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Siena, ripristino Art.37 e ridimensionamento selezione cinghiale

| 9 settembre 2014 | 9 Comments

ARCI_FIDCSIENA: ECCO I PRIMI IMPORTANTI RISULTATI
Grazie all’azione di Federcaccia e Arci Caccia risposte concrete alla caccia e all’agricoltura.

L’accordo recentemente sottoscritto tra Regione Toscana, Federcaccia e Arci Caccia regionali, con l’assenso della Provincia di Siena, sta producendo i primi, concreti e positivi risultati.
Mentre, in queste settimane, abbiamo visto l’aggressione congiunta di “venditori di pentole” e di illusionisti che, a nome della Libera Caccia e della Pro Cinghiale, hanno utilizzato la crisi gestionale del modello senese per dare corpo alla più volgare operazione di propaganda mai vista nella storia senza mai contribuire fattivamente alla risoluzione dei problemi, Arci Caccia e Federcaccia, con senso di responsabilità e nel rispetto delle funzioni tipiche delle Associazioni che “vengono da lontano”, hanno aperto, attraverso un serrato confronto, una nuova fase che sta facendo emergere i primi importanti risultati; all’indomani dell’incontro con l’Assessore Salvadori, le scriventi e la Provincia di Siena, sulla base delle indicazioni presentate dalle nostre Associazioni, la Provincia ha provveduto ad emanare uno specifico atto di indirizzo che affronta le seguenti questioni:

  • modalità di intervento art.37, snellendo tutte le procedure autorizzative, prevedendo – in particolari condizioni – per la specie cinghiale, il ricorso agli interventi in braccata sull’intero territorio.
  • Revisione delle modalità dell’utilizzo delle carni dei capi abbattuti ai sensi del regolamento n° 853 C.E., individuando la disponibilità di ulteriori strutture utilizzate dislocate sul territorio senese.
  • Ricorso a tutte le GG.VV. disponibili, ex art.51, al fine di garantire il massimo numero di contenimenti possibili.
  • Riorganizzazione della caccia di selezione al cinghiale, considerando ormai esaurita la fase di sperimentazione di questa pratica, che dovrà essere ripensata con l’obiettivo di superare le criticità che si sono sin qui palesate e i numerosi conflitti aperti; in particolare, visti anche i risultati insoddisfacenti sugli abbattimenti, si stabilisce di limitare questi interventi esclusivamente nelle aree non vocate e ricadenti all’interno di quelle problematiche. Queste ultime, che saranno oggetto di una profonda revisione concertata tra gli A.T.C. e le organizzazioni di categoria, verranno determinate sulla base di un’analisi ponderata dei dati e con l’accortezza di garantire il massimo equilibrio tra le varie azioni gestionali, volendo tener conto dell’importante funzione svolta dai distretti di gestione del cinghiale a partire dalle attività di prevenzione dei danni.
  • -Sulla base di questi indirizzi, la Provincia ha provveduto a modificare la precedente delibera e conseguentemente l’atto dirigenziale n° 2232.

E’ questa una risposta concreta, al di là delle tante “ciance” in libera uscita, che offre una seria prospettiva alle legittime richieste del mondo agricolo e venatorio senese.
Arci Caccia e Federcaccia, quindi, ribadiscono la loro netta contrarietà alla logica dello sfascio, e in questo senso rilanciano con grande convinzione l’idea del confronto – seppur aspro – ma operativo, per raggiungere gli indispensabili obiettivi della certezza del diritto, del superamento dei problemi in atto e la ricucitura della ferita aperta con il mondo agricolo.
In questo quadro è da salutare con soddisfazione l’elezione del nuovo Presidente dell’A.T.C. Siena 18 e la convocazione per la ricostituzione del Comitato di gestione dell’A.T.C. 17; Risultati positivi, dunque, che ci spronano a proseguire l’impegno sin qui profuso per raggiungere nuovi e più importanti traguardi per la caccia e la gestione faunistica.

Firenze, 9 settembre 2014

Federcaccia Toscana
Arci Caccia Toscana

 

 

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Category: Arcicaccia, Cinghiale, Federcaccia, Toscana

Comments (9)

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  1. massimiliano scrive:

    Qualcosa anzi parecchio di questa enfasi conservatrice,non riesco davvero a digerirla…….

