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Piemonte: nuove norme per pernice bianca e coturnice

| 2 settembre 2014 | 1 Comment

Cacciatore tramontoTorino. Si parte il 28 settembre, ma la Regione ha chiesto i dati sul censimento delle pernici bianche e delle coturnici. Le ipotesi: vietare alle doppiette l’area più esposta, o ridurre il numero degli esemplari che si possono abbattere

Nuove norme in arrivo
La riduzione degli habitat favorevoli, il disturbo provocato dall’uomo e i cambiamenti climatici, sempre più estremi, sono fattori complementari che incidono sulla riproduzione di specie delicate: i censimenti stagionali stanno confermando il calo numerico.

Tutelare quelle specie che, pur essendo inserite nel calendario venatorio, quindi cacciabili, registrano una diminuzione della densità sul territorio.

Non è ancora stata detta l’ultima parola – la decisione sarà presa al termine del secondo censimento stagionale (il primo è stato svolto in primavera), la Regione ha chiesto i dati entro questa settimana – ma l’orientamento è chiaro. Riguarda due specie diffuse in maniera più o meno omogenea nell’arco alpino, la pernice bianca e la coturnice, entrambe pregiate e suscettibili di aumenti o diminuzioni stagionali legate a fattori diversi: riduzione degli habitat favorevoli, disturbo antropico, cambiamenti climatici.

Le cause

Poca neve o troppa neve. Poca pioggia o abbondanza di pioggia (il mese di luglio parla da solo) Temperature rigide o meno rigide. Il declino della pernice bianca e della coturnice, dichiarate «specie vulnerabili» nella lista rossa dell’Unione mondiale per la conservazione della natura, è legato a doppio filo a queste dinamiche.

Pernice e coturnice

Non a caso la Regione, rappresentata dall’assessore Giorgio Ferrero, intende limitarne i prelievi non appena il secondo censimento, basato sull’impiego dei cani da ferma per «alzare» gli adulti e scoprire le nidiate, avrà confermato il responso del primo. Due le soluzioni, discusse e valutate nell’incontro tecnico organizzato il 13 settembre nel Comprensorio alpino Valle Varaita: ridurre il numero dei capi che si possono abbattere o impedire la caccia per un anno in un determinato bacino così da creare una zona franca, un serbatoio per permettere a queste specie in sofferenza di riprendersi. L’inizio della stagione venatoria è fissato per il 28 settembre.

Limiti alla caccia

Conferma Ferrero: «In entrambi i casi, si tratta di incidere sul piano di prelievo, ma siamo determinati a dare un segnale di tutela nei confronti di specie pregiate. Penso che anche il mondo venatorio, quello più equilibrato, capirà. D’altra parte, già oggi i responsabili del censimento confermano la diminuzione degli esemplari».

Per la verità, l’aumento o la diminuzione della densità stagionale non è una prerogativa della pernice bianca, e della coturnice: dal fagiano di monte al biancone, certe dinamiche si ripetono. A fare la differenza sono i numeri. Da qui una scelta per molti versi impopolare.

L’alternativa è la progressiva desertificazione delle nostre montagne, una prospettiva che nemmeno i cacciatori si augurano: quelli più equilibrati, per usare le parole dell’assessore.

alessandro mondo

http://www.lastampa.it

 

 

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Category: Piemonte

Comments (1)

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  1. Giacomo scrive:

    Certo che con il maltepo che c’è stato è ci sta ancora bisogna vedere un pò come stanno le cose per questi selvatici di montagna, secondo me fate bene a controllare e caso mai a limitare i capi o a chiudere la caccia. Ma alla fine si pensa sempre : innanzitutto chiudiamo la caccia ! Ma in quanto ai predatori cosa si fà prima che venga il tempo della covate ? E i territori dove pascolano vengono salvaguardati ? Punto di domanda. :wink: Salutiamo

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