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ANLC PER LA BRACCATA AL CINGHIALE

ANLC

Associazione Nazionale Libera Caccia
Negli ultimi tempi la caccia al cinghiale, effettuata nella tradizionale forma della “battuta” (o
braccata o cacciarella) sta subendo un massiccio attacco da parte di chi vorrebbe cancellarla per
sostituirla con la caccia di selezione o con altre forme più “moderne” di attività venatoria.
La Libera Caccia, come ho recentemente scritto anche su un autorevole periodico che si occupa di
cinghiale e cani, è e sarà sempre al fianco dei cacciatori, per difendere qualsiasi tradizione e cultura
venatoria che i nostri padri ed i nostri nonni ci hanno tramandato. La caccia al cinghiale in battuta è
sempre stata un rituale che nel tempo ha accumunato e affascinato migliaia di cacciatori. Ha
aggregato il povero con il ricco, il dotto con l’ignorante, il giovane con il vecchio. Ha fatto crescere
e riconoscere la razza del cane maremmano ed ha fatto battere e trepidare i cuori di molti di noi.
Come è possibile quindi non sostenerla?
Solo uno sciocco può pensare di riuscire a contenere il numero dei cinghiali senza il supporto, la
conoscenza ed il sacrificio, anche economico, che i membri delle squadre del cinghiale sostengono.
Ci sono luoghi e periodi nei quali altre forme di caccia possono essere preferite o possono integrare
la braccata nel prelievo e nel contenimento del cinghiale, ma è indiscutibile che la prima donna resti
sempre lei, la braccata!
Il percorso che avete intrapreso in Toscana è già stato supportato dal Vice Presidente Nazionale e
dal Presidente Regionale di Libera Caccia e quindi non trovo nessuna difficoltà a dichiarare che non
solo io ma tutta la nostra associazione vi sostiene.
In bocca al lupo
Il Presidente Nazionale
Paolo Sparvoli
Associazione Nazionale Libera Caccia – Via Cavour, 183/b – 00184 Roma
Telef. verde 800270148 e-mail: anlc@libero.it

 

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Category: .In Evidenza, AAVV, ANLC

Comments (3)

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  1. OSSERVATORE scrive:

    I nostri nonni manco lo sapevano cos’èra la braccata! abbozzatela di dire bischerate! è una caccia che esiste da meno di quarantanni e quando è nata i cacciatori “veri “la vedevano come il fumo negli occhi: dove arrivavano i cinghialai dovevano smammare tutti: lepraioli, beccacciai o migratoristi, via tutti! però ha creato centri di potere niente male…basta vedere le “sagre”…in alcune si mettono a tavola quasi duemila persone in un paio di fine settimana..a una media di 25 euro a testa, fate due conti, via!…bella la braccata, si!

    ma si possono sciogliere le mute di cani nelle aree non vocate con colture intensive case e strade??Chi si oppone alla cosiddetta selezione in queste aree fà una battaglia che si ritorcerà contro i cacciatori,perchè gli agricoltori sono stufi di sopportare la prepotenza di chi si oppone alla risoluzione dei problemi in queste aree

    se mai sono i cinghialai che ostacolano la caccia di selezione al cinghiale e minacciano i selecontrollori di tagliarli le gomme delle auto e vorrebbero ache il capriolo e il daino in provincia di siena è stato tentato anche di bloccare tutta la selezione. ad arezzo sono state fatte 9 giornate di esami a siena 2 perchè qui decidono i cinghialai però noi selecontrollori non li abbiamo mai disturbati , ma non si accorgono che le squadre sono sempre meno numerose causa età anagarfica ed è sempre peggio gestire l’intero territorio.

  2. fernando scrive:

    Carissimo Presidente:

    Mi fa piacere che difenda la caccia la cinghiale con la forma tradizionale della braccata, ma si è dimenticato di come veniva esercitata , vorrei che alla sua lettera aggiungesse che la caccia tradizionale di ieri non aveva ne zone oggi paragonate alle riserve padronali , ne governatoi . La caccia al cinghiale di oggi è divenuta un industria, ma questa non è una mia opinione è una realtà amara, basta guardare i numeri di cinghiali che vengono abbatuti per capire, ieri contava la capacità oggi contano i numeri.
    Provi a dire bella la braccata, ma si tolgono le zone e i governatoi, anche se una legge esiste già, per sentire cosa gli rispondono i padroni del bosco (cinghialai).
    Le vorrei ricordare che i danni alle colture si diminuiscono solo con l’ articolo 37 che vuol dire braccata con un numero di cani non superiore a dieci e che siano soggetti che rifiutano gli altri animali e con un numero di poste più ampio possibile.
    Altri interventi sono , diminuire drasticamente la zona vocata e imporre alle squadre di cacciare tre giorni a settimana.
    Le ricordo che il piano faunistico Regionale approvato anche dall’ ispra la DAF è di 2,5 ogni 100 ettari e che il parere del ispra è di indirizzo a non vincolante, questo vuol dire che se non si tolgono i cinghiali potrebbe esserci qualche Assessore che ha le mani legate da pressioni delle squadre dei cinghialai, come oggi è noto a tutti.
    Signor Presidente si ricordi che ci sono anche altre forme di caccia che oggi è difficile svolgere.

  3. OSSERVATORE scrive:

    QUALCUNO SI RICORDA CHE OLTRE LA BRACCATA, LA CACCIA DI SELEZIONE, LA LEGGE OBBIETTIVO, ESISTONO ANCHE LE SPECIE IN VIA DI ESTINZIONE ” FAGIANO E LEPRE” X NON PARLARE DI STARNE E PERNICI, QUALCHE AAVV A QUALCHE IDEA O PROGETTI IN MERITO? avete sentiTo parlare del libro di ROBERTO MAZZONI DELLA STELLA’ ?

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