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lettera aperta di un artigiano armaiolo bresciano

| 10 settembre 2014 | 6 Comments

in allegato lettera aperta di un artigiano armaiolo bresciano che spiega il malessere del settore ormai vessato oltre che da leggi anticaccia anche da una burocrazia che in nesssun paese esiste, e intanto si chiudono aziende storiche in barba a chi dice che si vogliono creare posti di lavoro

cal16Vi scrivo questa lettera per rimarcare la mia delusione.
Dopo mesi di “tira e molla” con la situazione dei documenti per l’export siamo ancora in un nulla di fatto quando invece i nostri colleghi europei ottengono i permessi in pochi giorni.

Come imprenditore che ha fatto sacrifici insieme ai propri fratelli e collaboratori non accetto di chiudere un’azienda perché dei funzionari di stato pare non sappiano cosa fare o come comportarsi.

Non accetto di subire tutto questo in modo passivo.

In tempi diversi avevo proposto di affidarci ad un avvocato di fama internazionale e con competenze nel settore armiero.
Avevo proposto di non pagare le prime rate delle tasse (se non ci danno la possibilità di esportare non abbiamo nemmeno la possibilità di far fronte agli impegni economici dell’azienda).
Avremmo potuto coinvolgere giornalisti di programmi televisivi tipo “Report” o “Indignato speciale”.
Avremmo potuto acquistare pagine di quotidiani nazionali e denunciare questo scandalo tutto nostro.
Avremmo potuto interpellare il Ministro Padoan o addirittura il Presidente del Consiglio Renzi.

So che vi siete prodigati in estenuanti viaggi su e giù per Roma ma visti i risultati e il silenzio da parte delle istituzioni avremmo potuto optare per qualcosa di più deciso.

Il risultato è che ci sentiamo soli.

Per il 2014 facevamo affidamento su due fiere, Exa che come tutti sappiamo è stata cancellata e Arms and Hunting – Mosca – alla quale non potremo partecipare perché dopo mesi non abbiamo ancora ottenuto il permesso di esportare.
Dopo mille peripezie avevamo trovato dei clienti seri ed affidabili e doverli perdere per questioni burocratiche sarebbe “allucinante”.

Mi domando chi pagherà per tutti questi danni!

Cordiali saluti
Un artigiano armaiolo bresciano

 

 

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COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

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Category: Armi e Munizioni, Generale, Lombardia

Comments (6)

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  1. vincenzo scrive:

    Questa lettera vale più di qualsiasi commento. Che facciamo noi associazioni venatorie per pungulare per quanto possiamo coloro che dovrebbero intervenire e decidere? Continuiamo a dividerci sul merlo o la peppola o pensiamo che oltre a questo esistono argomenti molto ma molto più importanti…..a cui dovremmo dare risposte univoche ed unitarie? Il tempo delle chiacchiere è finito. In questo paese credo che la rottamazione debba essere avviata anche nelle associazioni venatorie:nessuna esclusa. Troppe posizioni di rendita, troppi piccoli personalismi, troppi dirigenti,troppa incapacità di comprendere che i tempi sono cambiati, troppa confusione e troppa voglia di camminare guardandosi sempre indietro anzichè in avanti. Non è così che diamo una mano a questa lettera di denuncia.

  2. Mario56 scrive:

    Ancora con le associazioni venatorie? Ma le associazioni di categoria? la confindustria? Cosa fanno per proteggere i propri associati?

  3. Ferdnando Ratti scrive:

    All’armaiolo Bresciano va tutta la mia solidarietà.
    Conosco bene la realtà della Valtrompia,avendo la mia dolce metà della stessa provincia.
    Bisogna far capire una volta per tutte ai nostri cari politici; che in Valtrompia la maggior produzione è di armi sportive e da caccia, che queste non sono idonee ad armare nel mondo le varie fazioni in guerra.
    Ma in Italia quando si parla di armi anche se da caccia è come nominare il diavolo.
    Mentre in altre nazioni dove veramente producono e vendono solo armi da guerra, dall’ignoranza della nostra classe politica ne traggono tutti i benefici.

  4. Giacomo scrive:

    Avrei voluto già da tempo cambiare lo schioppo dal 12 al 20 ma visto che ho dovuto smettere per ragioni di mancanza di territorio cacciabile ( in provincia di Salerno non c’è rimasto quasi niente ) per cui la spesa è andata a farsi benedire. Comunque vorrei dire al caro artigiano che mi dispiace molto della sua situazione, ma forse si sarà trovato in queste condizioni optando solo per la strada dell’esportazione. Certo che a farsi sentire di questi tempi, dove anche la caccia non può più dare lavoro come nel passato non credo sia stato un bene. In bocca al lupo per un futuro migliore, ma chissà se….. :roll: Salutiaaamo

  5. guy scrive:

    innanzi tutto compriamo le armi all’estero poi se abbassano i prezzi anche in itaglia

  6. CLAUDIO TORTOIOLI scrive:

    Piena solidarietà all’armaiolo Bresciano e tutti coloro che incontrano problemi con il ciclope burocratico Italiano.
    La caccia viene fortemente penalizzata da un burocratismo assurdo che penalizzo come vediamo l’economia e la vita delle famiglie, dobbiamo urlare, innovazione e semplicità da ogni parte.

    ASSOCIAZIONE VENATORIA AMBIENTALE NATA LIBERA PERUGIA

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