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Veneto: Arcicaccia, lettera ai cacciatori

| 29 agosto 2014 | 6 Comments

ArcicacciaCara Cacciatrice, caro Cacciatore,

anche quest’anno nonostante, purtroppo, le mille peripezie, inizia per alcuni in pre-apertura (dal 1/09) e in apertura generale per tutti (il 21/09) la stagione venatoria. Un po’ di gioia comunque.

L’abbiamo attesa con ansia questa stagione venatoria, soprattutto in Veneto.

La “questione” decreto richiami vivi, l’esistenza e il futuro dei Roccoli, fino all’ultimo secondo hanno rischiato di pregiudicare per molti, compreso il sottoscritto, la stagione venatoria. Siamo orgogliosi di poter dire che il fronte animalista, anche stavolta, non è riuscito a farci restare a casa e ha dovuto accettare che l’Italia, come scritto dalle Associazioni Nazionali riconosciute (ARCI Caccia, FIDC, ANLC, ANUU) si trova in Europa.

L’apertura della caccia di questa stagione in Veneto deve dare nuova carica alla speranza che finalmente le cose cambino davvero e quindi che la nostra Regione oltre che ad essere in Europa si possa sentire finalmente protagonista, da un punto di vista venatorio, dello Stato Italiano non solo per il pagamento della tassa governativa legata al rinnovo della licenza porto d’armi, ma per i miglioramenti indispensabili anche regionalmente per dare un futuro certo all’“ars venandi”.

Non solo, dobbiamo dare finalmente la possibilità di rivedere le deroghe, per avere almeno – per le specie che producono danni all’agricoltura – l’inserimento nelle specie cacciabili del “Calendario”. Dall’Europa dobbiamo avere certezze cacciabili o SI o NO. Occorre arrivare finalmente all’approvazione del Piano Faunistico Venatorio che traghetti il Veneto nel nuovo millennio con il superamento parziale della scelta di caccia, una gestione degli ATC produttiva di fauna e ambienti, capire come la Regione intende operare “dopo” le Province, una mobilità venatoria conseguente a quanto dovrebbero realizzare ATC e CA; un associazionismo venatorio e gruppi dirigenti degli Ambiti non legati ai populismi o alle aspettative “politiche” dei singoli. Questo è condizione minima obbligata per riaprire un’alleanza di lungo periodo con il mondo agricolo e con il fronte ambientalista ragionevole che possa finalmente comprendere che la caccia è un patrimonio naturale, culturale ineludibile per una società moderna.

Grazie ad alcune certezze, anche se minimali, abbiamo gli argomenti per non smettere di andare a caccia, noi e i nostri amici. La nostra “fiducia” è indispensabile anche per conquistare i giovani; con le idee dell’Arci Caccia possiamo farcela.

Sugli appostamenti di caccia, anche se a noi piace poco, esiste una normativa e questa ci da almeno la certezza che in qualche modo possiamo praticare questa forma di caccia. A tal proposito, anche a nome vostro, mi sento di formalizzare un appello alla politica regionale: “proviamo a migliorarla!”. Ci sono già esperienze di altre Regioni da copiare.

Il calendario venatorio di quest’anno è lo stesso dell’anno scorso, avremmo voluto ci fosse data la possibilità di cambiare qualcosa, di dare il nostro contributo, invece non è stato possibile discutere, quanto scritto era già legge. Non ci arrenderemo, lavoreremo fin d’ora per creare le condizioni, nel 2015 di un calendario condiviso.

Potremmo stare meglio, ma comunque noi cacciatori siamo qui e vediamo un futuro più “positivo” non per “illusione” ma per la consapevolezza che possiamo farcela.

Ora “mente e cuore” si rivolgano alla nostra grande passione: l’amore per la caccia, abbandoniamoci al rito della cura del territorio per chi prepara l’appostamento (ormai siamo rimasti i soli a farlo veramente!), all’addestramento del cane per chi è “stanzialista”, “migratorista” o entrambi.

