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Treviso: Nutrie, caccia o anticoncezionali?

| 10 settembre 2014 | 3 Comments

Treviso: Nutrie, caccia o anticoncezionali?
Sono 100mila: ieri summit fra Comune e Provincia. E il cibo che le rende sterili convince più del veleno

nutria3C’è chi pensa a sterilizzarle, con un’iniezione, o con cibo «anticoncenzionale» ; chi vorrebbe abbatterle, adesso che le legge non le ritiene più specie protetta; e chi vorrebbe cacciarle dalla Marca, rendendo loro impossibile la vita lungo fiumi canali e fossati. Il guaio è che ogni soluzione presenta pro e contro, e poi c’è il piano dei costi /benefici …

Intanto, loro, proliferano. Sono le nutrie, arrivate a 100 mila esemplari nella Marca, secondo le stime. Per la rabbia degli agricoltori e di chi vive lungo i fiumi , che vede argini distrutti e buche ovunque; e per lo sconcerto e la sorpresa (mettiamola così) di chi vive anche in città e in periferia, perché ormai le nutrie la fanno da padrone lungo i fossati delle mura, i parchi delle ville (a villa Manfrin, ad esempio, continuano gli avvistamenti, e i nostri lettori segnalano e immortalano gli esemplari che sguazzano attorno al laghetto dove passano le giornate bambini e famiglie).

Come risolvere il problema nutrie, che sta diventando quasi un’emergenza in alcune zone della Marca? Un summit, ieri a Ca’ Sugana, fra Comune e Provincia ha fatto il punto della situazione. E in realtà, ha preso in esame le diverse opzioni, decidendo di approfondire da un lato i possibili interventi sanitari o chimici, dall’altro gli effetti di un’apertura all’abbattimento, dall’altro le direttive della Regione.

Quest’ultimo aspetto sarà curato dall’assessore provinciale Mirco Lorenzon, che non esclude a priori la linea dura dell’abbattimento («certo la nuova legge va in tal senso»). Ma c’è chi ricorda come la caccia lascia in vita gli esemplari più forti, e dunque liberi di proliferare con nuove nutrie ancor più selezionate, per non parlare del fatto che i roditori, sotto lo stress da caccia, si riproducono più velocemente.

Ca’ Sugana, con l’assessore Roberto Grigoletto e il consulente Luigi Calesso, è per linee più soft: o la sterilizzazione (cattura da affidare in convenzione ai volontari delle associazioni animaliste, consegna a Usl per l’intervento, quindi remissione in libertà delle nutrie) o la fornitura agli animali di cibo corretto con ingredienti che blocchino la riproduzione. Ma qui pende lo spettro dei costi, che potrebbero diventare astronomici e insostenibili (c’ è chi parla di oltre 100 euro a esemplare).
Un anno fa, peraltro, il famoso imprenditore Massimo Donadon, titolare delle Meyer Braun Deustchland, specialista nel liberare le metropoli dai ratti, si era detto disponibile a indicare una soluzione alimentare all’amministrazione, ma in quel caso parlava di avvelenare le nutrie per abbatterle, esattamente come per i topi. Soluzione che aveva subito fatto insorgere gli animalisti. In Comune si sta vagliando anche un’ulteriore ipotesi, suggerita dal dirigente Paolo Pierobon: l’installazione di reti nella zone più ghiotte per le nutrie, che rendano queste aree off-limits agli (sgraditi) roditori. E dunque una mossa per impedire anche l’insediamento e la proliferazione.

http://tribunatreviso.gelocal.it

 

 

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Category: Curiosità, Veneto

Comments (3)

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  1. Ferdnando Ratti scrive:

    Sterilizzare tutte le nutrie!!!!, sono d’accordo solo se; le spese per effettuare tale operazione, le pagheranno di tasca propria fino all’ultimo centesimo; solo ed esclusivamente: anticaccia,animalisti ed animalari.
    un saluto

  2. estevan scrive:

    Ma con l’ultima modifica alla 157/92 non le hanno equiparate ai topi delle fogne(quindi esche avvelenate ecc. ecc.) o mi sbaglio?

  3. Roberto scrive:

    Treviso: Nutrie, caccia o anticoncezionali?
    ———————————————

    Mettete dei distrubutori di profilattici nelle vicinanze dei fossi . (:n)

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