunta”

 

 Remaschi primo piano

 

FIRENZE – “Una manifestazione civile, di protesta ma anche di proposta”, così l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi ha commentato la manifestazione nazionale di Condiretti organizzata oggi a Firenze. L’assessore è stato anche invitato a salire sul palco dagli organizzatori, che gli hanno illustrato le proprie difficoltà e presentato le proprie proposte.

“Gli agricoltori vogliono raccogliere il frutto del loro lavoro – ha spiegato Remaschi – non vogliono un ristoro economico dei danni subiti a causa di un’eccessiva presenza di fauna selvatica. Produzioni danneggiate danneggiano a loro volta l’immagine delle aziende e i loro mercati. Le loro esigenze sono in linea con il lavoro della Regione Toscana e con quanto contenuto nella legge obiettivo 10/2016, che ha come fine lo sviluppo dell’agricoltura toscana,  la tutela delle nostre produzioni tipiche e del nostro bellissimo territorio, anche attraverso la sburocratizzazione e la semplificazione delle norme che riguardano gli interventi di controllo faunistico”.

http://www.toscana-notizie.it/-/coldiretti-remaschi-richieste-in-linea-con-legge-regionale-su-selezione-e-iniziative-della-giunta-

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