ANLC: Sistema Caccia in Toscana, dilettanti allo sbaraglio

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ANLC: Sistema Caccia in Toscana, dilettanti allo sbaraglio

Ricordete certo, soprattutto quelli della mia età, la celebre trasmissione televisiva condotta da Corrado, dove dilettanti di ogni parte d’Italia si improvvisavano “artisti”.
Ecco, questo è quello che sembra succedere in Toscana per quanto riguarda il sistema di gestione della caccia. Le competenze sono ormai passate alla Regione che in quasi 6 mesi non ha ancora partorito nessuna misura efficace per il controllo degli ungulati, per il ripopolamento della selvaggina nobile stanziale nonchè per dare certezza del diritto a chi possiede un appostamento di caccia.
Quindi oggi abbiamo i migratoristi senza alcuna risposta sui capanni, la 157 è intervenuta sul versante edilizio ma su quello paesaggistico? silenzio di tomba dalla Regione, e intanto fioccano i verbali per reato penale.
I cacciatori di penna non vedono alcuna gestione faunistica del territorio, quindi fagiani, starne e pernici sono solo un ricordo di altri tempi e poi ci si lamenta del calo dei cacciatori!!! La gestione dei ripopolamenti deve essere affidata ai cacciatori che pagano tasse salatissime per questo!
Infine gli agricoltori sono sul piede di guerra in tutta la regione perchè non sono state messe in campo misure efficaci per il contenimento degli ungulati; infatti l’unico sistema per eliminare cinghiali soprattutto dalle zone dove ci sono coltivazioni agricole è la caccia in battuta! Al diavolo i parerei di Ispra che in Italia non ha mai capito nulla di gestione venatoria, ma anzi ha sulla coscienza centinaia di morti e feriti per indicenti stradali e per aggressioni dirette alle persone in questi anni. Che si ricorra al nuovo osservatorio faunistico regionale toscano composto da 10 università italiane che può benissimo fornire pareri tali da sostenere gli opportuni atti amministrativi, come già successo in passato con esiti più che positivi. Invece anche nell’ultima riunione in Regione ci è stata rifilata una serie di piani, calendari e una marea di burocrazia solo per compiacere Ispra. Ha ragione Coldiretti Toscana quando denuncia i meccanismi assurdi che sono necessari per realizzare un art.37. Tutto ciò è tecnicamente inefficace perchè pensare di ridurre il numero di ungulati con la caccia di selezione è pura follia da dilettanti allo sbaraglio! Nei piani di controllo sono previste forti riduzioni della caccia in battuta per favorire gli abbattimenti in selezione nelle aree problematiche. Ma la caccia di selezione classica non può incidere sulle popolazioni perchè è stata pensata come conservativa delle specie e quella fatta con piani a scalare e densità zero come prevedere la nuova legge obiettivo della Regione fallirà allo stesso modo perchè le modalità di abbattimento fanno si che si possa abbattare, forse, un capo al mese quando va bene!
La nuova legge di Remaschi ha come vero obiettivo solo quello dell’annuncio, per tirare a campare e magari lasciare le rovine ad un altro assessore.
Un dato è oggettivamente innegabile, con il passaggio di competenze alla Regione il sistema caccia non solo è peggiorato ma è allo sbando, non passa giorno che in ogni territorio cacciatori e agricoltori mettano in campo manifestazioni e azioni per protestare contro l’andamento pericoloso della gestione faunistica in Toscana, da primi della classe a fanalino di coda in Italia.

SISTO DATI Vice Presidente Vicario Nazionale Liberacaccia

 

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ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. 
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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ANLC Toscana sulle nomine sottoambito GR 8

ANLC TOSCANA

 

GROSSETO – Tra i nominati del nuovo Atc, ambito territoriale di caccia «non c’è nessuno che rappresenti la parte sud della Provincia». Lo afferma con rammarico il consiglio provinciale di Libera caccia. «Noi, conoscendo in parte le nomine delle altre associazioni, avevamo deciso di presentare, proprio per colmare questo vuoto, Alessandro Cacciò, una persona d’Albinia che avrebbe così raccolto le richieste di tutti quei cacciatori e agricoltori che si trovano compresi nella fascia che va da Talamone a Manciano, a Capalbio passando per Orbetello, Monte Argentario e l’Isola del Giglio. Purtroppo per scelte che solo la politica e l’ufficio competente potrebbero spiegare, alla Libera Caccia è stato negato un rappresentante che invece è stato dato ad un’altra associazione venatoria che ha meno della metà dei nostri iscritti».
«Sicuramente si è voluto far scontare alla nostra associazione il fatto di non essere sempre allineata con quelli che in passato sono stati i diktat imposti dalla Provincia – prosegue Libera caccia -, basti ricordarsi che per il piano faunistico venatorio provinciale siamo stati gli unici a dare parere negativo all’innalzamento dei partecipanti alle battute al cinghiale e l’imposizione di lanciare solo fagiani di 60 giorni e quindi solo all’interno di voliere, erano e sono scogli insormontabili per avere una buona gestione del territorio».
«Tornando all’esclusione dalle nomine di un rappresentante della parte sud della Provincia, invitiamo tutti coloro che non hanno più un punto di riferimento territoriale in quella che era prima l’A.T.C. GR 8, a contattare sempre Alessandro Cacciò che farà da tramite con i due nuovi consiglieri che sono tesserati anche con la Libera Caccia. Con la speranza che venga eletto nuovo presidente dell’ATC un cacciatore od una persona competente che abbia a cuore il bene della caccia – conclude Libera Caccia -, cogliamo l’occasione per ringraziare, per il lavoro svolto, i membri dei tre A.T.C. decaduti».
ANLC -Toscana

 

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