Personalmente, vivo l’attesa dell’apertura come un rituale quasi “scientifico” ed “emozionante”, da qualche giorno comincio a svegliarmi prima senza bisogno di sveglie e sento una voglia sfrenata di contatto con l’ambiente e la mia montagna dove fin da bambino, con mio padre e mio zio, lì sono andato e vado a praticare quello straordinario momento poetico nel silenzio e nei colori dei nostri boschi. Si chiama caccia.

Si ricomincia! Spiacenti per quanti ci vogliono male.

In Bocca al Lupo!

Giuliano Ezzelini Storti
Presidente Regionale

 

 

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Category: Arcicaccia, Veneto

Comments (6)

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  1. niki scrive:

    Ezzelini vai a fare il cantastorie, sei sprecato qui.
    Smettetela di prendere in giro i cacciatori, siete nauseabondi.
    Vi mancano molte tessere vero? Si vede dai molti comunicati, pieni zeppi di s……..

  2. Nico scrive:

    Sono in piena campagna tesseramento..storti, come molti Ti hanno ricordato l’Europa alle deroghe ha detto SI…se poi voi fate finta di niente è un altro discorso. Per i capanni c’è la normativa?! NO, sono state normate solo le altane x la caccia al cinghiale e altri ungulati…qualcuno ha la soluzione fatta di 2 righe, che metterebbe al sicuro da sanzioni civili e penali i cacciatori veneti, ma solamente perchè costui è un vostro avversario politico/associativo rimane inascoltato…volete poi approvare il pfvr x il semplice motivo di poter escludere ACV dai direttivi degli atc e poter gestire la caccia a vostro( e a quello dei fidc) piacimento..questa è democrazia secondo Te?ah giusto siete quelli della 157…irrimediabilmente arci

  3. Vincenzo85 scrive:

    ”caro” presidente regionali Giuliano Ezzelino STORTO, che tempismo profetico…
    Forse lei non è stato aggiornato dai suoi superiori delle ASSOCIAZIONI REGIONALI RICONOSCIUTE, che proprio oggi il TAR del Veneto ha sospeso la caccia in preapertura alla tortora, cosa che da 8 anni in cui sono cacciatore io non era mai successo e non mi sembra sia successo poi tante volte negli anni precedenti da quando la tortora è stata inserita,e, a quanto sembra per un aumento di giorni fortemente voluto dal nostro amatissimo assessore regionale alla caccia…
    che peraltro, per quanto ci risulta in veneto, essere un’ assessore ben voluto, sostenuto e appoggiatissimo dalle famose ASSOCIAZIONI REGIONALI RICONOSCIUTE peraltro di cui lei ne fa parte…
    pertanto, con altrettanta vena poetica, noi cacciatori delle ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE, attendiamo una sua gradita giustificazione a quanto successo…
    Cordiali saluti,
    UN CACCIATORE NON FACENTE PARTE DI UNA ASSOCIAZIONE RICONOSCIUTA A LIVELLO NAZIONALE, MA FINO AD OGGI SEMPRE SORRETTO E APPOGGIATO DALLA PROPRIA ASSOCIAZIONE…

  4. Ferdinando Ratti scrive:

    Le modifiche alla 157/92 tanto magnificate; le hanno fatte con una celerità impresionante,come se avessero del peperoncino piccante nel fondoschiena.
    Ignorando volutamente o per dimenticanza,che forse questa era la volta buona di una modifica totale ad una legge vecchia di 22 anni, dove nel frattempo il mondo venatorio e cambiato fondamentalmente,nelle specie cacciabili,nelle forme,modi,usi e tradizioni di caccia.
    Mi è sembrato forse mi sbaglierò, che chi ha proposto solo le poche modifiche apportate alla 157, viva in un altra nazione o addirittura su di un altro pianeta.
    Personalmente speravo che almeno per quest’anno non avrei rivisto i soliti balletti dei ricorsi al TAR, che bloccano e modificano calendari venatori già approvati.Purtroppo anche quest’anno con rammarico ho dovuto ricredermi.

  5. Renzo Cavasin scrive:

    MA ci rendiamo conto Amici Cacciatori che questo ci sta prendendo per il c..o
    Ma che non ci sia qualche associato di ARCI che si ravveda.
    A casa mia caro Storti si dice beco e bastonà . (f)

    Renzo Cavasin

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