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Umbria sospesa la preapertura alla Marzaiola

| 27 agosto 2014 | 6 Comments

Caccia, in Umbria sospesa la preapertura alla Marzaiola il 1° e il 7 settembre
Il Tar ha accolto in via cautelare il ricorso dell’Associazione Vittime della caccia

tar_3Perugia – “Con decreto cautelare n. 106 del 25 agosto 2014 il Tar Umbria ha sospeso la preapertura della caccia alla marzaiola nei giorni 1 e 7 settembre, su ricorso dell’Associazione Vittime della caccia, presentato dall’avvocato Massimo Rizzato di Vicenza”. E’ quanto sottolinea l’associazione in una nota. “Venivano infatti riconosciute le seguenti considerazioni – prosegue il testo diffuso dall’Associazione Vittime della caccia -: violazione dell’art. 18 secondo comma L.157/92 e violazione art. 32 L.R. 1494, Eccesso di potere per difetto di motivazione. Ovvero per il mancato rispetto di quanto prevede la norma citata in relazione alle “situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali”, ma anche in assenza di un adeguato Piano Faunistico Venatorio”.
“Nessuna delle due condizioni appare soddisfatta dalla Regione – prosegue la nota dell’associazione -: per la Marzaiola infatti, la cautela dovrebbe essere massima perché la conservazione risulta minacciata, l’Ispra indica che la marzaiola risulta ‘in declino (spec 3)’ e che ‘un’anticipazione dell’apertura della caccia ai primi di settembre comporterebbe tuttavia il rischio di abbattimento dei soggetti che si sono riprodotti localmente, introducendo un possibile fattore limitante per un fenomeno di colonizzazione naturale che deve invece essere assecondato’. La Regione ha adottato il proprio Piano Faunistico Venatorio – a scadenza quinquennale – con delibera del Consiglio Regionale del 2179 e pertanto lo stesso era valido fino alla scorsa stagione venatoria 201314″.
“Troppe le regioni – aggiunge ancora l’Associazione Vittime della caccia – che non aggiornano i propri Piani Faunistico Venatori, emanando comunque ogni sorta di atto e norma tesi a favorire la pressione venatoria sul territorio, senza tenere conto delle mutate condizioni ambientali e faunistiche ma anche urbanistiche e antropiche.
Si ricorda infatti, che i Piani Faunistico venatori rappresentano, in sintesi, la pianificazione di tutto il territorio nazionale a fini di sfruttamento delle risorse faunistiche, operata dalla regione, che individua specifiche zone senza, troppo spesso, che si tenga conto degli insediamenti urbani, case sparse, sedi stradali ecc, Da tale pianificazione scaturiscono poi atti ed autorizzazioni degli enti locali (province e ATC – ambiti territoriali di caccia) che di fatto autorizzano tipi di caccia incompatibili con la presenza umana e in palese contrasto con quanto previsto dall’art.21, comma 1, lett.a), e) ed f) della legge 157/92 in materia di distanze di sicurezza, sulla base della gittata delle armi impiegate”.

http://quiperugia.corrierenazionale.it

 

 

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Category: Umbria

Comments (6)

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  1. Ferdinando Ratti scrive:

    Come ho già scritto se avessero rivisto la 157/92 in toto adeguandola alle leggi CEE(non in fretta e furia come è stato fatto) i balletti dei ricorsi al TAR almeno questa volta non li avremmo visti.
    A cosa è servita una modifica della legge; se poi gruppi anticaccia che come forza voti hanno quelli del proprio condominio, possono bloccare ancora una volta i calendari venatori???.

  2. scolopaxperugia scrive:

    Noooooooooooooo…. E io che avevo impostato l’apertura tutto sulle marzaiole… Avevo acquistato anche gli stampi…..

  3. leonardo scrive:

    Vista la pessima stagione agricola l’associazione in questione potrebbe anche fare ricorso contro la peronospora della vite, che nelle zone di montefalco, regno del sagrantino, ha letteralmente messo in ginocchio tutta la produzione.

  4. Stefano Tacconi scrive:

    Al posto della Marzaiola (presente e nidificante in Umbria solo nella fantasia del Giudice e dell’Associazione ricorrente), dal 7 settembre si potrà prelevare in Provincia di Perugia la specie Storno in regime di deroga…come scambio non è proprio niente male!!!

  5. Stefano Tacconi scrive:

    E’ bene comunque precisare che nel periodo in cui il Calendario Venatorio è stato approvato e pubblicato il Piano Faunistico Venatorio era ancora in corso di validità e nelle more della Legge, a meno che il territorio non sia stato sconvolto da uragani e calamità, la Regione ha dai 6 ai 12 mesi di tempo per apportare le eventuali modifiche necessarie (se necessarie…).
    Ma il Giudice che ha sospeso una piccola parte del calendario (per gravi e irreparabili danni a non so cosa), queste cose non le sa?

  6. Giovanni59 scrive:

    ..un Paese di pagliacci strapagati e un popolo alla fame, …ma la marzaiola prima di tutto…. :evil:

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