    Queste sviolinate alle squadre (a cui fieramente e senza rimorsi appartengo)di cinghiale,assomigliano un pò anzi parecchio,ai bastoni di crognolo stagionato che stan mettendo i vecchi dinosauri della fu politically corretta,all’attuale governo Matteo Renzi……..
    Fatte le dovute e sacrosante proporzioni.

    Bene benissimo ripristinare l’art.37 …altresì bene benissimo affiancar il prelievo selettivo senza se e senza ma,nelle ZONE NON VOCATE (fintanto la normativa provinciale lo permetterà……se poi la forza devastante dei numeri scardinerà il tutto,ben venga il commissariamento che con equità e razionalità adotterà a soluzioni drastiche ed indispensabili)

    Cordialità e serenità per tutti.

  2. Ferdnando Ratti scrive:

    Nel comunicato si dice:Riorganizzazione della caccia di selezione al Cinghiale,visti anche i risultati insoddisfacenti!!!.
    Per me la cosa puzza un pò di bruciato.
    Se da noi in Lombardia dove viene applicata la caccia di selezione al Cinghiale funziona benissimo; con un numeri di capi abbattuti annualmente di tutto rispetto.
    Perchè in quella provincia non funziona???.
    Dove personalmente penso abbiano una popolazione di Cinghiali minimo il triplo di quella che abbiano noi. Inoltre mi chiedo se per caso non ci sia in atto una guerra per la carne fra cacciatori???.
    Un saluto

  3. cialluk scrive:

    Cara arci e fidc, perché non nominate mai l’atc 19 si?
    Forse è stata cancellata? Non rientra più nella vostra gestione?
    Mi risulta che l’intero comitato di gestione della 19, era formato in tutte le sue espressioni (Presidente, varie ass. venatorie,rappresentanti dell’agricoltura, pertanto l’intero comitato) dalle vostre associazioni quindi ritengo che la situazione creatasi fin d’ora,sia opera vostra e sinceramente non capisco di cosa vi potete vantare.
    I cacciatori sapranno giudicare.

  4. guy scrive:

    la caccia di selezione non funziona primo perche’ le squadre hanno adottato contromisure
    secondo perche’ non viene lasciata liberta’ di gestire la caccia al cinghiale con orari approriati e con disponibilita’ di territorio come negli atc piu seri del centro-nord italia,in pratica e’ tutta una presa in giro come al solito……………

  5. osservatore scrive:

    esclusivamente nelle aree non vocate e ricadenti all’interno di quelle problematiche…….Ferdinando la cosa puzza parecchio, l’ARCI e FEDER non vogliono la caccia di selezione al cinghiale, fanno di tutto per affossarla, che stanno cercando di affossare le ATC, chiedi quello che succede nell’ATC18 e quello che stanno cercando di fare nella 17, vogliono la paralisi gestionale, “AMMINISTRARE SOLO L’ORDINARIO”
    Massimiliano è peggio di quello che pensi.

  6. massimiliano scrive:

    copio-incollo ” visti anche i risultati insoddisfacenti sugli abbattimenti….”
    ————————————————–
    glielo abbiamo a dire da cosa derivano i dati insoddisfacenti degli abbattimenti ?

    buttiamo IN PIAZZA ciò che è venuto fuori e scaturito “sul campo” a seguito di questa iniziativa della provincia ?

    Più rileggo e più mi incaxxo…..

  7. Ferdnando Ratti scrive:

    Amici cacciatori,mi potrò forse sbagliare, ma se tutto ciò non è una guerra per la carne; allora è una guerra per avere più tessere, che alcune delle associazioni venatorie ben note stanno facendo???.
    un caro saluto

  8. fernando scrive:

    Carissimi cacciatori non fatevi convincere dalle chiacchere di Federcaccia e Arcicaccia, perchè quello che loro dicono di aver ripristinato con i loro abituali incontri di salotti “politici” è tutta una bufala, quelle associazioni che dicono di aver ripristinato erano e sono quelle che avevano contribuito a togliere l’ art 37, ecc.
    Ripeto ancora una volta ai Dirigenti di federcaccia e arcicaccia dfi presentarsi in un incontro pubblico con quella associazione “Libera Caccia” che loro definiscono venditori di pentole, affinchè non si presenteranno ad un incontro pubblico sono e saranno loro i “claon”di turno.

    Un cordile saluto

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